INTERVISTA | Il “viaggio verso Rodi” di Fabio Di Tanno

Il jazz e il funk si fondono in Journey To Rhodos, nuovo disco di Fabio Di Tanno uscito per l’etichetta Wow Records che apre la strada ad altri linguaggi come il raggae, il rock e la world music. Questo nuovo album rappresenta un percorso interiore e musicale fatto di contaminazioni e legami dove prevalgono il lavoro d’insieme e l’interplay. Ne parla Fabio Di Tanno sul Blog della Musica.

Ciao Fabio e benvenuto al Blog della Musica, cominciamo parlando del tuo nuovo disco. Ci vuoi descrivere questo viaggio che ti ha portato verso Rodi?

Ciao, grazie per avermi accolto nel vostro Blog! Questo viaggio è un cammino verso est, dove nasce il sole. Rodi nel periodo ellenico di suo maggior splendore era famosa per aver costruito questa statua, passata alla storia come il colosso di Rodi, dedicata ad Apollo, per l’appunto il dio Sole.

Journey to Rhodos è anche un viaggio nel tempo nella e mitologia. Ci vuoi parlare anche di questo aspetto? Hai un interesse particolare a riguardo?

Questo aspetto sicuramente è presente mi piace giocare con le idee che mi vengono in mente e in effetti in gioventù ho avuto una passione per la mitologia greca e i viaggi mitici che compivano gli eroi di questo contesto, grazie anche a mio padre che mi raccontava nei viaggi in macchina le gesta di Ulisse.

Quali sono i brani a cui sei più affezionato in questo progetto? Ce li vuoi descrivere brevemente?

Devo dire che ogni brano del disco è un pezzo della mia anima, se così si può dire! Di Bumblebee funk e gain addicted apprezzo l’energia funk che esprimono. Di Journey to Rhodos mi piace l’incedere del brano, il suo ritmo; di Arya sura l’ostinato che caratterizza tutto il brano e le due melodie che si incrociano; di Camilla’s steps la sua energia esplosiva e l’intreccio melodico. Di Flor del desierto mi piace tanto la melodia e il suo andamento metrico. Del medley impressions/so what mi piace la “responsorialità” che si crea dalle due melodie, mentre di Indagine il suo continuo evolversi e cambiare stile

Tra questi ci sono anche dei brani presi dalla tradizione o se vogliamo da diverse tradizioni. Ci vuoi motivare questa scelta?

La scelta dei brani dalla tradizione confluisce in un solo parametro; l‘estrema bellezza e semplicità delle melodie che li contraddistinguono.

Questo tuo ultimo lavoro è ricco di contaminazioni. Cosa è cambiato rispetto ai tuoi lavori discografici precedenti?

Dal punto di vista di contaminazione anche i miei lavori precedenti ne hanno usufruito parecchio, diciamo che è proprio un modo mio di sentire la musica e viverla in diversi stili.

Tornando alle contaminazioni e agli stili musicali, ci sono linguaggi a cui ti senti più vicino e che ti rappresentano maggiormente?

Diciamo che tutto quello che mi permette di giocare con la musica è bene accetto, per cui sento vicini e affini diversi stili!

Visto che abbiamo parlato tanto di contaminazioni, ha ancora senso parlare di generi musicali secondo te?

Penso proprio di no. Conoscere la tradizione di vari generi musicali è importante e ti può aiutare ad avere uno sguardo più ampio. Certo, dal punto di vista filologico e storico il genere ha importanza per catalogare le varie manifestazioni e caratteristiche degli stili, ma solo per quello, musicalmente è tutto concesso dal mio punto di vista.

Vuoi raccontarci anche il tuo percorso artistico? Quali sono state le tappe principali legate alla musica?

Mi è sempre piaciuta la musica da ascoltatore, quando ho deciso di provare a suonarla sono stato spinto dall’amicizia. È la tipica situazione in cui nel tuo gruppo di amici si suona e vuoi quindi partecipare anche tu a questa condivisione. Mi sono formato sia sul campo che in ambiente accademico, entrambe queste cose mi hanno portato a scoprire la mia identità musicale sia come esecutore sia come compositore e arrangiatore. Le tappe devo ancora finirle di percorrere, posso dire che con la musica è progredita di pari passo la mia vita.

Per finire stai lavorando a qualche progetto nuovo? Ci vuoi dare qualche anticipazione a riguardo?

Lavoro sempre a qualcosa di nuovo! Quest’anno sto lavorando parecchio come side man, dopo due anni in cui, come leader ho sfornato 2 dischi. Parlo di questo e di Square the Circle (NOV 2024_WOW Records). Nel cassetto c’è anche un terzo disco a nome Fadita ma vediamo cosa succede nel corso di quest’anno. Per il momento vi ringrazio per questa bella intervista e ci sentiamo alla prossima.

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