INTERVISTA | Ginger Bender: il debutto arriva con Tieni accesa la luce

Le Ginger Bender sono un duo tutto al femminile composto da Alessandra Toma e Jeanne Hadley. Le due chitarriste e cantanti hanno pubblicato il loro primo album dal titolo Tieni accesa la luce. Un disco molto interessante e tutto da scoprire. Blog della Musica le ha intervistate…

Diamo il benvenuto oggi alle Ginger Bender. In poche righe potete presentarvi ai lettori di Blog della Musica?
Ginger Bender è un duo, un progetto cantautorale formato da Alessandra Di Toma e Jeanne Hadley. Siamo due chitarriste e cantanti. Ci siamo conosciute alla Scuola Civica di jazz di Milano e suoniamo insieme da 5 anni.

I vostri inizi con la musica come sono stati?
Abbiamo cominciato entrambe con la chitarra classica da bambine. Da allora non abbiamo mai smesso di suonare, esplorando diversi generi.
Dal Blues elettrico, fingerstyle, bossanova, fino al momento in cui i nostri cammini si sono incontrati all’Accademia Internazionale della Musica – Civici corsi di Jazz. Entrambe abbiamo poi studiato anche percussioni.
L’arte di strada fa parte del background famigliare di Jeanne, il cui padre è stato musicista di strada per tanti anni. L’approccio con il canto è nato quindi in modo spontaneo, nella dimensione casalinga.

Ci sono artisti che influenzano le vostre scelte musicali?
Ce ne sono tantissimi, siamo delle voraci ascoltatrici musicali. Siamo affascinate dalla musica afroamericana e dalla sue evoluzione. Dal jazz, al gospel, al blues e al funky, siamo state ispirate dai più grandi interpreti del genere. Alcuni artisti che ci stanno più a cuore sono Bessie Smith, Billie Holiday, James Brown e Stevie Wonder. Oltre a questo universo musicale, siamo influenzate anche da sonorità mediteranee. Adoriamo la musica cubana e le melodie struggenti del Sud America. Avendo studiato anche percussioni, l’aspetto ritmico di questo genere ci cattura. Artisti come i Buena Vista Social Club, Celia Cruz, Chavela Vargas ci fanno sempre emozionare. Indispensabile poi per la realizzazione di questo disco, è stata la riscoperta e lo studio della canzone italiana e di alcuni grandi interpreti o cantautori, come Mina, Battisti e De André.

E quanto l’aver conosciuto realtà musicali diverse dall’Italia ha contribuito al vostro modo di intendere la musica?
Tantissimo. A dire il vero, noi siamo cresciute ascoltando poca musica italiana quindi è da sempre che ci confrontiamo con la musica dal mondo. I viaggi che abbiamo fatto insieme in Spagna, Grecia e Finlandia ci hanno permesso di ampliare i nostri orizzonti musicali e abbiamo scoperto una passione per il flamenco e per il rebetiko. La musica del folklore, popolare e genuina ci entusiasma sempre. In ogni paese che abbiamo visitato ci siamo innamorate dell’espressione musicale locale.

Ci raccontate la genesi del vostro disco di debutto Tieni accesa la luce?
Questo album ha avuto un’evoluzione molto particolare e piuttosto lenta per poi essere stato registrato in tempo record!

Contiene brani che abbiamo scritto tre anni fa e che hanno subito una profonda metamorfosi, ma anche brani nuovissimi che non erano mai stati neanche suonati dal vivo prima di essere registrati. Abbiamo aspettato parecchio prima di deciderci di incidere il disco – prima di questo abbiamo fatto un lungo periodo di scrittura e soprattutto di ricerca di sound.

Siamo piuttosto perfezioniste, prima di essere soddisfatte di una canzone la cambiamo almeno una decina di volte. Ogni tanto, mentre la arrangiamo, ci viene in mente un’idea diversa e la stravolgiamo completamente.

Fare un disco oggi ha ancora un senso vista la grande crisi?
Ci auguriamo di sì 🙂 Se non altro, per noi ha avuto molto senso – ci ha aiutato a fissare un nostro sound e a focalizzare le nostre energie per raggiungere un obbiettivo. Il disco comunque ci permette di girare in tour per presentarlo, anche se non si vendono più i dischi come una volta, è un biglietto da visita indispensabile.

Se potessi ascoltare un unico brano del disco delle Ginger Bender, quale dovrei ascoltare? Perché?
E’ una domanda molto difficile, è un po’ come chiederci quale figlio preferisci. 🙂 Ogni canzone avrebbe un motivo per essere scelta: quella che ci diverte più suonare, quella che ci emoziona di più, la prima che abbiamo scritto ecc… Non sappiamo scegliere!

Parlateci ora dei testi dei brani di Tieni accesa la luce a chi si rivolgono? Che cosa ci raccontano?
Questo disco non è un concept album, quindi ogni brano ha la sua storia e le tematiche sono diverse. Sicuramente c’è il fil rouge delle relazioni d’amore disfunzionali, come Otello che descrive un delitto passionale, Blue Petit che racconta l’ossessione di una stalker e anche Five che è una scherzosa filastrocca minacciosa d’amore. Anna Non Piangere ci è stata ispirata da un incontro avvenuto in tour. Mentre dormivo invece descrive la fine di una storia d’amore, e quella sensazione di perdita che si rinnova dolorosamente nel momento in cui ti svegli, e ti rendi conto che stavi solo sognando qualcosa che non esiste più. Ci sono due tematiche prevalenti nel disco: le relazioni (anche quella con se stessi come in This Song About), e la denuncia sociale. Prima fra tutte Cumbia Nera, che indaga le connotazioni legate alle parole “bianco” e “nero” e al pregiudizio che ne consegue.

Oltre a voi chi ha collaborato alla buona riuscita di questo lavoro?
Per questo disco ci ha aiutato molto la produzione artistica di Lorenzo Gasperoni, con cui abbiamo arrangiato e registrato tutti i brani. Lui ci ha aiutate ad incanalare le nostre idee e la nostra creatività. Grazie anche a lui siamo riuscite a dare un suono omogeneo al disco nonostante le grandi differenze tra i brani. Paolo Mei di Rocketta Booking/Records, che crede nel progetto, è il produttore esecutivo che ha reso possibile la realizzazione del disco.

Le Ginger Bender live: quanto è importante suonare dal vivo?
Suonare dal vivo è imprescindibile.
É la cosa che poi per noi conta di più, è estremamente terapeutico e catartico, una valvola di sfogo incredibile… l’energia che si sprigiona, il rapporto col pubblico è qualcosa di magico che è difficile da spiegare se non la si vive in prima persona.

Naturalmente non è sempre rose e fiori – quando suoni dal vivo ti stai mettendo a nudo, ti stai esponendo, e se il pubblico non ti accoglie può essere molto difficile.

Per chiudere: esordire oggi, cosa significa per voi?
Dopo tanta esperienza live, ci siamo sentite pronte per incidere il primo disco, arricchendolo di tutte le influenze che nel frattempo avevano contaminato la nostra musica.

Sicuramente è un punto di arrivo ma soprattutto un punto di partenza. Attualmente questo disco è un bel spaccato di quello che siamo in questo momento, e ne siamo soddisfatte. Anche perché il lavoro in studio ci ha permesso di fissare un nostro sound e rifinire le nostre canzoni. Speriamo di portare il disco in giro il più possibile e nel frattempo scrivere già qualcosa in previsione di un secondo disco.

Grazie Ginger Bender per averci dedicato un po’ del vostro tempo. A presto e buona musica.

Info: https://www.facebook.com/gingerbendermusic/

Leave a Reply

1 × cinque =

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.