INTERVISTA | FRIGO: un inno alla vita

Da stamattina gira tra le nostre pagine il bellissimo video del singolo Via dei Bardi: preghiera laica alla vita che i FRIGO lanciano in rete per dare voce a questo nuovo disco uscito per luovo di iCompany dal titolo Non importa. Eccovi l’intervista ai FRIGO di Blog della Musica

E siamo tra le righe dell’indie pop, dichiaratamente voluto e inseguito dai nostri, un disco però che ha tanto gusto e maturità, consapevolezza e buona melodia. Un inno alla vita dicevamo nel titolo: un non importa da restituire alla superficialità di tante cose che ci circondano e dirlo prima a noi stessi e poi a chi ci sta accanto… e i FRIGO sanno farlo anche per tutti noi usando un disco bello, solare, attuale e di grande gusto.

Tra l’altro, per dovere di cronaca, segnaliamo che da subito questo disco porta a casa riconoscimenti interessanti come la presenza con La gioia e l’ansia nella raccolta del Concorso Internazionale del CET di Mogol e ancora con il brano Leoni da cortile vincono il premio Mai in Silenzio, concorso contro la violenza indetto da Controradio. Ma forse, il più prestigioso è il Premio Ciampi per i migliori brani inediti che i nostri portano a casa con i brani Quando tu non ci sei e Vento da maiali. Ecco dunque cosa rispondere quando all’indie pop di oggi si associa sempre frivolezza e contenuti di superficie.

Da questa mattina che gira l’ultimo vostro video. Via dei bardi. Tra l’altro mi fa pensare ad un film di Fabio Volo, “Casomai”, in cui dentro la Chiesa andava di scena quello che la vita poteva diventare o quello che dovremmo restituire alla vita stessa. Non so se la vostra è una citazione o un semplice rimando… o una casualità…
Assolutamente una casualità. E tra l’altro citando Casomai mi fai tornare in mente che Stefania Rocca in quel film era bellissima e sensuale. Un po’ me ne innamorai. Ecco la nostra Via dei bardi è un po’ questo. Una preghiera laica sulla nostalgia della scoperta. Il ricordo del primo amore, di quando hai visto per la prima volta una grande città o il mediterraneo da un’isola. E’ la nostra preghiera laica alla felicità. Ecco perché Il video è girato in chiesa. Un invito a mantenere lo stupore davanti a quello che ci succede. Forse, un piccolo segreto per sentirsi felici. Quindi grazie di avermi dato un po’ di felicità ricordandomi Stefania Rocca.

Oggi di pop se ne abusa in lungo e in largo. Non vi è venuto in mente di sperimentare altri linguaggi di musica?
In realtà il pop è uno dei linguaggi più difficili da raggiungere. E’ un lavoro di sintesi estrema in cui quattro accordi e poche parole hanno l’arduo compito di esprimere emozioni profonde e allo stesso tempo essere comprensibili a tanti. Ma quando riesce, si gode davvero. E quando ne godono gli altri diventi ricco. Purtroppo, noi, ancora ricchi non siamo.

La bellezza dunque sta nelle piccole cose? La vostra scrittura è piena di oggetti, di dettagli, di cose quotidiane… non è così?
La nostra vita è molto di più le piccole cose ed emozioni di tutti i giorni che non i grandi eventi o i grandi successi o insuccessi. La bellezza di una felicità improvvisa un martedi pomeriggio e la malinconia improvvisa un mercoledi sera, l’ansia del lunedi mattina, la nostalgia dell’estate, del primo amore, delle lasagne della nonna. Tutte cose che non importano, eppure contano.

Che poi restando su questo tema mi rifaccio a Mogol che diceva – parlando di Battisti – che il popolo non parla come parlano i poeti. Il popolo, quindi il pop, oggi cerca un linguaggio che sia quotidiano. Siete d’accordo?
Assolutamente si. La sfida è proprio questa, essere comprensibili. Voler comunicare agli altri e non essere capiti, quello si che sarebbe un fallimento.

Vento da maiali, il premio Ciampi ma soprattutto il “desiderio di nascere su un’isola”. Metto assieme questi tasselli forse in modo un po’ troppo filosofico e mi chiedo: ma quanta voglia di isolarsi, di una solitudine costruttiva e di quel certo modo di prendere le distanze dalla società nasconde questa canzone e in generale tutte le canzoni dei FRIGO?
Abbiamo un forte desiderio di andare piano. Di trovare un ritmo umano. Fatto di piccole cose. E soprattutto c’è un gran bisogno di condividere la vita. Non postandola su instagram o facebook, ma vivendola insieme. Nella copertina di questo disco abbiamo messo due anziani davanti ad uno ostacolo in un campo d’atletica. Non sappiamo se lo supereranno, ma hanno camminato insieme. Il resto, davvero, NON IMPORTA.

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