INTERVISTA | Il Grido: un rock alternativo

Il Grido, band romana di alternative rock intervistata dal Blog della Musica racconta il suo esordio discografico (guarda il video qui): acido e rabbia sui contribuenti di questa bella Italia…

Un rock alternativo come si direbbe in italiano quello che suona dal disco d’esordio de Il Grido. Band romana che fa la sua comparsa nelle scene ufficiale con un lavoro omonimo che sputa acido e rabbia sui contribuenti di questa bella Italia… e parliamo di vita quotidiana e di rivalsa sociale e di voglia di essere piuttosto che di apparire… insomma un altro lavoro che prende fuoco sul tema della omologazione sociale in diverse sfaccettature. La libertà totale di brani come Zero o Cane sciolto, l’elettronica e il grunge che dialogano assieme per un disco che dalle origini del grande Alternative Rock che ha fatto storia fino alle più immediate soluzioni del nostro “pop” italiano. Perchè in fondo vuole e riesce a restarti dentro con melodie e incisi davvero efficaci. Parola a Il Grido per la consueta intervista di Blog Della Musica:

Di questo disco mi colpisce la copertina prima di tutto: mi sarei aspettato qualcosa di simile da un disco di colonne sonore.
Forse per i suoi tratti epici! Siamo molto orgogliosi della nostra copertina. EÈ ironica ma allo stesso tempo nasconde un messaggio.
Volevamo rappresentare noi stessi inseguiti dal grottesco. C’è una tendenza sviluppatasi ultimamente, tutta internettiana, per cui quando qualcuno si cimenta in una qualche arte nella quale è totalmente incapace diventa comico, virale, e un attimo dopo finisce per diventare famoso e per essere definito addirittura geniale. Il lato peggiore è che ormai anche i produttori e le etichette pi˘ importanti vogliono cavalcare l’onda, per cui cominciano a sfornare prodotti trash in maniera matematica e ragionata.
Questo gattone laser è quanto di più trash e allo stesso tempo ragionato che potessimo immaginare. Inoltre non volevamo prenderci troppo sul serio e risultare in tutte queste tematiche che affrontiamo come i bacchettoni e moralisti della situazione! Anche se facciamo rock non vuol dire che siamo sempre incazzati e cupi.
ANZI.

Si torna a parlare di rock verace da più parti, da più zone d’Italia ma soprattutto in diverse stili. Secondo voi che significa? I computer hanno stufato?
Forse più che stufato sono diventati la routine. Il Pop. La dubstep e la trap hanno letteralmente condizionato la scrittura del pop attuale, quasi non trovi strumenti veri.
Che è comunque un approccio interessante, l’elettronica ci ha influenzati, solo che queste influenze le incanaliamo in suoni più veri, più analogici, per quanto possano sembrare strane le nostre distorsioni rimaniamo sempre una classica band scheggiadenti, voce chitarra basso batteria.

Che poi voi del suono avete avuto una cura particolare senza tralasciare la scrittura. Insomma quanto è stato difficile coniugare assieme le melodie per accattivare il gusto attuale del pubblico al suono “antico” che in un qualche modo mi aspetterei se dovessi scegliere di ascoltare Aleternative Rock?
Le melodie vengono fuori abbastanza spontaneamente, quando trovi la chiave giusta per la scrittura di un pezzo, che può essere un riff, un suono, un ritornello che ti gira in testa, tende a portarsi dietro anche gli altri elementi. Ovviamente abbiamo taccuini e computer pieni di tante bozze, ma poi le parole e le melodie che funzionano tendono a formarsi insieme.
E abbiamo cercato di essere meno antichi possibile. Senza staccarci dalle nostre radici rock, ma coi suoni abbiamo cercato una strada nuova, abbiamo cercato di esagerare.

La rabbia ormai dilaga… non solo dal vostro disco ma soprattutto dall’ispirazione di molti. Il vostro punto di vista?
La rabbia sembra vivere un momento molto particolare. Chi è arrabbiato, lo è per davvero, in maniera energica e intensa, forse ancora di più perchè non trova molta risposta dall’ambiente circostante. Dall’altra parte vediamo invece una totale disillusione, sfiducia nel cambiamento, rassegnazione nel fatto che ci sono i potenti che decidono le regole per tutti e i deboli che abbassano la testa e subiscono. La cosa stupefacente Ë che le persone comuni si mettono in questa posizione, si adagiano e si auto definiscono deboli. La rabbia in loro non attecchisce, non trova terreno fertile, ed Ë per questo che molta della musica attuale Ë abbastanza inconsistente, priva di messaggio, intrattiene senza scuotere le coscienze.

Che poi siete coscienti come tutti che comunque la canzone ormai non viene più ascoltata? Nel senso che un canto di protesta, più che sperare di passare in radio o tv, non sortisce altro effetto… ne siete consapevoli? Quindi resta un senso da dare alla rabbia o alla protesta (oltre che ad un valore personale)?
Esprimere rabbia avrà sempre e comunque senso. Uno, perchè se è questo che proviamo è inutile nasconderlo, il senso di ogni forma di arte Ë essere sinceri. Non saremmo in grado di scrivere un disco di spensierato cantautorato indie neanche se lo volessimo. Il senso è di scrivere prima di tutto per noi stessi ed essere veri. Secondo, la rabbia fa parte della natura umana, non può essere cancellata. Deve essere stuzzicata, bisogna solo trovare la chiave per risvegliarla nelle persone. E questo DEVE essere uno degli scopi dell’arte in generale, quindi anche della musica.

La scena romana come vi ha accolti? Il concerto del primo maggio è alle porte ma ho sempre più la sensazione che sia tutta una facciata…anche quella…
La scena romana ci ha accolti bene! la dimensione del live probabilmente sarà sempre quella che preferiamo, e questo arriva alle persone. Chiuderci in studio per fare ricerca coi suoni resta sempre un lavoro affascinante, ma niente è come cantare davanti alle persone i tuoi pezzi, sentire la risposta del pubblico, i tuoi ritornelli cantati a squarciagola ad un metro da te. È il picco di questo mestiere, la ragione per cui superi ogni volta tante difficoltà. Il concerto del primo maggio è cambiato sicuramente, è normale che sia così dopo tanti anni. E forse si, è un po’ l’ imitazione di se stesso, tanta musica fatta più per dimenticare i problemi più che per svegliarsi e iniziare a risolverli.

Info: https://www.facebook.com/ilgrido.band/?fref=ts

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