Giovanni Selis: Vivo per metà

E’ uscito su tutte le maggiori piattaforme digitali Vivo per metà il nuovo album del cantautore sardo Giovanni Selis, preceduto dal singolo omonimo in rotazione radiofonica dal 5 dicembre

Giovanni Selis Vivo per Metà copertina DISCO

Giovanni Selis, Vivo per Metà

L’album Vivo per metà di Giovanni Selis è distribuito da La Stanza Nascosta Records e promosso da Verbatim Ufficio Stampa di Claudia Erba.

Giovanni Selis, classe 1989, è un cantante, autore, arrangiatore e polistrumentista di Tempio Pausania. Ha studiato canto e pianoforte al Conservatorio di Musica Luigi Canepa di Sassari. Importante la collaborazione, durata circa due anni, con il produttore discografico Piero Calabrese, che in Italia ha scritto- tra gli altri- per Alex Baroni, Giorgia, Zero Assoluto e, dal 2009, ha prodotto per Cantieri Musicali Marco Mengoni. Qualche anno prima (nel 2012), Selis ha partecipato con la band Sense Of Time alla finale del Cantagiro, ricevendo il Premio delle Critica da parte della cantautrice Grazia Di Michele e del responsabile del patrimonio sonoro RAI, Dario Salvatori. Ha preso parte anche a un’edizione di Una Voce Per Sanremo.

Il singolo Vivo per metà, apripista dell’album omonimo, è un brano dalla forte impronta pop con frequenti sottolineature ritmiche ed accensioni emotive, impreziosito dai disegni degli archi e da raffinate architetture pianistiche.Vivo per metà-spiega il cantautore-è per me, in assoluto, il brano più significativo dell’album.Il pezzo è dedicato al produttore discografico Piero Calabrese, persona di grande umanità e di grande sensibilità artistica. Un brano scritto e musicato con il cuore. L’anima di questo lavoro sta tutta nell’utilizzo quasi ossessivo degli archi. La parte orchestrale è il pilastro portante del brano.

Il videoclip di Vivo per metà, interamente girato sul monte Limbara, è firmato Stacco 12.

L’album Vivo per metà, sette brani più una bonus track (Compromesso) si colloca a valle di una certosina ricerca dei suoni, in cui gli stilemi elettronici vengono rielaborati ed inseriti all’interno di una trama sonora complessa ed iperattuale. Nitore formale e spinta emozionale, attitudine internazionale e melodia nostrana convivono all’interno di un puzzle metropolitano, che si nutre di giustapposizioni sonore, inserti ed effettistica senza mai -tuttavia- sconfinare nel fatuo.

Dal cantato prettamente pop di Ossigeno (perchè Alessandra?) e Due piume nell’aria all’hip-hop di Le luci della città, passando per la trap “addomesticata” di Una cosa sola e le suggestioni soul di Fragilità, fino alla catchy-song Vivo per metà  e all’elettro-pop di E-ssenza, Selis ci consegna un album stilisticamente impeccabile, godibile e ricercato, capace di inscrivere la melodia italiana in un sound composito e moderno, che si avvale dell’impiego di software da produzioni americane e di plug-in/ sintetizzatori digitali.

Episodio a sé stante la bonus-track Compromesso, una pop-rock ballad che -nell’intentio dell’autore -si distacca stilisticamente dal resto dell’album.

Analisi del disco Vivo per metà di Giovanni Selis

Ossigeno (perchè Alessandra?): Ossigeno, brano d’apertura dell’album, subito di forte impatto sonoro, con l’immediato utilizzo di plug-in/sintetizzatori digitali, che danno al pezzo un’impronta fortemente attuale. Si basa su una traccia strumentale dalla batteria digitale prettamente hip-hop, con sopra un cantato assolutamente pop, di stampo italiano. C’è un’attenta ricerca dei suoni, sopratutto nei pad, e nei sequencer. Il messaggio del brano, così come un po’ il resto dell’album, si basa sulla mia esperienza veneta, durata circa due anni, dopo un’esperienza avuta in dei corsi di songwriting, con diversi personaggi del settore discografico italiano. Troviamo all’interno, anche un cenno importante a una mia storia d’amore, che nel bene o nel male, mi ha segnato.

Le luci della città: Anche questo brano, un po’ come il primo, un brano dalla forte componente Hip-Hop, con un cantato abbastanza variegato, che nella seconda strofa, diventa quasi un brano rap a tutti gli effetti. Il cantato, nella seconda strofa, è totalmente rappatocantato. Anche qui, c’è una forte presenza di sinth digitali molto attuali. Ricorrente è l’utilizzo di software da produzioni americane, quali “Massive”. Il testo, non è altro che la continuazione di quello del primo brano, sequel dell’esperienza veneta.

Una cosa sola: Un brano dalla base quasi Trap, ma molto delicato, che preannuncia un po’ lo stile dei brani che seguiranno successivamente all’album. Ricorrente è l’utilizzo dell’effetto Vox-Engine, molto utilizzato sopratutto nel genere “Trapical Pop”. La voce, è una voce prettamente pop, con un forte utilizzo di una seconda voce all’ottava, elemento che si ripete più volte all’interno dell’album stesso. Il testo parla di una storia d’amore platonico, pressoché inesistente, con una persona passata davanti nella mia vita, impegnata sentimentalmente, e andata via, come il vento che trascina con sé le foglie d’autunno.

Fragilità: Un brano quasi soul, per come è stato concepito. Fortemente presente è l’uso di cori da “cattedrale”, con una batteria acustica, in questo caso, notevolmente incalzante, basata unicamente sulla gran cassa e sul rullante. Il cantato, è puramente pop, seppur la linea melodica presenta comunque una forte impronta internazionale.

VIVO PER META: Per me, in assoluto, il brano più significativo dell’album. Il pezzo, è dedicato al produttore discografico Piero Calabrese, persona di grande umanità e di grande sensibilità artistica. Un brano scritto e musicato con il cuore. L’anima di questo lavoro, sta tutta nell’utilizzo quasi ossessivo degli archi. La parte orchestrale è il pilastro portante del brano. RIP. Piero Calabrese.

Due piume nell’aria: Una sorta di continuazione di “Una cosa sola”, ma in modo più aereo. Una brano acustico, piano e voce, dalle sonorità prettamente pop italiane, ma senza mai discostarsi dall’attuale, sopratutto a livello vocale, dove la voce è pressoché priva dell’utilizzo della tecnica del vibrato. La voce, resta sempre molto moderna.

E-ssenzA: trai brani dell’album, il più datato, e forse anche un po’ diverso nelle sonorità. Un brano fortemente “Electronic-Pop”. Qui c’è un utilizzo di un sinth digitale, preso da una libreria “Kontakt”, della Native Instruments, che veniva utlizzato, molto spesso, nei primi anni 2000. Un pezzo assolutamente particolare, che parla di alcuni ricordi che vagano nella mia mente, inerenti un periodo della mia vita compreso tra i 16 e i 25 anni. I ricordi, all’interno del testo, sono molto vaghi e confusi.

Compromesso (Bonus Track): Il pezzo, è la Bonus Track dell’album. Un lavoro completamente differente dagli altri, sia nello stile, sia nella produzione sonora. Una canzone dall’impronta prettamente pop-rock-ballad. Un brano che parla dei compromessi che dobbiamo accettare, molto spesso, nella nostra vita, per arrivare a raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati. Un successo lavorativo-professionale, amoroso, ecc. Compromesso chiude l’album, poiché penso sia alla base della nostra esistenza. Senza di esso, non possiamo raggiungere risultati concreti.

Info: https://www.facebook.com/Giovanni-Selis-998641656886335

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