Jingle Bells: la curiosa storia della canzone natalizia più amata

Jingle Bells è uno dei canti più conosciuti al mondo, amato da piccini e adulti. Il M. Cesare Marinacci ci illustra la storia di questo classico natalizio insieme ad alcune curiosità e al testo in inglese e in italiano…

Jingle Bells è senz’altro una delle canzoni più amate e celebri della tradizione natalizia, probabilmente solo Stille Nacht è in grado di contenderle il primato in questa fatata classifica che certamente vede sul podio anche Adeste Fideles; per la sua frase ritmica inconfondibile è diventata un simbolo delle feste, un modello con il quale ogni nuova composizione musicale di genere che voglia in qualche modo condividerne l’atmosfera deve conformarsi, per suggerire quel suono di campanelli evocato dal semplice quanto caratteristico inciso.

Chiunque di noi la conosce e spesso la intona senza neanche accorgersene, come un benefico e rallegrante mantra; è una melodia che ha tagliato il traguardo dei 160 anni, altra caratteristica che la rende un classico senza tempo.

Eppure cosa direste se scopriste che in origine non era un canto genuinamente natalizio? Niente paura lo è diventato immediatamente dopo la prima esecuzione del 26 novembre 1857, tuttavia nella sua primissima apparizione era dedicato come avrete capito ad una ricorrenza immediatamente precedente al periodo dell’Avvento.

  1. Chi ha scritto Jingle Bells
  2. Jingle Bells: una storia curiosa
  3. La versione definitiva
  4. La Musica
  5. Dalle stalle alle stelle
  6. Il testo originale di Jingle Bells
  7. Jingle Bells: il testo in italiano

Chi ha scritto Jingle Bells

James Lord Pierpon, ritratto

James Lord Pierpont, autore di Jingle Bells

James Lord Pierpont nasce a Boston il 25 aprile a Boston da Mary Sheldon Lord e dal pastore della Chiesa Unitaria cittadina John Pierpont, poeta scrittore e musicista. A differenza dei genitori il piccolo James dimostrò un carattere ribelle e avventuroso, infatti a quattordici anni fuggì da un collegio del New Hampshire per imbarcarsi su una baleniera verso la California.

Nel 1843 seguì il padre a New York e inizio’ la sua carriera di musicista e compositore. Sposò una donna forte e volitiva, Cowee Millicent, che gli dette tre figli; tuttavia James fuggì una seconda volta anche dalla vita matrimoniale per trasferirsi nel Massachusets dove tentò la fortuna durante la corsa all’oro prima di perdere tutti i suoi beni in un incendio. Tornato nuovamente in famiglia si accodo’ al fratello John anch’egli Reverendo, presso la Chiesa Unitaria di Savannah dove finalmente decise di stabilirsi sposandosi nel 1857, dopo essere rimasto vedovo, con la figlia del sindaco, Eliza Jane Purse ed impegnandosi come insegnante, organista e direttore del coro di voci bianche fino alla sua scomparsa avvenuta a Winter Haven, in Florida nel 1893.

E’ in questi anni che nasce Jingle Bells, che a questo punto sembra anche il simbolo di una piccola storia di redenzione da un passato burrascoso verso la scoperta della gioia nelle cose più semplici e genuine.

Le origini di Jingle Bells: una storia curiosa

La targa che rivendica la paternità di Jingle Bells al Massachusset

La targa che rivendica la paternità di Jingle Bells al Massachusset

Una targa affissa su un edificio a Medford in Massachusetts, commemora il luogo di nascita di Jingle Bells affermando che, nel 1850, James Pierpont abbia scritto le prime note della canzone nella Taverna Simpson ispirato dalle popolari corse delle slitte scoperte ad un cavallo che si svolgevano nella città durante il XIX secolo e che dunque il tintinnio della canzone evocasse originariamente il ghiaccio dei bicchieri durante i brindisi.

L’autore vantava anche origini francesi; la famiglia Pierpont sembra discendesse infatti da una antichissima casata che i diari del tempo fanno risalire addirittura a Carlo Magno e all’invasione Inglese da parte di Guglielmo il Conquistatore!

Sta di fatto che le cronache più maliziose insinuano come un pizzico di frivolezza francese albergasse ancora nel musicista e che il testo risalisse anche a prima degli anni cinquanta, ai tempi in cui Pierpont ed era un giovanotto un po’ sbarazzino, autore di ballate e canzoni dal contenuto talvolta impertinente.

La targa di Savannah che rivendica la paternità di Jingle Bells

La targa della città di Savannah che rivendica la paternità di Jingle Bells

Il nucleo testuale dell’antica One horse open sleight infatti era, come abbiamo visto, piuttosto ludico e spensierato, perfino un po’ irriverente così qualche anno dopo il ragazzo, maturato in un più che rispettabile insegnante decise tra le altre cose di cambiare sensibilmente l’atmosfera di quella bagattella giovanile per pubblicarla una prima volta nel 1857 quando ormai si era ristabilito a Savannah che dunque rivendica anch’essa l’origine di Jingle Bells.

La versione definitiva

Pierpont ne modificò principalmente alcuni versi del testo, ritenuti troppo leggeri e sconvenienti alla sua nuova più morigerata posizione sociale, e la trasformò in un allegro canto di festa da eseguirsi pare per il Thanksgiving day.

L’antica One horse open sleight esibiva un ritmo giocoso eppur elegante su parole molto orecchiabili e, in maniera tale da poter essere facilmente appreso dai suoi 40 scolari dei corsi domenicali.

La prima esecuzione in pubblico riscosse un tale successo che fu richiesto immediatamente un bis nel periodo di Natale. Un amico di Pierpoint ascoltando la canzone fu colpito proprio da quel ritmo dominato dai delicati ribattuti e la definì come un piccolo allegro tintinnio, ‘merry little jingle’, suggerendo il titolo Jingle Bells che oggi conosciamo e con la quale fu pubblicata definitivamente nel 1859. In sostanza la musica, come spesso accade, aveva trovato da se la sua congeniale destinazione. Da allora la slitta è divenuta immediatamente quella di Sancta Claus e Jingle Bells è entrata immediatamente nel repertorio delle feste.

La Musica

E’ singolare notare anche come non solo il testo più antico, ma anche la musica della prima versione fosse leggermente diversa, armonicamente un po’ più articolata di quella che oggi conosciamo. Infatti, come si può notare dallo spartito della prima edizione. l’accompagnamento armonico che caratterizzava il celebre ritornello seguiva una progressione discendente che ricorda quella del celebre canone di Pachelbel, un impianto simile nella funzione armonica di base ma più classicheggiante dunque.

Ciò che non è mai cambiato e che caratterizza ogni versione fino a quella odierna è proprio quel ribattuto del ritornello che in definitiva è il marchio di fabbrica di Jingle Bells.

Nel video qui sopra, abbiamo ascoltato la versione cantata della prima edizione di Jingle Bells mentre a questo link del sito imslp.org si trova lo spartito originale e gratuito che si può scaricare.

Dalle stalle alle stelle, alcune curiosità

Bing Crosby, il Christmas Album che contiene Jingle Bells

Bing Crosby, il Christmas Album che contiene Jingle Bells

Nel 1898, grazie alla rudimentale registrazione dell’Edison Male Quartet sull’allora sperimentale Fonografo di cera il vasto pubblico iniziò a conoscere e ad amare Jingle Bells destinandola alla storia che ormai ci è familiare; il celebre brano è stato infatti reinterpretato innumerevoli volte: Bing Crosby, la Voce del Natale se ne appropriò nel 1943 e con lui vennero le mirabili incisioni di Louis Armstrong, Glenn Miller, Nat King Cole, Perry Como, fino ad arrivare ai Beatles ed a Luciano Pavarotti per volare addirittura nello spazio nel 1965 quando Jingle Bells venne intonata ai microfoni della Gemini 6 dagli astronauti Wally Schirra e Tom Stafford, durante un fantomatico e scherzoso incontro ravvicinato con un UFO in livrea rossa su un’astronave a forma di slitta trainata da renne spaziali. Insomma visto il testo originale tra cavalli e slitte e quello rivisitato tra fiocchi di neve e campanelle che ha decretato il trionfo di Jingle Bells è proprio il caso di dire, dalle stalle alle stelle.

Il testo originale di Jingle Bells

Eccovi quindi il testo originale inglese di Jingle Bells, canzone amatissima da grandi e piccini e a fianco potete vedere la copertina dello spartito della prima edizione

Copertina dell'edizione originale di One horse open Sleigh

Copertina dell’edizione originale di Jingle Bells quando aveva ancora il titolo di One horse open Sleigh

Dashing through the snow
in a one-horse open sleigh,
over the fields we go, laughing all the way.
Bells on bobtail ring, making spirits bright
What fun it is to ride and sing a sleighing song tonight.

Jingle bells, jingle bells, jingle all the way.
O, what fun it is to ride in a one-horse open sleigh.
Jingle bells, jingle bells, jingle all the way.
O, what fun it is to ride in a one-horse open sleigh.

A day or two ago I thought I’d take a ride,
and soon Miss Fannie Bright was seated by my side.
The horse was lean and lank, misfortune seemed his lot,
he got into a drifted bank and we, we got upsot.

Jingle bells, jingle bells, jingle all the way.
O, what fun it is to ride in a one-horse open sleigh.
Jingle bells, jingle bells, jingle all the way.
O, what fun it is to ride in a one-horse open sleigh.

Now the ground is white, go it while you’re young,
Take the girls tonight and sing this sleighing song.
Just get a bobtailed bay, two-forty for his speed,
Then hitch him to an open sleigh, and crack! You’ll take the lead.

Jingle bells, jingle bells, jingle all the way.
O, what fun it is to ride in a one-horse open sleigh.
Jingle bells, jingle bells, jingle all the way.
O, what fun it is to ride in a one-horse open sleigh

Jingle Bells: il testo in italiano Din Don Dan

E per chi con l’inglese ancora stentasse un pochino, questo è il testo di una delle più celebri tra le numerose versioni italiane di Jingle Bells, che diventa Din Don Dan

Din don dan din don dan
din don din don dan
Suona allegro il campanil
E’ Natale in ogni cuore

Din don dan din don dan
che felicità!
Oggi è nato il buon Gesù
tra la neve che vien giù.

La renna al Polo Nord
scampanellando va
e strenne porterà
a tutti i bimbi buoni.

E dalle Alpi al mar
i bimbi di quaggiù
aspettano quei doni
che regala il buon Gesù.

Din don dan din don dan
din don din don dan
il Natale cambierà
tutti buoni renderà.

Din don dan din don dan
che felicità!
Oggi è nato il buon Gesù
tra la neve che vien giù.

Din don dan din don dan
din don din don dan
Il Natale cambierà
tutti buoni renderà.

Din don dan din don dan
che felicità!
Oggi è nato il buon Gesù
tra la neve che vien giù
la neve che vien giù
che felicità.

A cura del M° Cesare Marinacci

Il Mormon Tabernacle Choir in Jingle Bells nell’arrangiamento di Mack Wilberg’s.

Canzoni Natalizie consigliate

Clicca e Scopri le storie di altri Canti di Natale su Blog della Musica

Leave a Reply

uno × 2 =

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.