INTERVISTA | FOLKABBESTIA: il folk, il pop, la contaminazione

I pugliesi più folk d’Italia Folkabbestia tornano con un nuovo disco che dal titolo non lascia scampo a chi li segue ormai da anni: Il Fricchettone 2.0. Blog della Musica li ha intervistati, ecco cosa ci hanno raccontato

Se ne parla ancora nonostante siano passati mesi dalla sua pubblicazione avvenuta per NRG Coop lo scorso mese di Settembre. Ed è probabilmente l’estate il momento migliore per celebrare la musica dei Folkabbestia… ripescano il loro grandissimo successo U frikkettone e lo reinterpretano oggi, nell’era 2.0, assieme Finaz ed Erriquez della Bandabardò e Dudu e Fry dei Modena City Ramblers.

E poi nuove scritture, canzoni inediti, nel pieno stile che conosciamo, dalle tinte pop a quelle balcaniche passando immancabilmente per l’Irlanda delle bevute e delle piazze popolari. Un video di animazione scorre sulle nostre pagine e noi lasciamo girare questo disco frizzante e romantico, poetico e sbarazzino.

Bellissimo questo video di animazione. Nello spazio ma sempre con legami forti alla tradizione… lo si vede anche dagli abiti…
Certamente bisogna avere le radici e le ali, la musica di ispirazione folk e popolare si rinnova continuamente, mischiandosi ed interagendo con altri generi, altri strumenti, innovazioni tecnologiche e di stile, ma del resto lo ha sempre fatto… fa parte del suo DNA. Nel video e nella copertina del nuovo album Il fricchettone 2.0 diventa un cosmonauta con i dred incollati sul casco che, a bordo della sua nave spaziale sgangherata, modello pulmino Wolkswagen anni ‘ 60, con bandiera della pace e adesivi di Bob Marley e Che Guevara incollati sulla tuta, compie mille avventure nello spazio, su altri pianeti, il pianeta Woodstock 69 o il pianeta Stratocaster 56… Alla fine il cosmofreak con i capelli bianchi torna sul pianeta terra, dai suoi anziani genitori, che lo accolgono a braccia aperte, un po’ commossi, offrendogli un’antica e buona tazza di te… Il video è stato scritto da Lorenzo Mannarini per la regia di Andrea Larosa/Lucerna Films. Executive Producer: Beppe Platania. Le animazioni del video e l’immagine di copertina sono del bravissimo disegnatore Etienne Visora.

Che poi, se non sbaglio, avete rivisto anche l’arrangiamento in modo quasi radicale. Se mi spieremo la sintesi violenta, la ballata da osteria è divenuta una vera bandiera sociale folk-rock… o no?
U frikkettone nasceva originariamente come la rielaborazione in dialetto barese di una famosissima canzone “The wild rover”. Questo brano irlandese lo suonavamo ad ogni concerto ed era il momento in cui tutto il pubblico partecipava cantando e battendo le mani. Il nostro violinista Osvaldo ebbe l’idea di riadattare il testo irlandese in dialetto barese e il vagabondo selvaggio diventò, nella versione dei Folkabbestia, u’ frikkettone, cioè un personaggio anticonformista e stravagante che, dopo una vita obliqua e randagia, decideva di tornare a casa da mamma e papà per ricevere in cambio una buona tazza di tè. Da allora ad ogni concerto viene sempre cantata da tutto il pubblico. L’hanno intonata in dialetto barese anche in Bretagna!! Abbiamo deciso di celebrarla facendone una nuova versione completamente diversa dall’originale, nel ritmo, nell’arrangiamento, nel testo. In questa rivisitazione del brano alcuni componenti dei Modena City Ramblers e della Bandabardò, in nome di una antica amicizia con i Folkabbestia, hanno collaborato al progetto come ospiti speciali. Finaz e Fry hanno impreziosito il brano con la chitarra e il violino, Erriquez e Dudu hanno rielaborato il testo nei loro rispettivi dialetti e cantato insieme a Lorenzo e Osvaldo dei Folkabbestia. Al progetto si sono uniti anche vecchi membri della band e nuovi amici. Abbiamo unito gli Status Quo con i Dubliners, il rock and roll con il folk irlandese ed il risultato è tutto da ballare, forse l’arrangiamento è un po’ vintage… ma funziona! Frikkettoni di tutto il mondo unitevi!!

Ecco veniamo agli arrangiamenti: tante le scene diverse in questo disco. Ma in genere che cosa avete cercato e dove vi siete diretti?
Sono tanti gli ingredienti che compongono la ricetta dei Folkabbestia, dalle ballate irlandesi alle danze balcaniche, dalla tarantella (il nostro blues) al punk, dalla canzone d’autore al rock classico. In questo disco si passa da “Un giorno di festa” dove gli ideali sono quelli della Rivolta di Pasqua del 1916 quando il popolo irlandese si ribellò all’oppressione dell’invasore inglese, a “S’agapò”, che vuol dire “ti amo”, dove sono presenti alcuni richiami alla musica tradizionale greca e dove
l’amore per una donna è l’unica speranza, la sola scialuppa di salvataggio contro la disoccupazione e la crisi economica. Con “Lo facciamo per voi” torniamo in Puglia, dove, tra tarantella e punk, prendiamo le difese degli ulivi, che sono patrimonio fondamentale del paesaggio, della storia e della cultura pugliese. La campagna salentina viene paragonata alla foresta amazzonica e gli agricoltori sono dei novelli Chico Mendes che lottano e si oppongono al disboscamento e all’abbattimento del loro bene più caro. Con “Pioggia e brina” ritorniamo a sonorità più irish, mentre con “Il sole in inverno” e “Canzone ottimista” entriamo nel mondo della canzone d’autore italiana degli anni settanta e dei suoi grandi interpreti come Fossati o Jannacci. Non ci è mai piaciuto avere un’etichetta ed essere messi in uno scaffale caratteristico, abbiamo sempre fatto la musica che ci sentivamo di fare. Un termine che ci piace per definire i nostri concerti è irish taranta gypsy party!!

Una cosa che un poco ho sperato di trovare era la sperimentazione. Il fricchettone 2.0 non lo vedo come un disco che si avventura… cosa mi dite?
Con questo disco volevamo riprendere il filo di un discorso che si era interrotto alcuni anni fa. L’ultima uscita discografica di un album intero risale al 2010, per questo il nuovo album si intitola Il fricchettone 2.0, siamo sempre noi che, con anni ed esperienze in più sulle spalle, ci rimettiamo in gioco come dei ragazzini. Infatti le sonorità sono quelle delle origini ma rese più attuali e riviste in chiave moderna. E come se fosse cominciato un altro giro di corsa, un nuovo viaggio musicale, e la sperimentazione e l’avventura arriveranno ben presto, perché “… sono dolcissime e infinite le vie del folk, sono santissime e maledette le vie del folk…”.

Ormai sono diversi i mesi sulle spalle di questo disco. Cosa bolle in pentola? Un nuovo video? Direi che un brano come “S’agapò” sia di un’attualità importante, purtroppo…
In questo momento stiamo vivendo il lockdown a causa dell’emergenza da coronavirus, e la crisi economica incombe su tutti noi. E’ quello di cui parla “S’agapò”. Nella canzone il protagonista supera il momento di crisi grazie all’amore per una donna. Speriamo di uscirne tutti quanti con una nuova voglia di vivere non dando più per scontato tutto quello che avevamo prima e che ci sembra di aver perso in questo momento. Per i Folkabbestia come per tutto il mondo dello spettacolo, è un momento di pausa e di riflessione, ma ripartiremo appena sarà possibile con nuove canzoni e tanti concerti perché come dice Bennato “… la realtà non può essere questa…” e come diciamo noi ci rivedremo presto “…tutte quande alla manifestazione!!…”

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