INTERVISTA | Filippo D’Erasmo e le sue “Canzoni part time”

Filippo D’Erasmo

Filippo D’Erasmo è un cantautore d’origini alessandrine, il nome che ha scelto per rappresentare il suo progetto artistico ricorda quello dei grandi navigatori dell’epoca di Colombo o i nomi dei reali di qualche nazione. In realtà scrive canzoni e lo fa in modo spontaneo raccontando frammenti della sua quotidianità

Canzoni part time è il titolo del suo EP d’esordio di Filippo D’Erasmo uscito lo scorso 15 aprile, in pieno periodo di pandemia, ma nonostante ciò le aspettative sono positive perché questi cinque brani possono aiutare qualsiasi ascoltatore ad evadere per qualche minuto dalla routine che ci sta intrappolando in quattro mura domestiche.

Nonostante la giovane Filippo D’Erasmo età vanta un percorso formativo in ambito musicale veramente incredibile: master in Songwriting al Cpm Music Institute di Milano ed esperienza da autore per un concorrente di Sanremo Giovani. In occasione dell’uscita del suo primo lavoro discografico, ecco cosa ci ha raccontato…

Ciao Filippo e benvenuto su Blog della Musica. Spiegaci cosa sono per te le canzoni part time.
Queste canzoni sono state scritte in un particolare momento della mia vita in cui avvertivo la sensazione di vivere una serie di situazioni non totalmente a pieno.
Stavo lavorando part time nella cittadina in cui vivo, e contemporaneamente seguivo un corso di scrittura e produzione a Milano. Avevo una relazione con una ragazza di Torino, che però stava lavorando a Genova, quindi mi trovavo fisicamente diviso tra 4 città. Anche il tempo che riuscivo a dedicare alla musica era in qualche modo la metà di quello che avrei voluto dedicarvi. Così è nata l’idea per il titolo, una raccolta di canzoni per fotografare un particolare momento biografico della mia vita. Si è trattato di una situazione utile per scrivere, adesso mi sento più stabile rispetto ad allora.

Ma chi è questa Monica?
Monica è un personaggio che realmente esiste e che non esiste al tempo stesso. In una canzone confluiscono ricordi autobiografici, frammenti di immagini, dejavù che vanno a mischiarsi tra loro e che si sommano a spezzoni che vengono da immagini letterarie oppure scene particolari di film. Monica è tutto questo, non è una, ma è l’insieme di tante.

Che sound hanno i brani che compongono il disco e quali sono state le influenze musicali che ti hanno contaminato?
L’idea che avevo in mente era di mescolare sonorità vintage ed acustiche tipiche di un serto cantautorato a suoni elettronici. Nelle canzoni che compongono il disco ci sono tappeti di archi che suonano sopra drum machines, chitarre acustiche che si intrecciano a sintetizzatori digitali. Ho voluto portare sonorità contemporanee, strizzando però l’occhio ad un’estetica vintage.

Poi c’è anche una certa Ilaria…
Ecco Ilaria forse è un personaggio meno onirico rispetto a Monica, più carnale. Qui di romanzato c’è poco, le immagini appartengono tutte al vissuto. L’ultima cosa che ho aggiunto alla canzone è stato il ritornello: all’inizio avevo portato una formula più diplomatica, però il pezzo non funzionava, c’era bisogno di una catarsi. Ed ecco allora che è arrivato lo sfogo, immediato, che libera ed esorcizza.

Quando Filippo D’Erasmo ha capito che la musica sarebbe stata parte integrante della sua vita?
Ho avuto attrazione per la musica fin da bambino. Mi capitava di comporre melodie strampalate su qualsiasi oggetto mi capitasse tra le mani. La musica mi ha accompagnato per tutta la vita, ci sono stati dei momenti in cui è stata messa da parte perchè altre cose dell’esistenza mi stavano assorbendo..quelli sono stati i momenti più infelici della mia vita. Così a venticinque anni ho capito che per me la musica era una missione, che avevo e avrei fatto un peccato mortale nel metterla da parte. Così l’ho riportata al centro, dove avrebbe sempre voluto e dovuto stare.

Quali sono i tuoi progetti futuri?
Sto lavorando ad un disco, un album intero questa volta. Mi piacerebbe collaborare con altri artisti emergenti che ritengo validi e affini, che possano arricchire il progetto. C’era poi un cantiere un piccolo tour, che stavamo organizzando proprio nei giorni in cui è scoppiato questo diffondersi del virus. Sono fiducioso però, che si tornerà prima o poi a suonare con più voglia, energia ed amore di prima!

Ascolta Filippo D’Erasmo su Spotify

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