INTERVISTA | IKE: parlando di questa vita terrena…

Parlando con Isaac De Martin. Parlando con IKE che dal mondo ha catturato suoni e voci diverse, nei viaggi di lavoro, fin dentro le attese, dai pochi silenzi degli alberghi. Ecco la nostra intervista…

IKE ne ha fatto un disco, il suo primo disco che ha deciso di titolare Construction site: la vita di questa terra, il mondo sotto i nostri piedi, quello che accade ogni giorno. Un cantiere che non ha mai fine, un cantiere di anime e di spiritualità, un cantiere di cose che si distruggono, che si inventano, che si evolvono. Ed il suono non è solo digitale, ma è stato anche rapito dal caso degli incontri e dalle mani di altri musicisti provenienti da tanti paesi diversi… ed è tempo di lasciarlo suonare questo concept album dal sapore collettivo di tanti artisti che hanno contribuito al personalissimo cantiere di IKE. Tra le nostre pagine anche il nuovo video del singolo Seeds ‘n Flowers in cui troviamo la performance di Anna Petzer e le animazioni di Christian Schmidts.

I nostri complimenti per quanto mondo hai saputo racchiudere dentro un solo disco. E quanto mondo è ancora rimasto da raggiungere, musicalmente parlando?
Innanzitutto grazie per le interessanti domande! ci sono continuamente infiniti mondi in divenire da scoprire. L’arte e quindi la musica riflettono il sentire dell’Uomo. Fare arte, come fare scienza o spiritualità sono pratiche che da sempre cercano di aumentare le capacità di noi umani per trovare risposte alle domande sul chi siamo, dove andiamo e dove stiamo andando. Ma non troviamo mai una risposta definitiva. Ormai alle soglie del nuovo paradigma del vivere incentrato sulla tecnologia, la realtà aumentata e l’internet delle cose (vedi 5G) percepiamo il brivido di un cambio molto importante ma non sarà certo rivelatore di alcun recondito mistero. Quindi è bene godersi il viaggio e come dice un mio caro amico “surfarsela al meglio” perché niente è stato scoperto, cosi come tutto, e la musica lo sa bene.

Paesi stranieri, lingue diverse, tradizioni e contaminazioni. Alla fine la musica è un linguaggio comune a tutti. Eppure mi incuriosisce sapere: hai mai incontrato qualcuno che “parlasse” in un modo totalmente distante e quindi inconciliabile per te?
Anche in questo caso, che qualcuno parli in modo molto diverso o molto affine al proprio dipende sempre dalla nostra capacità di saper ascoltare, di essere connessi con il mondo che ci circonda nel qui e ora. Mi capita spesso (musicalmente parlando ma non solo), di sentire un’affinità incredibile con persone culturalmente molto distanti così come distanze incolmabili con vicini di casa.

Il nuovo video oggi è “Seeds’n Flowers”. Dualità tra uomo e natura: in che modo lo hai rappresentato anche attraverso questa performance visiva?
La costruzione e i temi trattati dalla musica altro non sono che l’avventura della genesi della vita, semi e fiori non credo abbiano bisogno di essere spiegati. Questo tema l’ho poi condiviso con Anna Petzer, che ha scritto la coreografia della performance ponendo l’accento sul rapporto tra organico e digitale e come questo s’inserisca nella genesi e riproduzione della vita stessa. Petzer ha coinvolto Christian Schmidts, artista visivo (entrambi escono da quella fucina di creatività che è l’UdK di Berlino) il quale ha svolto una ricerca sui movimenti che fanno i banchi di pesci nelle fasi di riproduzione o difesa da un predatore. Questi movimenti sinuosi sono stati poi istruiti al computer che ne ha generato un serie di istruzioni randomiche e poi quindi proiettati dal vivo sulla performance di Anna che diventa alle volte predatrice e alle volte preda. In questo processo natura-computer-natura si esprime bene il desiderio dell’Uomo di decifrare e processare la natura per capirla ma tornado sempre al punto di partenza. Perché l’apparato macchina è basato sull’alternanza di 0 e 1, e per quanto accurata non riesce a decifrare la genesi delle emozioni.

Quanto per te l’interpretazione deve correre libera per ognuno di noi e quanto invece deve avvicinarsi alla vera genesi del disco?
Nel mio dipingere suoni ovviamente metto un sacco di suggestioni, sapori, odori, emozioni che mi colpiscono ma mi rendo conto che se un brano è molto sentito anche dagli altri non è certo perché queste persone hanno fatto il mio stesso percorso, è impossibile! Però credo che quando si crea qualcosa e si è ispirati allora funzionerà molto bene e arriverà anche all’interlocutore. Per motivi diversi ma arriva. Quindi l’interpretazione deve essere assai libera, ciò che conta è l’ispirazione: se c’è va a segno-

Il mondo come un cantiere. La vita come un cantiere… chiudiamo con una domanda filosofica: secondo te, questa costruzione quando (e se) sarà finita? E cosa sta costruendo?
Ah ah, credo che non stia costruendo proprio nulla, sta pulsando in espansione e contrazione di se stessa per poi un domani sparire e diventare qualcosa di più grande dell’Universo stesso. Un enorme nonsense pieno di cose da fare per tenersi occupati e godere del bello, perché il motore degli eventi esprime bellezza ma per essere apprezzata ha bisogno anche del suo opposto.

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