É uscito l’album di debutto di Giorgio Adamo, dal titolo PIÚ DEI GIGANTI (fuori per Disordine Dischi, e in distribuzione Believe). Un nuovo e importante capitolo per il cantante e attore (che abbiamo visto sul palco al fianco di nomi del calibro di Anastacia, Malika Ayane, Anggun…), che si espone oggi con un disco personale e intenso, un viaggio sonoro di puro cantautorato con incursioni elettroniche. Il suo è un mondo vasto e incredibile e oggi lo abbiamo voluto intervistare!
Otto tracce in mezz’ora che ritraggono le varie sfaccettature di Giorgio Adamo. Al centro c’è l’uomo che naviga tra brutture splendore, nella contraddizione dei sentimenti che fluiscono nella sua esistenza. Ecco le sue parole
Nel tuo passato musicale tantissime esperienze, anche come frontman rock e in teatro. Cos’è cambiato adesso, e come mai avevi bisogno di qualcosa di diverso?
In questo preciso istante posso solo dire che tutto ritorna e in virtù di questo confermo di non sentirmi diverso, ma con una ricchezza in più e delle zavorre in meno. Continuo principalmente i miei tour teatrali con il musical; questa stagione riprenderò CATS e Jesus Christ Superstar per la regia di Massimo Romeo Piparo. Al contempo sono entrato nel cast di Rock at The Opera, concerto di classici del rock con band, orchestra di 18 elementi e 4 cantanti. Quindi “tutto ritorna” perché nel mio presente c’è anche tutto ciò che sono stato, più un album solista che bramavo da troppo tempo e forse non ho avuto mai il giusto coraggio di espormi. Era diventato un peso emotivo. Ora sono più leggero.
Ti ricordi ancora come ti sei avvicinato al mondo dei musical? Qual è stato il primo musical che ti ha preso il cuore?
Si, ricordo che cominciò quasi per gioco per mettermi alla prova.
Ero nel pieno della mia attività con le rock band, ma sentivo sempre che c’era qualcosa che mi mancava. Da frontman sul palco mi sbattevo, saltavo, correvo ero molto istrionico e mi divertivo, ma c’era qualche passo che sentivo di dover fare per sbloccare un’altra parte di me che scalciava. Cominciai a studiare recitazione e proprio nella mia città, Salerno, aprirono i casting per un nuovo musical ” Odissea the musical ” dei F.lli Grieco. Mi iscrissi e andai senza troppi fronzoli. Ottenni il ruolo del co-protagonista al mio primo tentativo. Pensai: ” Che bello, allora posso provare a crescere in questa direzione?”. Da quel momento è stato tutto spontaneo, ho percorso tanti km di palchi in giro per il mondo e ne vado tanto fiero di quella scelta di mettermi alla prova.
Il musical che più mi ha rubato il cuore è stato Jesus Christ Superstar, accanto al grande Ted Neeley. La benedizione finale è stata per me interpretare il ruolo di Giuda accanto a lui in una Madrid trepidante. Ted Neeley e JCS sono stati l’anello di congiunzione tra la mia passione per il Rock e quella del teatro e andare in scena ogni sera accanto alla leggenda che avevo praticamente divorato sui Dischi e i DVD per me significava aver realizzato un sogno.
Ascolta il disco di Giorgio Adamo
E il Giorgio Adamo di quel periodo, sarebbe fiero oggi?
Sai che non lo so?! 😉 Ora da grande, come ho detto sopra, mi sento di avere tanto di ciò che sognavo. Se penso al Giorgio adolescente, ti dico che aveva in testa solo di fare il rock e sognava sulle ali delle rock star che ascoltava sui Dischi. Non so se accetterebbe la forma che ha preso quell’idealizzazione quasi fanciullesca. Ma lo ricordo come un ragazzo ragionevole, quindi se ne potrà parlare 😅
La tua famiglia è appassionata di musica e teatro? Hai avuto il loro appoggio sin da subito e facilmente?
I miei non sono musicisti, ma mia madre da ragazza amava cantare a squarciagola e papà ha sempre ascoltato bella musica. Il mio amore per la musica anni ’70 l’ho trovato in una scatola di Gran Turchese piena di nastri. Su tutti ero folgorato dai Pink Floyd e i miei genitori hanno sempre romanticamente sostenuto che io fossi stato concepito sulle note di “WISH YOU WERE HERE”. Ecco, mi hanno inevitabilmente sempre appoggiato su ciò che è stato.
Il primo capitolo di questo disco, dal titolo “Più dei giganti” ha visto la luce nel 2020, ed era un singolo dal titolo “Un banco di pesci”. Come mai sentiamo questo album ben quattro anni dopo?
In realtà “Un Banco di Pesci” è un mio libro tra narrativa e poesia di racconti brevi, pubblicato per la NEP Edizioni, però una connessione c’è e credo sia nel modo di scrivere per immagini che ritroviamo anche nei testi delle canzoni. Era un periodo in cui avevo troppo materiale nel cassetto e stava diventando un peso emotivo da sopportare. Mi sentivo incompiuto , ma non trovavo abbastanza coraggio per espormi. Con la spinta di chi mi vuole bene, ho deciso di pubblicare cominciando a sganciare le prime zavorre. Il concetto lo ritroviamo nel videoclip del singolo dell’album, girato con Davide Voza e che si intitola ” NON VOREEI ESSERE DIO”.
E come riassumeresti questi quattro anni di Giorgio Adamo?
Con una mia poesia:
RICONVERTI di Giorgio Adamo
Quando finisce l’inchiostro / non disperare / niente scuse / non mollare il pensiero / stringilo forte / abbraccia l’idea / che non fugga via / e scolpisci / nella pietra / che resiste più della penna / e il vuoto / si muta in tesoro / se trasformi disgrazia / in benedizione
Streaming, social e contatti
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