INTERVISTA | Hot Ice: con il rap comunico al mondo le mie emozioni

Hot Ice è il nome d’arte di Giacomo Visintin, rapper veneto di San Donà di Piave. Ha all’attivo un EP e alcuni singoli. L’abbiamo intervistato e ci parla di sé e del suo ultimo lavoro dal titolo Vera-mente

Ciao e benvenuto su Blog della Musica. In poche righe puoi dire ai nostri lettori chi è HOT ICE?
Ciao! Hot Ice è un ragazzo del Veneto, classe ’91, con una (almeno) doppia personalità: metà rapper e metà giurista. Infatti, sono laureato in Giurisprudenza con il massimo dei voti, ma la mia vera passione è e sarà sempre la musica. In questo campo, prediligo la componente di scrittura dei testi, nonché la parte di performance live, sia da solo che con il mio gruppo Brain Smokerz.

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Chi si nasconde veramente (parafrasando il tuo ultimo singolo) dietro HOT ICE?
Bè, musicalmente parlando dietro Hot Ice si nasconde ogni persona che vorrebbe comunicare al mondo ciò che ha da dire, il proprio pensiero, le proprie emozioni ed esperienze, senza peli sulla lingua e in modo diretto. Io ho deciso di farlo attraverso il rap, la ricerca di immagini efficaci ma anche di giochi di parole e spesso dell’ironia, che penso sia un’arma di cui a volte ci si dimentica.

Come ti sei avvicinato alla musica? E quando hai capito che sarebbe diventata la tua vita?
La musica da sempre scandisce la mia vita, anche solo in modo passivo. Ho iniziato a scrivere le prime rime tra i banchi di scuola al Liceo, ma forse solo nell’ultimo anno sto acquisendo una maggior consapevolezza del funzionamento dell’universo musicale e delle mie capacità in relazione ad esso, grazie soprattutto a determinate esperienze e al contatto con artisti ed esperti del settore che mi stanno insegnando molto.

HOT ICE da chi si lascia contaminare musicalmente? Che artisti ascolti?
Principalmente ascolto il genere che propongo, e cioè il rap, a partire da artisti più underground come (limitandoci all’Italia) E. Green, Brain, Mistaman, Johnny Marsiglia, fino ad altri più conosciuti nel panorama musicale come Ensi o Marracash. Ovviamente, questo è il background che influenza in parte anche il mio modo di scrivere o concepire i pezzi.

Essere emergenti ora. Che Italia discografica ti trovi davanti?
In questi anni stanno veramente cambiando molte cose nel mondo della musica: le case discografiche hanno sempre meno soldi da investire; le etichette indipendenti, a mio parere, stanno acquisendo sempre più importanza; a discapito dei dischi stampati, hanno preso sempre più piede da una parte i social e dall’altra lo streaming, portando gli artisti a ottenere molta visibilità e Dischi d’Oro senza di fatto vendere fisicamente cd! È chiaro che anche le case discografiche cerchino in qualche modo di stare al passo coi tempi, e in quest’ottica risultano significative le varie strategie di marketing, anche per battere la concorrenza.

Cosa pensi dei talent? Parteciperesti?
Penso che i talent possano essere un’esperienza anche divertente e che permetta il confronto tra artisti, ma non la ritengo la via più adatta per affermarsi a livello professionale. Purtroppo, nella società odierna governata dal web e dalla tv troppo spesso si confondono il successo e il talento, perché ad alti livelli quasi inevitabilmente finiscono per andare di pari passo. Il problema è che i talent danno l’illusione di poter ottenere questo successo in modo rapido e immediato, cosa che ovviamente non riflette la realtà.

Il tuo ultimo singolo si intitola VERA/MENTE ce lo racconti?
Il titolo fa in modo chiaro leva sul gioco di parole tra l’avverbio “veramente” e l’espressione “vera mente”. Questo perché, come riassumo nella parte finale del pezzo, “secondo me per fare il rap bene veramente per un pizzico è istinto, il resto è vera mente”. Come mi succede il più delle volte, ho iniziato a scrivere senza avere una tematica definita in testa, e ho finito per divertirmi con le immagini e le parole, da una parte raccontando in modo piuttosto esplicito e ironico delle verità che mi riguardano e dall’altra giocando con la tecnica nella costruzione delle frasi. Quasi in contemporanea con le registrazioni, abbiamo voluto svolgere delle riprese e ne è uscito il video realizzato da Valentina Marson.

Per le sonorità musicali che strumentazione hai utilizzato?
Questa sarebbe una domanda da rivolgere più all’autore della strumentale, ovvero Nopius. Si tratta di un progetto realizzato già anni fa a partire da uno splendido sample di Leon Haywood, per l’occasione ripreso e sistemato a computer, specie per la parte ritmica. Per il mixaggio ci siamo affidati anche a GMG aka Giulio Maria Genovesi.

Quali difficoltà incontri quando vai a proporti nei locali? Hai una band che ti segue?
Non ho una band alle spalle, a livello live mi muovo o da solo o con il collettivo Brain Smokerz (3 mc’s e 1 dj per dirla alla Beastie Boys). La cosa che infastidisce di più quando ci si propone per delle serate penso che per tutti sia l’atteggiamento di molti gestori, i quali, preoccupati (per carità, ragionevolmente) più dell’aspetto economico che della qualità artistica, domandano in continuazione quanta gente viene portata al locale dall’artista, che finisce così a diventare PR! Spesso con conseguente riduzione del cachet in caso di serata “fallimentare” (per loro)…

Al momento hai realizzato diversi singoli e un EP. A quando un disco?
Quando ci saranno i presupposti ideali a livello di budget, professionalità, idee, competenze e quant’altro. La voglia c’è!

Quali sono i prossimi progetti di di HOT ICE?
Un progetto di gruppo con i Brain Smokerz, un progetto in collaborazione con Mark Storm, un progetto in ambito cinematografico di cui non voglio ancora svelare altro, e varie altre novità. A livello di live, a breve dovrebbe partire un progetto con la cantante Carol Magagna.

Info: https://www.facebook.com/HotIce-891916964231744/?fref=ts

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