Fiabesca è il nuovo singolo del cantautore irpino Carmine De Feo che Blog della Musica ha incontrato e intervistato
Ciao Carmine e benvenuto. Il tuo ultimo singolo, Fiabesca, ci catapulta in un mondo magico al cospetto di re, cavalieri e fate. Qual è l’ispirazione che ti ha motivato nell’ideazione del brano?
Stavo pensando a come ampliare il concetto de La stanza dei portali e mi sono reso conto che tra tutti i mondi che avevo creato mancava forse il portale più importante: il mondo delle fiabe. Poi la situazione è sfuggita di mano e ne ho creati molti di più. Questa però potrebbe essere un’altra domanda.
Ci sono fiabe o leggende specifiche che hanno influenzato il testo di Fiabesca?
Tutte quelle che ho citato all’interno del brano e tante altre. Sono un lettore e cinefilo accanito quindi ho letto e visto più e più volte la maggior parte delle fiabe e favole. Sono anche un grande amante della Disney. Sicuramente Le Cronache di Narnia è stata una forte ispirazione per l’idea del portale magico. Poi Le saghe deI signore degli anelli, Harry Potter, Inkheart ed andando più indietro nel tempo Alice nel paese delle meraviglie e La storia infinita.
Tanti gli stili riconoscibili nel singolo… dal pop, alla colonna sonora fino alla canzone d’autore: da cosa deriva il concetto “cinecanzone”?
È un concetto che sto ancora esplorando. È un po’ come unire il cinema inteso come immagini e video e la canzone intesa come suoni, musica e parole. Ascoltando una “cinecanzone” si ha l’impressione di star ascoltando una colonna sonora di un film, ma con il testo poetico tipico invece della canzone d’autore. Sto cercando la simbiosi perfetta tra questi due generi in apparenza molto discordanti. La strada è ancora lunga.
Ascolta Carmine De Feo
Il risultato è un brano un po’ fuori dagli schemi con un arrangiamento complesso e ricercato rispetto a una struttura pop più tradizionale. Era questo il tuo obiettivo?
Il mio obiettivo era creare una canzone con questo stile particolare, ma rimanendo in una struttura pop tradizionale. Se dividessimo il brano in due categorie, colonna sonora e canzone d’autore, troveremmo che l’armonia e la melodia di questo brano appartengono decisamente più alla prima categoria che alla seconda e viceversa, il testo e la struttura della canzone sono tipicamente della seconda categoria (Intro – strofa – bridge – ritornello – interludio – strofa – bridge – ritornello e outro). È un’alchimia, ma anche di ciò ne parlerò più avanti.
Nel comunicato di lancio del singolo si parla di “opposizione tra il mondo reale e il mondo dei sogni” e anche di una “lettera d’amore all’immaginazione”. Spiegaci questi concetti.
Inizio dall’ultima, perché non è altro che un modo per spiegare quanto l’immaginazione, a mio parere, sia la chiave per vivere una vita “colorata”. Molto spesso viviamo con una “patina sulle lenti” dovuta alla società che ci impone di comportarci “come adulti”. A ciò io rispondo in maniera diametralmente opposta cantando “Ciò che conta è solo immaginare”, quasi volendo esagerare il concetto. Tutto ciò crea una scissione tra il concreto (mondo reale) e l’immaginato (mondo dei sogni). Ho cercato sia testualmente, ma soprattutto musicalmente, di trasmetterlo attraverso due sezioni della canzone: la parte in minore (più cupa e tenebrosa, il mondo reale che ti chiama) e la parte maggiore (più luminosa e pacifica, ovvero il mondo immaginato).
Fiabesca segue l’uscita del singolo I fiori del male, una produzione che esplorava il “mondo delle tenebre”, ovvero, qualcosa di diametralmente opposto rispetto al contesto luminoso e fantastico di questa tua ultima opera. C’è un nesso, un filo conduttore che lega i due brani?
Il nesso è la stanza dei portali, questo mega progetto, che sto costruendo con tanta fatica che permette di avere in un album concetti e materiali completamente opposti pur risultando nell’insieme giustificati. Per il compositore è divertente e stimolante dato che i portali creabili sono infiniti tanto quanto la mente e l’immaginazione umana lo sono. Per l’ascoltatore è divertente ascoltare canzoni sempre diverse che ti immergono in un mondo vivo, rispetto ad ascoltare un album che sembra essere al contrario “composto da una sola canzone”. In ogni caso domanda appropriatissima. Il vol. 2 de La stanza dei portali avrà come parola chiave proprio l’opposizione. Non dico altro.
Il feeling artistico con Manuel e Gabriel Ambrosone è, oramai, qualcosa di ampiamente sperimentato. Qual è il loro apporto creativo ai fini del risultato finale?
Direi fondamentali. Oltre ed essere fedeli amici sono anche due portenti nel loro ambito. Innanzitutto, mi conoscono come le loro tasche ed io conosco loro. Nessuno giudica l’idea dell’altro, anzi, siamo quasi sempre in accordo sulle cose da fare, questo mi rilassa e mi da energia per la composizione. Gabriel essendo un Maestro di musica mi da anche una mano con gli arrangiamenti. Manuel invece con la produzione dei brani, cura il brano dalla prima nota all’ultima.
Alla registrazione di Fiabesca hanno collaborato anche altri musicisti dal background un po’ diverso dal tuo. Come scegli i collaboratori giusti per finalizzare i tuoi obiettivi musicali?
Dipende dall’obbiettivo. Nel caso di Fiabesca mi servivano cantanti liriche professioniste perché dovevo creare l’idea di mondo magico “medievale” e la scelta è ricaduta sul coro lirico Lumina diretto dal M° Maria Cristina Galasso e dal coro di voci bianche del M° Giuseppina Ronga. Cosi come anche gli archi vengono tutti dal mondo classico. Ne i fiori del male, brano di stampo più rock ho chiamato musicisti come Mariano Pastorelli alla batteria e Saverio Russo al basso elettrico che hanno saputo conferire allo stesso un sound più moderno e power. Dipende da ciò che voglio trasmettere.
Qual è il percorso artistico che ti ha portato fino alla pubblicazione di Fiabesca?
Domanda complessa. Un percorso iniziato quando a 21 anni ho iniziato a cantare, gli studi al conservatorio e parallelamente l’attività di cantante e cantautore. Un percorso soddisfacente anche se difficile e ancora “nell’ombra”. Vedere la mia evoluzione da otto anni a questa parte la trovo sempre una cosa meravigliosa e come dice un altro cantautore… “Il meglio deve ancora venire”.
Il tuo album d’esordio La stanza dei portali Vol. 1 ha avviato un percorso molto chiaro di sperimentazione. Hai già qualche idea per il seguito? A tal proposito… cosa dobbiamo aspettarci nell’immediato da Carmine De Feo?
Tanta sperimentazione sarà la chiave dei prossimi lavori. Continuerò come in Fiabesca, adomandarmi come aggiungere un tassello in più al progetto La stanza dei portali. Presto inizierò le registrazioni di un nuovo singolo che vorrei pubblicare prima dell’estate e poi per fine anno mi piacerebbe venisse alla luce l’intero volume 2 del progetto.
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