INTERVISTA | Jordane Tumarinson: l’importanza dell’ascolto

Jordane Tumarinson è pianista, compositore e osteopata: due attività che si completano e che richiedono molto “ascolto”. Jordane ha pubblicato l’album L’Envol per la Blue Spiral Record. Blog della Musica l’ha intervistato

Ciao Jordane, benvenuto su Blog del Musica. Presentati brevemente ai nostri lettori. Chi sei, cosa fai e il perché, il perché ci affascina sempre.
Ciao, sono soprattutto un appassionato di musica e un sognatore. Uso la mia sensibilità a beneficio di entrambe le professioni che pratico: l’osteopatia e la composizione. Due professioni artistiche che si completano a vicenda, entrambe richiedono un senso di ascolto.

Musica strumentale. Per la precisione ti esprimi per mezzo di un pianoforte. Da cosa nasce questa scelta? Se non sbaglio il tuo approccio allo strumento è stato fuori da un ambito “accademico”, quindi semplicemente ci sei entrato in contatto. Parlane un po’.
Mi esprimo con un pianoforte perché c’era un pianoforte a casa dei miei genitori e lo strumento mi sembrò un alquanto pragmatico: un tocco, un suono. Quindi per curiosità, sono incappato sul pianoforte iniziando a riprodurre ad orecchio gli accordi delle leggendarie rock band che ascoltavo all’epoca. La curiosità si trasformò rapidamente in una passione divorante, mi interessai quindi alla musica classica. Più tardi ho comprato un piano digitale sul quale ho rallentato il ritmo di brani classici in modo da riprodurli a orecchio. È quindi un approccio poco accademico, ma è divertente perché la mia bisnonna paterna era un’insegnante di pianoforte al conservatorio e una pregevole cantante.

Nel tuo ultimo lavoro in studio, L’Envol (che vi consigliamo vivamente di ascoltare acquistando o ascoltando nelle piattaforme digitali) a cosa ti sei ispirato? Come si crea l’idea attorno a un lavoro strumentale? Immagini, sensazioni?
L’Envol assume una ricerca di significato. Dopo essermi fermato col pianoforte per alcuni anni, è stata la composizione che ha permesso di ritrovarmi. La musica mi porta la dolcezza che a volte manca nel mondo. Inoltre, quando compongo, penso a un mondo meraviglioso, animali, colori. Non penso da subito all’armonia e alla struttura coscientemente ma è sempre presente nella mia visione compositiva.

Blue spiral records, l’etichetta alla quale possiamo associare il tuo nome: come è nata questa collaborazione? Chi ha suscitato l’interesse di chi?
Avevo appena creato il mio account Instagram su cui ho pubblicato i video del mio primo album, la Blue Spiral Record ha ascoltato i miei lavori e mi ha quindi suggerito di partecipare a un concorso di composizione. Ho avuto l’onore di vincere questo concorso assieme ad altri 15 artisti internazionali per realizzare il cd che ha preso il nome dell’omonimo contest The Minimal Piano Series vol.2. Questa cosa mi ha dato fiducia in quello che stavo facendo perché sentivo che la mia musica stava iniziando ad essere apprezzata da professionisti. Poi mi hanno chiesto se avessi un album da pubblicare, e per l’appunto stavo lavorando da due mesi su L’Envol . È così che è nata la nostra collaborazione.

L’attività LIVE come funziona? Dove sono i posti preferibili dove poter far arrivare la tua musica? Magari non il classico locale da classica band. Immagino che l’atmosfera, l’energia di un posto rispetto a un altro possa dare maggiore o minore enfasi a questo tipo di Live. Perché non è musica che potremmo definire da intrattenimento, ma un qualcosa che va ascoltato, che deve creare una connessione.
Sono principalmente un compositore e non un pianista da concerto. Mi piace comporre, stimola la mia creatività. Appena composto un pezzo, ne creo un altro. Il lavoro nella sala da concerto richiede molto lavoro per imparare i pezzi. Non ho questa pazienza.

Progetti per il futuro? Come hai intenzione di far evolvere il progetto che gira attorno alla tua musica?
Ho intenzione di pubblicare il mio terzo album su cui sto già lavorando. Mi piace immaginare che potrà essere composto per la cura e il relax, combinando l’osteopatia con ritmi più lenti (credo molto al potere terapeutico della musica). Anche il MAO mi interessa molto per espandere il mio repertorio, ma sicuramente in futuro mi piacerà anche toccare altri stili musicali.

Ultima domanda, che facciamo sempre a tutti. Ipotizziamo di essere in un futuro non troppo lontano. Per qualche motivo strano, l’eredità musicale dell’uomo è nelle tue mani. E devi scegliere quale disco salvare, uno solo. Abbiamo a disposizione solo Sindacato dei sogni (Tre Allegri Ragazzi Morti), Vita Ce N’è (Eros Ramazzotti), Musica per noi (Pop X), Io In Terra (Rkomi). A te la scelta.
Sceglierò Eros Ramazotti, non conosco l’italiano ma posso dire che è molto musicale e sentito e poi lui canta con sincerità, questo mi piace molto. E poi ha pubblicato canzoni che mi riportano alla mia infanzia.

Grazie Jordane per essere stato con Blog della Musica.
Grazie a voi.

Social e contatti

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