INTERVISTA | GRAY: cantare l’amore per salvarsi

Gray Renda scrive di getto e ha pubblicato il nuovo brano Nato senza un cuore, dedica spietata al figlio, all’amore, alla vita. Blog della Musica l’ha intervistato…

Mi fa pensare ad un grido di salvezza e poi alla liberazione e poi alla pace, di quella che è pronta alla nuova rabbia. Un moto oscillatore, tra sali e scendi, un andirivieni di cose che portano l’anima a vomitare se stessa per liberarsi dal male, per ritrovare la via della consapevolezza. Gray Renda scrive di getto probabilmente, scrive di cuore ed è di fronte alla vita stessa che si mette a nudo, mescolando le sue colpe alle sue benedizioni. Facciamo girare il video del nuovo brano: Nato senza un cuore, dedica spietata al figlio, all’amore, alla vita. Gray Renda, nipote della beat generation, poeta e scrittore, consumatore instancabile di vita.

GRAY. Che potrebbe sembra “grigio” ed invece di luce ne hai tanta… e di colori ce ne sono tanti…
Gray è un nomignolo che mi porto dai tempi del liceo … la mia passione per Wilde, Thomas Gray e i poeti pre-romantici. Io e le mie sfumature parafrasando quel film, che a quanto pare, ha suscitato molte… ehmmm “emozioni”, tra le signore e signorine, in cerca di brividi. In un mio brano dal titolo Lunatica scrivo così “ mi chiamo Eva e mi piace il Rock’n’Roll, portami dritta giù all’Inferno a fare un giro, la guardo e penso non ha capito niente. Vuole l’azzardo ma so che poi cambia idea”. Luci, Ombre, e Colori… certo. “U duci e l’amaru” (il dolce e l’amaro, in dialetto calabrese) devi prenderti tutto, se mi vuoi. Perché io come tutti noi, siamo pezzi di quel bellissimo Cielo lassù … solo che lo guardiamo poco, diamo tutto per scontato troppe e troppe volte. E’ un vero peccato!

Questa canzone è di un padre per il figlio… l’amore è un valore da cui non puoi prescindere…
…e come si fa a prescindere dall’Amore?… anche quando ti ripeti “è l’ultima volta”, dopo una batosta, l’ennesima, finisci per non arrenderti.
Poi quando hai un figlio, tutto cambia, il tuo punto di vista sull’Amore cambia, e se non ti cambia un figlio, se preferisci la tua stupida ed effimera libertà al bene di un figlio, beh vuol dire che avresti dovuto usare qualche forma di contraccettivo prima di decidere di procreare.
Anche se credo non ci sia un profilattico abbastanza grande per certe teste…!

Il tuo rapporto con le religioni? Il tuo credo… te lo chiedo, se mi posso permettere, perché ho sentito forte l’energia di una preghiera dentro questa canzone…
Sai che scuole ho frequentato? I preti Salesiani per otto anni! I più belli della mia vita, ho imparato tanto dai miei professori, soprattutto dai sacerdoti, ho frequentato l’ambiente ecclesiastico dall’età di sei anni, mi sono avvicinato ai testi di storia, quella sacra, e quella laica, leggevo in continuazione, i miei compagni facevano altro, mia nonna, che era la mia vera mamma, doveva nascondere i libri e quasi obbligarmi ad uscire fuori casa e a giocare con i miei coetanei. Ero affascinato dalla conoscenza, però questo mi faceva rinchiudere sempre di più nel mio mondo.
Poi lei stessa mi regalò una cassetta Destroyer dei Kiss, feci del gran sesso col Rock’nRoll, e poi con tutto il resto… ma come si dice tutte le strade portano al Cielo… passando anche per l’Abisso.
Io credo nella Redenzione!

Il rock poi… quanto rock ha contaminato la tua vita da artista?
Il Rock è stata la mia vita. Ho sacrificato tutto ciò che avevo sul suo altare. Sul palco e anche fuori.

“Attorno all’albero
all’ombra delle nostre madri …
mancati eroi e incompresi
mentre un Dio ti guarda e dice …
forse non dice niente oramai.”

E poi poeta beat: oggi sei anche questo …
Ho sempre scritto. Ho sempre cantato. Per bisogno, necessità interiore. Dal coro della chiesa ai piccoli festival, ai club in giro per l’Italia e oltre.
E’ stato il mio rifugio, la mia salvezza, ripeto l’Arte è un tentativo di catarsi, di purificazione, chi fa Arte senza pensare troppo a quel che sarà il suo conto in banca, è diverso dagli altri. I miei occhi saranno sempre diversi. Il mio Mondo non può essere contaminato. Non lo permetterò mai. Ci sarà sempre Lei la mia Musa a proteggermi. Ho fatto ciò che volevo. Con tutti i miei torti e le mie ragioni. C’è stato un tempo per tutto. Certo.
Un tempo per Amare un tempo per odiare e uno per farsi odiare, un tempo per stare male e uno per fare del male e poi piangersi addosso.
E un tempo per provare a sorridere di nuovo. Ho usato tutto questo tempo per scrivere. Era tutto ciò che avrei potuto fare.
…a parte provare a farmi fuori.

Un abbraccio
Gray

Info: https://www.facebook.com/Grayofficialpage/

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