Gabriele Bombardini: Rossini, Electric Relations | Recensione

Gabriele Bombardini, chitarrista, pubblica il disco Rossini, Electric Relations, frutto di un lavoro “su commissione” dal festival Lugocontemporanea. Gilberto Ongaro l’ha recensito per i lettori di Blog della Musica

copertina del disco di Gabriele Bombardini: Rossini, Electric Relations

Gabriele Bombardini, Rossini, Electric Relations

Rossini, Electric Relations è il lavoro discografico del chitarrista e produttore Gabriele Bombardini. Bombardini, dopo diverse produzioni e co-produzioni, riceve un lavoro su commissione dal festival Lugocontemporanea: musicare le coreografie del danzatore Daniele Albanese, basandosi su Gioacchino Rossini.

Per capire la strana direzione, forse bisogna prima capire cosa fa Daniele Albanese. Spulciando alcuni video delle sue performance, egli non esegue balli canonici, e i movimenti che compie, appaiono talvolta come spasmi incontrollati, istintivi.

Bombardini effettua la ricerca musicale sul repertorio del celebre compositore pesarese, e poi entusiasta decide di inciderne i risultati, dando vita ad un lavoro solista: Rossini, Electric Relations.

La sua chitarra elettrica prende diversi temi rossiniani, che vengono trasfigurati nei suoi suoni sghembi, spesso lasciati in solitudine, senza accordi di sostegno. Come in N°1 Introduction – Stabat mater dolorosa.

A volte invece la chitarra si poggia su fondi eterei o psichedelici, come Affections, dove sotto la chitarra si nascondono loop del soprano lirico, probabilmente estratti da un’esecuzione di Tanti affetti.

La voce è deformata, e la stessa cosa accade in Short story #3 (Rossini Remix), dove da metà brano parte anche una sessione drum da trip hop, circondata da note di synth bass acido.

Il tema per pianoforte di Ouf! Les petits pois diventa semplicemente Ouf!. Qui viene eseguito dalla chitarra ed asciugato dall’accompagnamento armonico. La melodia, in origine spedita e sbarazzina, viene rallentata e spezzata in parti, in mezzo alle quali si lasciano pause febbrili.

Guglielmo racconta è immersa in un’atmosfera ipnotica di riverberi, dove qua e là, come visioni, si palesano campionamenti espliciti dell’Ouverture del Guglielmo Tell, interrotti dopo pochi secondi. Anche qui, da metà brano partono percussioni elettroniche, che si fanno invadenti.

Il tema tratto da Demetrio e Polibio, Lungi dal Figlio Amato, è decontestualizzato e privato della sua emotività, su base di maracas, e Gabriele si lascia andare ad un’improvvisazione.

Il breve intermezzo Short story #11 ha un battito dritto, per sostenere i feedback di chitarra.

Tancredi è ostinato è un contrappunto polifonico di incisi melodici di chitarra, sovrapposti in loop ed accompagnati dall’elettronica. Ironicamente, anche qui compare un estratto del Guglielmo Tell.

L’Intro 3_Troisieme Pot-pourri des Opera de Rossini (Allegro) è come un medley, solo che i riferimenti si perdono, e alla fine viene interrotto da un segnale di cellulare. Chiude il blasfemo lavoro Short story #12 (Rossini Remix), che rende una dimensione crepuscolare, con la chitarra nuovamente immersa da sola fra impulsi elettronici.

Se tutto ciò sembra dissacratorio, infatti lo è. Ma Rossini si divertirebbe, in quanto anch’egli ruppe i canoni della sua epoca, per portarne di propri. Rossini, Electric Relations somiglia all’operazione di Wendy Carlos, la sua rivisitazione elettronica della Nona di Beethoven.

Solo che qui, invece di focalizzarsi su un’opera sola, modificandone in sostanza solo la timbrica, Bombardini si ispira a diversi episodi della carriera di Rossini, e li stravolge, li rende irriconoscibili. E diventa a tutti gli effetti un lavoro personale.

A cura di Gilberto Ongaro

Ascolta l’album Rossini, Electric Relations di Gabriele Bombardini su Spotify

Info e Streaming

  • https://youtu.be/LZBR8XRO3QI
  • https://fanlink.to/bombardini

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