I trazzcore Depugliamadre

dEpUGLIAmADRE sono una band di origini pugliesi che suona un genere in evoluzione che autodefinisce Trazzcore. Scoprili nella loro biografia

dEpUGLIAmADRE, un nome semplice, che racchiude in se, sia l’idea della terra d’origine che, l’idea di origine per eccellenza, la mADRE.

La D.D.dpm – dEpUGLIAmADRE ama identificarsi come «Ditta Demolizioni» e suona un genere in evoluzione, che definisce «Trazzcore1», di ispirazione Grunge, Sludge, Trash, Stoner, Drone, Rock&Roll.

I testi delle canzoni dei dEpUGLIAmADRE, sono in mADRE lingua italiana. La voce di Danilo, caratterizzata da un growl incisivo e graffiante, è sostenuta da un terzetto atipico, costituito oltre che da fusti incalzanti e chitarre droppate, da uno strumento introdotto agli inizi degli anni ’60, il Bass VI, suonato con attitudine chitarristica, che soppianta completamente il basso e conferisce un groove da «Gola Profonda».

Il segnale degli strumenti inviato a più amplificatori al limite della saturazione, si traduce in quel suono grezzo cupo e sporco; il Trazzcore appunto. La Band prova in quello che in origine era un vecchio circolo dove si riunivano i Reduci di Guerra, conosciuto come «I Cumbattent!» (I Combattenti).

Dopo la demo, La Sacra Sindrome, i dEpUGLIAmADRE hanno pubblicato in autoproduzione, il loro primo album ufficiale, 100% TRAZZCORE 100%, registrato e missato da – AIDEO – ed estratto il videoclip SoTToConTroLLo – ARTSOLUTE.

La band ha ottenuto ampi consensi da riviste e fanzine di genere quali Rock Hard Italy, Metal Corrosion, Italia di Metallo, IYEZINE.

Chi sono i dEpUGLIAmADRE

Francesco Petrillo – Batteria
Antonio Perruggino – Chitarra
Danilo Moscano – Voce
Stefano Cautillo – BassVI.

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Nota:

1 TRAZZCORE, è il termine che i dEpUGLIAmADRE hanno coniato per definire la loro musica. E’ un composto di due parole, “Trazz”’, di derivazione dialettale, che sta per ”Trazzo“, e identifica lo sporco nell’accezione di sudicio e, “Core”, che può essere inteso sia all’americana, come qualcosa di estremo e spinto oltre i limiti o, anche come “Core”, che nel dialetto è il “Cuore”, come amore, passione e dedizione, verso quello che fanno.

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