INTERVISTA | I “Nascondini” dei Katana Koala Kiwi

É uscito il 14 giugno 2024 su tutte le piattaforme digitali (per Believe Music Italy) il singolo di debutto dei Katana Koala Kiwi, dal titolo Nascondini. Noi li abbiamo intervistati a proposito del loro processo musicale per arrivare a un brano finito, Trieste (casa loro!) e molto altro.

Un nuovo inizio per la band di Trieste Katana Koala Kiwi dedicato a chi vive le relazioni nascondendosi e a tutti gli insicuri che si sentono più vuoti o più vecchi: un piccolo manifesto generazionale che condensa influenze indie-rock di respiro internazionale, la rabbia degli anni Novanta e innegabili vibes di un’estate malinconica. Ecco cosa ci hanno raccontato:

Come raccontano i Katana Koala Kiwi, Trieste e la sua scena musicale, a chi non è di quelle parti? Vi sentite mai troppo distanti dai grandi centri di Roma e Milano?

Ale: Trieste è una creatura strana. Come città di confine le influenze culturali sono una presenza magnifica e costante; allo stesso tempo la città è sempre e da sempre avvolta da un velo di immobilismo. Nonostante tutto ci sono stati e ci sono tuttora molti progetti musicali veramente validi. Personalmente l’unica cosa che invidio a Roma e Milano sono i grandi centri di aggregazione.

Lorenzo: Per me Trieste è un’oasi felice, che ha un gran potenziale, anche musicalmente parlando: conosco ormai varie formazioni musicali ottime cresciute proprio qui. Purtroppo gli spazi e gli eventi per suonare si sono ridotti negli anni e questo è un peccato in quanto la voglia di fare qualcosa di qualità c’è. Non credo che Trieste abbia qualcosa da invidiare a grandi centri come Roma o Milano, sia come città, sia nella sostanza dei suoi musicisti anche se è necessaria una cultura della musica più forte.

Di cosa parla Nascondini, il vostro singolo di debutto?

Ale: Nascondini è una canzone d’amore. Un amore crudo e reale, dove a volte ci si finisce semplicemente per urlarsi addosso. In questi momenti di opposizione non vince però chi ha ragione; non vince proprio nessuno.

E quando, secondo voi, è il caso di nascondersi? Cosa vi porta, personalmente parlando, a essere insicuri e a desiderare di rimanere nascosti?

Ale: secondo me non è mai il caso di nascondersi. Le insicurezze fanno parte della mia vita e della mia sensibilità. Siamo quadri imperfetti, tutti belli e fragili sotto luci diverse. La vita però va affrontata di petto gettando il cuore oltre gli ostacoli.

Lorenzo: Capita spesso di voler sparire un po’ dalla circolazione, credo sia dovuto al fatto che a un certo punto ci possa essere bisogno di una pausa dal mondo, in particolare dalle pressioni, dalle aspettative altrui e le responsabilità che ci sentiamo addosso.

Ascolta i Katana Koala Kiwi

E come nascono in genere i pezzi dei Katana Koala Kiwi? Prima la musica o prima il testo? Chi ha l’input, e poi come si sviluppa il tutto?

Ale: Nel nostro gruppo tutti danno il proprio contributo alla stesura di un brano. General- mente uno di noi porta un’idea, che può essere più o meno sviluppata. Dopodiché tutti lavorano alla propria parte fino a che il risultato finale complessivo non ci soddisfa. I miei testi spesso derivano da riflessioni personali. Ogni verso però deve affrontare il parere finale di tutti.

Andrea: Forse uno dei punti di forza del nostro songwriting è proprio questa contamina- zione continua fra tutti e 5. Tutti ascoltiamo musica diversa, abbiamo influenze diverse. Per quanto possa sembrare strano, finora questo approccio ha dato buoni risultati.

Lorenzo: Direi che spesso si parte dall’aspetto musicale, Ale o Pietro portano spesso qualche idea grezza. Una volta elaborate le singole parti della canzone, proviamo a porle in sequenza, a volte facendo uso di cambi bruschi tra l’una e l’altra. In questo senso mi piace pensare alle canzoni come a libri dotati di vari capitoli, anche molto differenti tra loro.

Com’è nata la vostra collaborazione con Marco Parlante e Alessandro Giorgiutti (che abbiamo conosciuto come Sesto)? Avete capito sin da subito che erano i nomi giusti per poter lavorare al vostro progetto?

Ale: Marco e Alessandro sono prima di tutto degli amici. Abbiamo conosciuto Marco tan- ti anni fa, e appena abbiamo visto come lavorava, abbiamo subito voluto collaborare con lui. Con Alessandro siamo entrati in contatto grazie a nostro fratello Angelo (Kalpa). Anche in questo caso abbiamo voluto collaborarci sin da subito. Oltre che essere due grandissimi appassionati di musica a 360°, sono due personalità atomiche.

E perchè questo nome: Katana Koala Kiwi? Vi è mai capitato di trovarvi in difficoltà per avere un nome troppo difficile? E in quanti modi è già stato storpiato?

Ale: Il nome è una protesta personale dedita alla riappropriazione dell’utilizzo indebito selle sigle a 3 lettere. E’ sicuramente un nome che cattura l’attenzione e noi siamo e saremo sempre i primi a storpiarlo il più possibile.

Andrea: Bisogna dire però che trovarlo è stato un parto! Ci abbiamo messo mesi prima di trovare qualcosa che convincesse tutti e 5 a livello “sonoro” e concettuale. Ha vinto la volontà di riappropriarsi dell’11esima lettera dell’alfabeto.

Quanto sono importanti oggi i social? E che rapporto avete voi con questi canali di promozione?

Ale: I social sono ormai diventati un vero e proprio biglietto da visita. Il nostro rapporto con questi e vario e in alcuni casi quasi conflittuale. Personalmente preferisco sempre e comunque l’esperienza live.

Andrea: Come band che ha intenzione di promuoversi naturalmente non possiamo farne a meno. Tuttavia cerchiamo di adoperarli in maniera consapevole. Senza esagerare insomma.

E ora?

Ale: Ora? Ora arriva il bello; seguiteci e ne vedrete delle belle, promesso.

Social e Contatti

  • Instagram: https://www.instagram.com/ka.ko_ki/
  • All links: https://bfan.link/nascondini

Tagged with: