INTERVISTA | I Varanasi e le Cattedrali per principianti

É uscito a fine 2023 il nuovo album dei Varanasi dal titolo Cattedrali per principianti, in distribuzione digitale Believe Music Italy. Un nuovo capitolo, già anticipato dalla pubblicazione della title-track e dal singolo “Lucy”, per la band che nasce dalle ceneri dei Japan Suicide e che prosegue il suo percorso verso un nuovo album in uscita quest’autunno in collaborazione con l’etichetta I Dischi Del Minollo, qui convivono influenze che derivano dal cantautorato rock italiano degli anni Novanta e vibes di oscurità post-punk. Li abbiamo intervistati per Blog della Musica

Abbiamo parlato i Varanasi di shoegaze, canzone italiana, della pandemia che abbiamo vissuto, del loro nuovo disco e di ciò che accadrà in futuro.

“Cattedrali per principianti” sta per compiere due mesi. Cos’hanno imparato i Varanasi del mercato musicale in questi anni complicati post pandemia?

Per il momento non abbiamo fatto qualcosa di diverso da quello che facevamo prima della pandemia, ovvero registrare, pubblicare e promuovere la nostra musica tramite un’etichetta, la distribuzione digitale, un ufficio stampa e i social. C’è in generale maggiore attenzione alle playlist rispetto all’album.

Il vostro sound si avvicina a ciò che facevate in passato con i Japan Suicide? Ci raccontate questo passaggio da un progetto all’altro?

Sì, ci sono dei legami, in fondo c’è la stessa formazione strumentale. Quello che è cambiato maggiormente è il tono generale, che prima era prevalentemente cupo in maniera marcata, e il fatto che i pezzi del passato avessero più spesso una componente strumentale meno legata alla forma della canzone come accompagnamento alla voce.

Qual è il ruolo e la funzione di un’etichetta discografica indipendente, oggi?

Il ruolo in fondo è sempre lo stesso, far crescere i propri artisti attraverso i vari canali, in base alle possibilità, facendosi spazio.

Avete degli obiettivi per questo 2024 che è appena iniziato? Quali?

Quest’anno da un lato suonare il più possibile il nostro album live e organizzarci per le prossime uscite, abbiamo dei pezzi pronti e altri per il prossimo album in lavorazione.

Ascolta il disco Cattedrali per principianti di Varanasi su Spotify

Shoegaze e la canzone italiana possono andare d’accordo? Quali esempi avete preso come riferimento per il vostro sound?

Crediamo di sì, in fondo lo shoegaze tolto il muro di suono è fatto di pezzi molto melodici e leggeri. Un disco molto bello come modello generale e in parte come suono è stato quello omonimo degli Slowdive del 2017, nel senso che è meno monotono rispetto a quelli dei loro inizi. Quello che abbiamo cercato di fare è di avere delle belle canzoni rivesti-te di un suono all’altezza usando gli stili che ci piacciono.

Qual è il vostro legame invece con la città di Varanasi? Perchè l’avete reputata così affascinante tanto da chiamarvi proprio come lei?

Non c’è un legame particolare: a partire dalla canzone degli Afterhours Varanasi Baby ci sono delle cose che ci sono piaciute: il rimando alla componente psichedelica, il legame simbolico con la morte che stava nel nostro vecchio nome e con la luce e i colori, che si accorda con la musica che vogliamo fare.

Ci spiegate il titolo del disco?

Si tratta di un ossimoro scherzoso. Nella canzone il protagonista si rende conto che si è messo in una situazione più grande di lui; fuori dalla finzione noi pubblichiamo dischi con l’aspirazione di fare qualcosa di grande e però mettiamo le mani avanti cercando di non prenderci troppo sul serio.

Cosa sta per accadere ora a i Varanasi?

Non lo sappiamo, speriamo cose buone, accettiamo il mistero.

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