INTERVISTA | Federico Bartoli e il suo nuovo singolo #Tuseipiudiunlike

Federico Bartoli nasce a Grosseto nel 1995 e fin da piccolo prova un senso di amore per la musica dove vi ritrova rifugio. Dopo l’esperienza ad X-Factor e alcuni anni di studio in Conservatorio, Federico è maturo per pubblicare il suo nuovo singolo #Tuseipiudiunlike. Blog della Musica l’ha intervistato…

Ciao Federico Bartoli e benvenuto su Blog della Musica. In poche righe ti puoi presentare ai nostri lettori?
Ciao! Sono Federico Bartoli, ho 22 anni e cerco di esprimere i miei sentimenti in musica! Da anni suono e canto e credo che la musica sia il mio sfogo di tutte le emozione negative/positive. Da un po’ curo il mio instagram e grazie alle mie amiche e amici che mi seguono ho potuto ritornare a produrre canzoni dalla mia camera di casa.

I tuoi inizi con la musica come sono stati?
I miei inizi? Mio zio che mi faceva ascoltare i Led Zeppelin da piccolo, mi sono appassionato e mi sono iscritto a un corso di musica. Poi a 17 anni ho tentato X-Factor arrivando fino agli home-visit, dopo di che ho studiato per tre anni in conservatorio.

Quali sono gli artisti che influenzano le tue scelte musicali?
Tanti, veramente tanti. Amo tutta la musica perchè è bella e varia. Quando compongo però amo farmi influenzare dagli artisti di musica elettronica che stimo di più: Major Lazer, Chainsmokers, tra gli altri.

Essere emergenti ora. Che Italia discografica vi trovate davanti?
E’ difficile al giorno d’oggi, noi emergenti abbiamo un bel gradino da affrontare perché la concorrenza è tanta e molta è di qualità. Se vuoi visibilità devi andare ad un Talent, credo. Però confido nella potenza di internet, i miei “follower” che non sono un numero, ma amici (conosco ognuno di loro e ci parlo quotidianamente) mi hanno trovato su internet (instagram in particolare) ed è bellissimo! Non avrei fatto questa canzone se non ci fossero queste persone… e sarei anche molto più triste. Credo comunque che se fai una canzone di qualità prima o poi emergerai. Come un mantra mi ripeto di impegnarmi a fare sempre del mio meglio.

Fare un disco oggi… Ha ancora un senso vista la grande crisi?
Assolutamente non ha senso. Soprattutto per noi emergenti. Ti spiego il perchè: ormai l’industria musicale si concentra su Spotify/Apple music dove tutti sappiamo che con un abbonamento da 10 euro al mese hai tutta la musica del mondo. Bisogna guardare avanti, le cose fisiche sono bellissime ma solo ad un certo livello. Preferisco, personalmente, rilasciare singoli su singoli.

Ci racconti la genesi di Tu sei più di un like?
Certo! E’ nata l’idea subito dopo il rilascio del mio precedente singolo Highway 45, sulle storie di instagram ho pubblicato dei piccoli video di 15 secondi in cui c’erano alcune vecchie canzoni che avevo scartato e ricevetti numerosi messaggi di approvazione su una in particolare, intitolata Tu sei come sei. C’era una ragazza, Serena, che mi chiedeva ogni giorno di pubblicarla. Da quel titolo è nato il nuovo singolo Tu sei più di un like. Il concetto che volevo dare è lo stesso, ma la musica l’ho fatta da zero, mi sono messo il basso in spalla e ho cercato qualche linea interessante… poi con l’iPhone ho registrato vari memo vocali ed il brano è venuto alla luce.

Testo e sonorità musicali: che cosa racconti in questo brano e che strumentazione utilizzi? C’è un suono particolare che cerchi e che vuoi trasmettere?
Racconto una storia di amore, di due ragazzi che sono con la testa fra le nuvole e a cui non piace la società attuale. Sanno che per essere accettati devono conformarsi, sanno però che sia l’uno che l’altro sono diversi, gli piace sognare ad occhi aperti, sognare un nuovo mondo, sognare che le persone non giudichino dall’aspetto o dai like che hai ma da ciò che sei, dall’anima che hai. L’elemento essenziale della canzone è la mente che volutamente cito tante volte nella canzone. La mente che va usata, per essere come noi vogliamo essere, non per come vogliono gli altri. La strumentazione? Le parti di batteria le ho create con la mia batteria elettronica, tutto ciò che senti è suonato al piano e trasformato in elementi elettronici. Tutto rigorosamente fatto in camera mia compresa la registrazione della voce!
Il suono che cerco e che ancora non credo di aver trovato è il suono che puoi ascoltare benissimo in radio, in macchina, in palestra, ma anche ad un festival EDM! Sono alla ricerca di questo.

Se potessi collaborare con un musicista, del presente o del passato, chi sceglieresti?
Fatemi collaborare con Ryan Tedder e potrei morire felice.

Per chiudere: questo singolo a cosa porterà?
Non so a cosa mi porterà perchè decidendo di autoprodurmi completamente (pubblicità compresa) è tutto nelle mie mani e nel passa-parola, che è ben diverso dai canali che le major offrono ovviamente, ma, come ho già detto, credo nella potenza di internet. Comunque non cerco il successo, se arriva ben venga non mento, ma sono felice che alle persone che mi seguono piace la mia musica e che arrivi il significato di quello che voglio trasmettere.

Info su Federico BArtoli: https://www.facebook.com/federicobartolimusic | https://www.instagram.com/federicobartoli

Leave a Reply

8 + sei =

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.