HOBU: PAF! Potremmo Addirittura Farcela! | Disco

HOBU, Potremmo addirittura farcela

Il cantautore HOBU, al secolo Luca Gaigher, ha pubblicato il suo debut album dal titolo PAF!, Potremmo addirittura farcela!

PAF! (ovvero Potremmo Addirittura Farcela!) è il primo album di canzoni di Luca Gaigher in arte HOBU, frutto di cinque anni di lavoro. Hobu ha cantato e suonato il disco un po’ da solo, un po’ con l’aiuto del fido pianista Nicola Benigni e di qualche altro collaboratore sporadico.

«Il titolo Potremmo Addirittura Farcela! – ci spiega l’Autore – la dice lunga sulla genesi e l’elaborazione del progetto. È una storia piuttosto complessa ma proverò a riassumerla. I primi brani risalgono alla fine del 2017. Prima di allora non avevo mai preso seriamente in considerazione l’idea di cantare ciò che scrivevo; perlopiù collaboravo con altri cantanti. Poi, una “delusione discografica” mi ha spinto a gettarmi a capofitto nella composizione di un album che fosse solo mio.

Dopo innumerevoli demo e infiniti rinvii (anche a causa del covid), l’intervento dell’amico pianista e arrangiatore Nicola Benigni, di estrazione jazz, ha un po’ rimescolato le carte e accelerato la definizione del progetto. Con lui abbiamo messo su un gruppo e registrato 3 brani a Parigi nel 2022».

Ascolta il disco di Hobu: Potremmo addirittura farcela!

Il disco si apre con Divertirsi obbedendo, canzone apripista che critica il conformismo dell’era social; è il brano che più di tutti lascia intravedere le origini “rockettare” di Hobu.

Il talento, un’autentica confessione, è un brano che racconta la tendenza a procrastinare che ha caratterizzato una parte piuttosto ampia della vita artistica dell’Autore; questo brano è presente nell’album in due versioni: nell’edizione speciale rispecchia più fedelmente l’idea iniziale, è stata interamente autoprodotta insieme ad un lyric video; l’altra versione invece è stata registrata col gruppo;

Tutte le città, che, con toni nostalgici ed evidenti rimandi alla fotografia analogica e al supporto cartaceo, parla del bisogno di ciascuno di dare senso coerente agli eventi caotici della vita.

In questi tre brani, oltre al succitato Nicola, suonano Francesco Marzetti alla batteria, Stefano Armati al basso e, in minima parte, Luca Sgamas alle chitarre. Quest’ultimo suona anche su “VDM”, un inno ironico e disilluso alla routine impiegatizia.

Il resto dell’album è stato realizzato da HOBU in qualità di cantante, bassista, chitarrista, batterista e tecnico del suono ed è stato registrato perlopiù a Parigi, in tre luoghi diversi, ma finalizzato nel “No Excuses Music Studio”.

«Il disco – conclude Luca Gaigher, Hobu –  contiene anche Coloremazzecanequannofuje vecchio brano inedito, inciso a Roma, a cui ho voluto dare una seconda chance; Giorno di festa, una specie di requiem; e, infine, Il colore dell’estate, unico pezzo in cui a cantare non sono io ma Enrico Fridlevski».

Chi è HOBU

Luca Gaigher, in arte Hobu, è un compositore, polistrumentista e paroliere romano. Classe 1980, quindici anni fa si è stabilito a Parigi. Insegna musica nella scuola pubblica ma dedica gran parte del suo tempo a scrivere, registrare, produrre per se stesso e per altri artisti.

Scrive canzoni da sempre, si ispira al cantautorato italiano degli anni 70-90 (da Battisti a Silvestri/Gazzè, passando per Dalla e Battiato) ma non rinnega le sue origini rock “pesante” e progressivo.

Ha firmato colonne sonore per cinema e teatro (tra cui quella del film d’esordio di Svevo Moltrasio, Gli Ospiti, premiata al Sudestival di Monopoli).

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