INTERVISTA | Luca Dirisio, Bouganville e la sua nuova Primavera

Luca Dirisio è tornato: il 25 ottobre ha pubblicato Bouganville un nuovo disco con dieci brani inediti che nascono da una nuova consapevolezza e una ritrovata serenità. Ecco l’intervista di Blog della Musica

Sono racconti brevi, quelli in Bouganville, in cui Luca Dirisio racconta il suo viaggio, la sua terra, i suoi affetti. Il disco è interamente arrangiato e prodotto da Giuliano Boursier, suo storico produttore e manager. Una raccolta che celebra la vita, quella vera che la bouganville nasconde agli occhi di tutti, per rifiorire più bella di prima a dispetto di chi l’aveva creduta finita.

Sei partito, allontanandoti dal successo, per otto anni. Che viaggio è stato fino a qui?
Come tutti i viaggi, anche il mio, ha conosciuto momenti positivi e altri meno. Si sceglie l’itinerario, ma gli imprevisti sono all’ordine del giorno. Quando ho scelto per passione di fare questo mestiere, ho pensato che tutto potesse andare liscio come l’olio: avevo una major, il successo, non mi mancava, apparentemente, nulla. Se torno indietro, però, ho la sensazione di essere stato spremuto come un limone, avendo “sfornato” tre dischi in cinque anni. Ho sentito la necessità di allontanarmi, per guardare tutto da una prospettiva differente, cercando di capire se volessi continuare. Oggi, so per certo, che voglio sentirmi libero di scegliere e trovare la mia direzione. In questo tempo ho incontrato, senza cercarla, la donna che ho sposato la mia Orsa Maggiore che m’indica la via, sempre e comunque.

Ci vuole sempre “calma e sangue freddo”, nella ricerca della propria identità?
Ci vuole sempre “calma e sangue freddo” come mio nonno mi ripeteva di continuo: quando giocavo a calcio rischiavo sempre il rosso e spesso il mister era costretto a sostituirmi per evitarlo, oppure a pesca dove l’impazienza è nemica. Prima era un consiglio, oggi un’esigenza.

Che cosa vorresti ti fosse chiesto?
Le persone cercano continuamente di metterti nella condizione di dire. Io preferisco che sia la vita a farmi domande, alle quali rispondere, camminando nel mondo. Io ogni tanto ho bisogno di prendere la barca, andare al largo e starmene lì, da solo. Tacere e farsi un esame di coscienza, vale più di tante parole.

Bouganville è un disco di brani inediti, appunti di viaggio. Un titolo, inusuale, come lo hai scelto?
In questi otto anni sono stato bersagliato da messaggi stupidi sulla mia presunta morte, oggi è il momento di raccontarmi e questa metafora mi è sembrata perfetta per farlo. Una delle mie tante passioni è la lettura e i miei preferiti. Raymond Carver, uno degli scrittori più interessanti del ‘900 americano, scrive come la Bouganville sparisca del tutto in inverno, fingendosi morta, per tornare rinvigorita e più bella di prima. Il mio “inverno” sono stati questi otto anni in cui ho vissuto, lontano dai riflettori, per crescere e diventare un uomo migliore. Non si deve scherzare mai con la morte, è irrispettoso perché c’è chi la vita, l’ha persa davvero. Credo inoltre che sia più morto chi si ostina a sovraesporsi, convinto di non potersi fermare mai.

Leggi l’articolo sul disco di Luca Dirisio Bouganville

Quali sono i tuoi sogni oggi?
La mia direzione è sempre contro vento e lo stesso fanno i miei sogni. Oggi ho raggiunto una certa maturità grazie anche alla mia famiglia, che è spettacolare, una moglie che è compagna di viaggio, la mia migliore amica, la mia Orsa Maggiore che mi conduce sempre verso casa. Sogno di poter fare questo, che sono certo sia il mio mestiere, senza troppi vincoli nella libertà di espressione nel tentativo di essere ricordato come autore, come qualcuno che ha saputo dire qualcosa.

Come hai scelto i brani?
Io ho scelto quello cui non potevo rinunciare, quello che mi faceva sorridere; per il resto ho dovuto mediare, perché in questi anni ho scritto tantissimo, canzoni che sono racconti di viaggio e che sono molto importanti per me. Avrei voluto poterli condividere tutti, ma ho dovuto scegliere. In questo disco ci sono la mia terra, l’Abruzzo, la mia gente, i miei affetti ed è dedicato a Massimiliano Caruso, un caro amico scomparso da poco.

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