INTERVISTA | Ivan Francesco Ballerini: il folk per i Nativi Americani

Un bellissimo video girato da Nedo Baglioni ad arricchire l’uscita e la presentazione di Cavallo Pazzo disco d’esordio del cantautore e musicista toscano Ivan Francesco Ballerini. Abbiamo scambiato alcune battute con l’Autore…

Un lavoro dal titolo Cavallo Pazzo davvero prezioso e senza sconti quello di Ivan Francesco Ballerini, fatto di una dolcezza priva di sovrastrutture e dalla scrittura sincera e credibile. Un disco che, tra finzione e realtà, ripercorre il sangue dei Nativi Americani e da quei leggendari personaggi realmente esistiti (Cavallo Pazzo, Gufo Grazioso che è poi il titolo del primo singolo estratto, Nuvola Rossa e altri), il nostro trova spunto per guardarsi attorno nel quotidiano che c’è attorno al suo vissuto personale e non solo. Di nuovo un bellissimo lavoro per la RadiciMusic di Firenze che si attesa come label preziosa nella continua ricerca di bellezza e contenuto, di cultura e voci nuove.

Di certo noi siamo affascinati dai nomi che hanno le opere. E qui la storia è assai breve: un grande della storia dei Nativi Americani. Come ci sei “inciampato” nella sua storia?
È stato un caso. Stavo leggendo la vita di Cavallo Pazzo e la lettura mi ha subito molto appassionato. Allora ho deciso di approfondire, leggendo anche le gesta di Nuvola Rossa, Coda Chiazzata, Toro Seduto. Ho voluto analizzare tutti i fatti storici che li avevano visti protagonisti insieme. È uscito fuori il brano “Cavallo Pazzo”… questa canzone è stato il punto di partenza che mi ha dato la forza di portare a compimento un lavoro molto ambizioso. Sono stato aiutato da un musicista eccezionale, Alberto Checcacci, che ha letto l’anima di questi brani, componendo degli arrangiamenti davvero fantastici. Bravissimo. Né è nato un album e soprattutto una amicizia… cosa straordinaria.

Il bellissimo video che è a corredo di Gufo Grazioso in qualche modo cerca di riportarci in quei territori… o sbaglio?
Verissimo. Abbiamo scelto le Balze, proprio perché riportano lo spettatore nei Grand Canion Statunitensi, un luogo, magico, perfetto per ambientare parlare di Indiani d’America.

Un disco di esordio… come ti trovi in questa dimensione di cantautore? Tu che vieni da una formazione di solo performer o sbaglio?
No è corretto. Ho trascorso tutta la vita a cantare canzoni di altri. Poi da qualche anno mi ero davvero annoiato di suonare sempre le stesse cose. Allora mi sono cimentato nello scrivere e mi sono trovato benissimo, tant’è vero che sto per esordire con un nuovo album di 11/12 inediti, un lavoro davvero mastodontico, che vede al mio fianco, Alberto Checcacci, musicista e arrangiatore, Monica Barghini, bravissima cantante, Emma Spangaro, fantastica violinista, Nedo Baglioni alla macchina da presa… insomma una famiglia che cresce. Se vuoi sapere come mi vedo tra qualche anno, ti rispondo così: “mi vedo a fare concerti in giro per il mondo”.

La costruzione e gli arrangiamenti dei brani? Come nascono?
Nascono così. A casa compongo testo e musica. Dopodichè andiamo in studio di registrazione e Alberto Checcacci lavora sull’arrangiamento, dando una veste musicale al brano, sempre di grande livello.

E a quanto ci dicono sei già pronto con un secondo disco. Qualche indiscrezione?
Assolutamente sono lieto di far trapelare qualche notizia ma… l’ho già fatto sopra. Si siamo a lavoro da Settembre dello scorso anno. Con Alberto a dire il vero non ci siamo mai fermati. Depositato “Cavallo Pazzo” ci siamo messi subito al lavoro per questo nuovo progetto. E’ un album di canzoni miste, ogni brano tratto un argomento di vita quotidiana e tenta, come può, di lanciare un messaggio. Mai canzoni vuote fine a se stesse. In questo nuovo progetto mi avvalgo della collaborazione, preziosa, di più persone. Sono davvero felicissimo di come stanno andando le cose. Penso di essere nato proprio per questo.

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