INTERVISTA | Gli In3pido e il “toy-rock” senza pretese

Gli In3pido, rockband di Bassano del Grappa, hanno pubblicato l’ep intitolato Brexit che sta ricevendo ottimi riscontri grazie anche all’impegno degli stessi ragazzi in radio, sul web e negli appuntamenti live che non mancano. Blog della Musica li ha intervistati per farsi raccontare come sta andando…

Dall’Ep Brexit, gli In3pido hanno estratto il primo singolo, la title track, accompagnato dal videoclip. Il secondo singolo sarà Schiaparelli, canzone nata da un riferimento di attualità che ronzava nella testa di Massimo Lucchetta (Voce e tastiere) in cui la band si è immediatamente cimentata tirando fuori un pezzo entrato a far parte di questa avventura discografica. Ma ascoltiamo le parole della band…

Salve ragazzi, Ep pubblicato e primo singolo andato molto bene. Adesso è fuori il videoclip di Schiaparelli come è nato?
L’idea del videoclip è nata dalla consapevolezza che ormai, uno dei canali principali di diffusione della musica è Youtube. Su Youtube un buon brano senza un buon video non fa strada, quindi abbiamo deciso di investire in un videoclip incoraggiati anche dal positivo riscontro ottenuto da Brexit.

Chi sono gli In3pido?
Un gruppo nato per caso! Il destino ha voluto che diverse esperienze musicali si incontrassero casualmente, danno vita ad un progetto che oggi ci piace definire “toy-rock senza pretese”. Massimo e Giancarlo che suonavano assieme in un precedente gruppo incontrano Cristiano e Christian nel corso di una jam session in occasione di una festa di laurea.

Ci siamo molto divertiti quella sera e abbiamo deciso di iniziare insieme qualcosa di speciale. Inizialmente eravamo in 5 Christian era alla chitarra acustica e c’era un’altro bassista, infatti decidemmo di chiamarci In3pido che in Veneto vuol dire “in 3 più 2” (cioè 5) poi, andato via il bassista abbiamo rinunciato alle 2 chitarre e Christian ha iniziato col basso ma abbiamo mantenuto il nome. Ora il quinto elemento è un personaggio immaginario: il nostro “rock manager” di nome John (molto attivo su Fb).

Nell’album non mancano sperimentazioni in lingua italiana con il pop-rock. Ci sono artisti importanti che hanno influenzato la musica degli In3pido?
Ciascuno dei membri, con preferenze diverse, è influenzato da svariati artisti. Giancarlo (chitarra) per esempio è da sempre affascinato dai mostri sacri del Rock, Deep Purple, Led Zeppelin, Pink Floyd ma ama ascoltare anche generi diversi dai preferiti per meglio “nutrire” la propria anima musicale.

Nella collezione di Christian (Basso) spiccano vari album dei Beatles per poi andare ai Guns ‘n Roses e agli Aerosmith; non manca anche qui un respiro più ampio e l’amore per la musica a 360 gradi che ha portato il bassista del gruppo, qualche anno fa, a cimentarsi con la chitarra nel flamenco.

Massimo (voce e tastiera) considera pietre miliari del suo bagaglio musicale l’album Hunky Dory di David Bowie che ha accompagnato la sua adolescenza, Desperado degli Eagles e, nella musica italiana, ha sempre considerato i brani di Mogol-Battisti il miglior esempio di “simbiosi” tra testo e musica, un unicum nel panorama italiano di cui l’album Emozioni è sicuramente un valido esempio.

Cristiano (batteria) si dichiara “l’anima indie rock” del gruppo e tra i 3 album più importanti della sua vita mette: Ten dei Pearl Jam, Green dei R.E.M. e Blood sugar sex magic dei Red hot chili peppers. Il ritmo di questi album è rimasto come un marchio indelebile stampato nel DNA del batterista degli In3pido.

Con il web si rischia di entrare in un “calderone” in cui ci sono migliaia di artisti indipendenti. Secondo voi, cosa bisogna fare per presentare la propria musica?
Se lo sapessimo avremmo qualche milione di visualizzazioni su Youtube e ci terremmo il segreto, ma visto che ne abbiamo solo qualche migliaio possiamo ancora permetterci di dire la nostra 😉

Scherzi a parte, promuovere la musica è importante ai nostri giorni come in passato. La differenza è che oggi la presenza sul web è indispensabile, ormai la musica si promuove soprattutto su questo canale. Non essere sul web per un gruppo rock significa non esistere. Ora con il web c’è un’opportunità in più ma non è facile come sembra sfruttare questa opportunità sembra però che si stia consolidando la tendenza di agganciare un video alla musica. Youtube docet!

Ci sono strumenti che sono indispensabili per far conoscere la propria musica?
Mi verrebbe da dire: chitarra basso e batteria con una buona voce. Oggi siamo in vena di scherzi! Tornando seri per un attimo e tenendo presente quanto detto nella domanda precedente, sicuramente è indispensabile padroneggiare tutti i vari Social network ed avere quanti più contatti possibile nelle radio e nel mondo della musica in generale.

Essere indipendenti nel 2018 cosa può significare per chi vuole fare musica?
Per prima cosa essere disposti a spendere più di quanto si incassi, quindi nessuna pretesa di fare la “rock star”. Noi del resto facciamo musica principalmente per divertirci e la nostra soddisfazione più grande è avere applausi o complimenti sinceri. Avendo ricevuto apprezzamenti anche da musicisti navigati e da varie emittenti radio abbiamo lo stimolo per proseguire con entusiasmo; senza entusiasmo,d’altra parte, non ci sarebbe musica.

Nello stile vi definite “Toy rock”. Cosa vuol significare?
Racconta Chris (bassista) sorridendo: “Questa definizione è stata il frutto di una divertente discussione tra noi; dopo una sessione di prove, con la complicità di qualche birra, si diceva che la nostra è una musica che “non se la tira” e con cui semplicemente ci divertiamo emozionandoci, così mi è uscita questa espressione e, tra le risate di tutti, abbiamo deciso di etichettare la nostra musica e il nostro progetto in questo modo.”

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