INTERVISTA | Giorgio Stammati: sei anni di vita ne “La Festa patronale”

Giorgio Stammati è un cantautore di Formia che ha esordito con La festa patronale, EP in cui mostra una maturità cantautorale tale da scomodare i maggiori addetti ai lavori della stampa musicale

Benvenuto Giorgio Stammati. Cosa troveremo in La festa patronale?
La festa patronale è il mio disco d’esordio composto da sei canzoni che rappresentano il frutto del mio lavoro musicale degli ultimi anni. All’interno ci ho messo storie dirette o indirette che ho vissuto: noia, timidezza, confusione, frustrazione e altro.

Sbaglio o in questo tuo primo EP ci sono alcuni periodi della tua vita?
In questo EP ci sono canzoni che ho scritto a 20 anni e canzoni che ho scritto di nell’ultimo periodo (ora ho 26 anni). Quando ho iniziato a scrivere l’ho fatto senza uno scopo preciso, ero nei primissimi anni da finto fuori sede universitario a Roma, periodo molto confuso e poco stimolante, e scrivere mi dava motivazione. Negli anni successivi, altrettanto confusi, ho continuato a lavorare al progetto musicale che piano piano ha iniziato a prendere forma, nonostante la pigrizia. Molto lentamente e faticosamente sono arrivato a conoscere un principio del me stesso cantautore, che mi ha permesso di prendere coscienza del materiale che avevo tra le mani e di concretizzarlo in un EP. Nell’arco di questo lungo periodo ho cambiato costantemente gusti, idee e voglie musicali e non, dunque le canzoni scritte nei primi tempi sono ben distinguibili dalle ultime, ma credo che comunque il disco abbia un’anima piuttosto compatta.

Quali sono gli artisti che hanno influenzato il tuo stile?
Nessuno in particolare credo, almeno consciamente. Non c’è stata nessuna scelta a tavolino riguardo il filone da seguire. Il risultato finale è stato il mix di gusti e capacità di ogni componente delle band, ognuno con ascolti diversi dall’altro.

C’è un brano in La festa patronale in cui l’ascoltatore può conoscere Giorgio Stammati?
Non credo. In ognuna ho messo qualcosa che mi appartiene o che comunque mi ha incuriosito. La festa patronale (canzone) è di sicuro una delle canzoni che più mi soddisfano e mi rappresentano nel disco, per tematica, stile e struttura. Probabilmente perché è una delle ultime scritte. Ma anche nelle altre mi sono chiamato in causa più o meno intensamente: dalla riservatezza de Il parere del timido alla pigrizia di Non abbiamo le scarpe adatte e così via.

Di cosa si parla nelle canzoni di La festa patronale?
Ogni canzone racconta qualcosa che in qualche modo ho vissuto o visto o che comunque mi ha incuriosito. Ne Il pomeriggio racconto un pomeriggio appunto, di noia e paranoia. Il Guardaspiaggia l’ho scritta andando al mare da solo, in spiagge affollatissime. A clean house è un elogio/racconto di un locale della mia zona. Ne Il parere del timido ho provato a dare la versione dei fatti di una persona molto introversa, timida. Non abbiamo le scarpe adatte è una analisi di una parte della generazione a cui appartengo, comoda e grassa. La festa Patronale, infine, è un misto di frustrazione e appagamento superficiale.

Cosa ti attende, artisticamente, nei prossimi mesi? C’è qualcosa che vuoi anticiparci?
Vorrei scrivere altre canzoni e lavorare su un nuovo album con la band, ma mi piacerebbe puntare ancora un po’ su La festa patronale.

Giorgio, ti ringrazio per il tempo che ci hai dedicato e invito tutti i lettori del Blog della Musica ad ascoltare il cantautore Giorgio Stammati.

Info: https://www.facebook.com/GiorgioStammati

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