INTERVISTA | Gli “Archetipi” di Francesca De Mori

Archetipi è il nuovo disco di Francesca De Mori, eclettica cantante vicentina, con la partecipazione straordinaria di Walter Calloni alla batteria. L’intervista di Blog della Musica

Ciao Francesca De Mori, benvenuta sul Blog della Musica. Ti incontriamo in occasione della pubblicazione del tuo nuovo disco Archetipi. Un lavoro tra pop e jazz e canzone d’autore. Ci spieghi la genesi di questo progetto?
Grazie per il vostro invito, è un piacere rispondere alle vostre domande. Fin dal primo album Altre Strade del 2016 eravamo proiettati verso un discorso che partiva dalle nostre riflessioni su temi che hanno a che fare con l’esistere e che ci ha messi di fronte ad un’urgenza, di ricercare e ritrovare quel qualcosa che collega gli esseri umani. La musica e le parole, composte da Daniele Petrosillo, raccolgono e comunicano dunque questa mia intenzione che ho sentito tanto e ho cercato di incarnare nelle parole, nel fiato che diventa suono organizzato, dunque diventando io stessa vibrazione di quel desiderio. Accompagnata nell’arrangiamento di Salvatore Pezzotti, ho voluto ridare fuoco sacro a chi interpreta e alla fine si fa, cantando, portavoce, Sibilla.

Archetipi è composto da 10 brani, dei quali 8 inediti e 2 cover (Hommage à Violette Nozières di Demetrio Stratos, e I tuoi fiori di Etta Scollo). Facciamo un gioco: descrivici con un solo aggettivo ogni brano.
In un clima generale di confusione e smarrimento ritornare al principio, all’inizio, è l’idea che alla base muove questo nuovo lavoro discografico. Una ricerca attratta dall’esplorazione di alcune figure archetipali. La musica stessa è archetipo ed è  in grado di superare le barriere, i muri costruiti dalle ideologie. Ma in fondo le ideologie nascono dai contenuti delle forme che invece sono pure. Gli archetipi sono infatti il primo esemplare assoluto e autonomo, modello primitivo, eterno e perfetto, perciò universali.

Gaia- Il Pianeta Blu è la Terra. Brano dedicato alla madre terra, archetipo per eccellenza. Questa canzone è un grido di denuncia scritto due anni fa.
Il Mago è una canzone in stile Jazz – Waltz in cui la figura di questo archetipo è trattata in maniera misteriosa ma benefica. Faccio sì che le cose accadano. Rappresenta la parte religiosa e visionaria della nostra personalità. Il Mago ha un’incrollabile fede, vive il sogno e lo realizza per sé e per gli altri.

Negli occhi di un bambino, è un  Jazz-Waltz molto morbido e nostalgico, un ritornare eterno, fra capacità di apprendimento e tenacia.
L’Amante, brano in cinque – quarti. Il corpo si accende e l’energia circola. Senza amore lo spirito non si impegna nella vita. L’eros è forza che unisce più elementi, anche contrastanti.

La voce Interiore è il richiamo ad entrare nel silenzio e nell’ascolto profondo, a credere nella nostra capacità di essere maestri di se stessi.
Ribelle appare e scompare e ci sprona con il suo carisma a diventare “ribelle essere”.
Gabbiani afferma che la solitudine può essere una condanna oppure una conquista.
Riflessi brano per piano solo respira i bagliori del brano iniziale e riporta ad un sentire ciclico  armonioso in cui tutto può integrarsi.

In questo nuovo disco ti sei circondata di un team di musicisti di tutto rispetto: Walter Calloni alla batteria, Martino Vercesi e Riccardo Misto, rispettivamente special guest alle chitarre e all’overtone singing; Daniele Petrosillo al basso e contrabbasso; Salvatore Pezzotti  al pianoforte, tastiere e arrangiamenti. Quanto c’è (e cosa) di ognuno di loro in “Archetipi”?
E’ un mio punto di vista, ognuno di loro ha messo la materia delle stelle, qualcosa che non si può spiegare e che ha a che fare con la materia musicale organizzata e che arriva nell’ispirazione. A volte non mi rendo conto di quanto è inconsapevole, ma in realtà “guidato”, il risultato che si raggiunge. Sta di fatto che rimango incredula di fronte a ciò che ogni volta avviene in un processo creativo. Si va davvero oltre. Si tratta di lavorare con umiltà. Sono tutti per me grandi maestri e si presentano da soli, suonando.

Passiamo alle tematiche di Archetipi: energia, psicologia, la forza della Terra e la purezza della forma. Un inno alla libertà e all’abbattimento di quelle barriere, intese anche in senso lato, che troppe volte imprigionano la nostra vita. Cosa ha ispirato la scrittura dei testi?
Ci siamo domandati che senso avesse fare un cd oggi. Siamo musicisti, io sono una cantante e un’interprete, e non possiamo fare altro perchè abbiamo un compito che è missione. Oggi non è un gioco autoprodursi un disco, scriverlo, spiegarlo, esporsi a corpo nudo. La mercificazione dell’arte, la velocità dell’ascolto, dello sguardo giudicante del “mi piace” o “non mi piace”, toglie respiro al sentire. Occorre rieducarsi, spesso la musica è utilizzata come scontato sottofondo. La logica dell’ “ascolta e passa ad altro” si è insinuata nelle pliche neuronali, sta prendendo il sopravvento. La fatica nel trovare spazi per concerti, la possibilità di esprimersi, abbatte a volte una certa vena creativa, un certo entusiasmo. Archetipi, con la forza dei temi che reca in sé e dei suoi protagonisti, ci ha permesso di  andare avanti e di credere alla necessità e così realizzare un album. E siamo contenti di poter condividere e relazionarci attraverso di esso anche se la prima cosa che ti senti dire è “ah, ma questo è jazz, ah, ma questa è musica d’autore”, senza magari avere ascoltato. Personalmente ascolto qualsiasi genere e artista e ho sempre proceduto in questa maniera. Poi accade di risuonare maggiormente con alcuni e meno con altri, ma questo è un altro discorso.

Concludiamo con un’ultima domanda, un po’ trasversale: se dovessi consigliare un libro che possa aiutare a capire meglio “Archetipi”, quale sarebbe?
Bella domanda, direi che partirei dall’origine e quindi inizierei con “Archetipi dell’inconscio collettivo” di Jung, e poi adoro la storia della mitologia.

Grazie per la vostra intervista, un saluto a voi e ai vostri lettori.

Social e Contatti Francesca De Mori

FB: www.facebook.com/francescademori23/ YT: bit.ly/youtubeFrancescaDeMori

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