Fryderyk Chopin e l’estetica del pedale di risonanza

Fryderyk Chopin e l’estetica del pedale di risonanza nella sua musica pianistica nel libro di Francesco Giammarco intitolato Il Pedale di Chopin edito per Zecchini Editore…

Francesco Giammarco, IL PEDALE DI CHOPIN

Francesco Giammarco, IL PEDALE DI CHOPIN

Francesco Gianmarco ha pubblicato per la Zecchini Editore il libro Il Pedale di Chopin. L’estetica del pedale di risonanza nella musica pianistica di Fryderyk Chopin.

Del complesso di azioni che compongono l’esecuzione pianistica, l’impiego del pedale di risonanza è quella che più di tutte viene tradizionalmente lasciata all’istinto e alla sensibilità personale dell’interprete. L’uso del pedale, influenzato di volta in volta dallo strumento, dall’acustica della sala, dalle condizioni psico-fisiche dell’interprete, viene in genere considerato difficilmente trascrivibile sullo spartito con un soddisfacente grado di precisione. Questo atteggiamento è stato condiviso da molti compositori, ma non da Fryderyk Chopin, che nelle sue partiture mostra una fiducia nel segno del pedale forse superiore a quella di chiunque altro. Nonostante ciò, le sue indicazioni originali riguardo a dove mettere in pedale, dove toglierlo, e dove non usarlo vengono costantemente rilette alla luce di una tecnica di pedalizzazione moderna, o tranquillamente trascurate nei casi in cui non coincidano con ciò che l’esecutore considera un “bel pedale”. In pratica, nei confronti della musica di Chopin, l’idea che alle indicazioni di pedale si debba la stessa fedeltà che si ha verso il resto del testo originale è tutt’altro che scontata, e in pianisti e didatti prevale la convinzione che i pedali indicati debbano comunque essere aggiustati.

…Questo saggio non ha alcuna pretesa di spiegare il ‘‘modo giusto’’ di mettere il pedale in Chopin. Né tanto meno di dimostrare che da Paderewsky a Lang Lang, hanno sbagliato e continuano a sbagliare tutti nel non seguire con fideistica esattezza le indicazioni dell’autore. E’ inutile dirlo, ma a scanso di equivoci, lo dico ugualmente…

L’ipotesi su cui indaga Il Pedale di Chopin è invece diametralmente opposta. Il saggio vuole dimostrare che i segni di Chopin sono nella grande maggioranza dei casi perfettamente logici e realizzabili.

…Tenendo nel giusto conto la testimonianza e l’opinione di un gigante del pianoforte come Anton Rubinstein, sono convinto che molto più spesso di quanto si creda, il ‘‘bel pedale’’, o il ‘‘pedale giusto’’ non siano altro che una convenzione, legata ad un’epoca, ad un gusto e, soprattutto, ad uno stile pianistico…

Essi rispondono semplicemente ad una tecnica di pedalizzazione diversa da quella tardo-ottocentesca, e ancor più da quella moderna: diversa, ma in sé perfettamente compiuta. Presi alla lettera, i pedali di Chopin svelano la concezione estetica dell’autore più di molti altri segni della partitura e costituiscono la preziosissima chiave d’accesso ad una lettura filologicamente più appropriata della sua musica.

Letture consigliate

Francesco Gianmarco
IL PEDALE DI CHOPIN. L’estetica del pedale di risonanza nella musica pianistica di Fryderyk Chopin

pp. IV+124 – f.to cm. 17×24
ISBN 978-88-87203-94-3

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