MEI: presente e futuro. Intervista a Giordano Sangiorgi

Mister Giordano Sangiorgi racconta ai microfoni di Blog della Musica la nuova edizione del MEI – Meeting Degli Indipendenti: come è cambiato il mercato della musica indie…

Mister Sangiorgi, sono vent’anni che si cammina sul lato selvaggio della discografia italiana, che bilancio possiamo trarne?
Direi tutto sommato positivo. La quota di produzione di musica indipendente è passata dal 3% di vent’anni fa al 30% di oggi e siamo riusciti a superare tutte le rivoluzioni dell’hard ware della musica passando dall’era del fax a quella dello streaming sdoganando definitivamente anche in ambito pop le produzioni e gli artisti indipendenti. Pur nelle difficoltà enormi del settore,  il bilancio e’ positivo.

Gli inizi come sono stati?
Pieni di passione ed entusiasmo, di fronte a un grandissimo pubblico e alla sorpresa delle istituzioni che non conoscevano questo mondo e della grande discografia che cercava di tenere nascosto questo movimento che ha trovato nel MEI una piattaforma di raccolta potentissimo per l’epoca.

Certamente il mercato era tutto da conquistare. Quali sono state le tappe fondamentali?
La conquista del mercato del cd è stata sicuramente la tappa fondamentale che ha definitivamente portato la musica indie italiana ad essere musica al pari delle altre grazie alle vendite raggiunte da Tabula Rasa Elettrificata che arrivo in Top Ten come album con oltre 130 mila copie vendute. Un vero botto per una proposta musicale originale inedita innovativa e di rottura fuori da ogni schema del mainstream.

A differenza di alcuni anni fa siamo invasi da nuove ed innumerevoli uscite quotidiane. È un dato positivo o negativo?
Positivo a mio avviso. Credo che più gente provi a fare musica meglio sia. Certo la selezione si fa più lunga e complicata perché bisogna ascoltare molte più cose di un tempo, ma questo è il prezzo della democrazia, bellezza! 🙂

Che rapporti ha il MEI con le realtà discografiche europee, americane e nel resto del mondo?
Il nostro focus è principalmente sul nuovo mercato musicale emergente italiano. Come associazione AudioCoop, che coordina e raduna i mandati di oltre 100 etichette discografiche indipendenti, siamo associati alla WIN, l’associazione mondiale dei discografici indipendenti e insieme a loro facciamo molte battaglie internazionali a favore degli indipendenti, ultima quella con Iggy Pop contro YouTube perché non cancellasse gli indipendenti e pagasse in modo più equo le visualizzazioni delle produzioni indie. Tra l’altro la WIN sarà sabato 30 settembre proprio a un incontro al MEI al quale invitiamo tutti per capire le dinamiche del mercato globale e le mosse degli indies.

Come vede il ritorno del vinile negli scaffali uno che ha toccato con mano cassette, vinili e cd di ogni tipo?
Positivamente. C’è una nicchia di qualità che anche in modo feticistico valorizza il vinile: ha sicuramente un grande valore culturale ed è un gran bel segnale per le giovani generazioni altrimenti abituate solo a YouTube e Spotify.

Due o tre nomi che sono sfuggiti al patron del MEI.
Di più, non solo due o tre.  Ma non riesco a dirli. Uno anche molto grosso a inizio carriera circa 30 anni fa.

Due o tre nomi su cui il patron del MEI punta per il futuro.
Leo Folgori, Cortex, Guido Maria Grillo, Roberta Giallo
per citare i primi che mi vengono in mente, ma ce ne sono tanti altri molto bravi. Citerei gli artisti che si stanno muovendo intorno alle produzioni di Maciste Dischi, Bomba Dischi, Woodworm Label e quelle più attive nella trap più giovane.

Il migliore prodotto della discografia italiana del 2017 è…
Brunori Sas.

Buon lavoro. E 1000 di questi eventi
Grazie a voi e 1000 di queste interviste.

Info: https://www.facebook.com/MeetingDegliIndipendenti

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