INTERVISTA | Katia Pesti: spiritualità in un pianoforte preparato

La pianista Katia Pesti pubblica con la RadiciMusic un meraviglioso lavoro dal titolo Abyss, composizioni per pianoforte, arricchite di preparazioni, suoni, percussioni e voci melodiose curate da Gabin Debirè e Elaine Trigiani. Ecco l’intervista di Blog della Musica

Spiritualità non in senso religioso, sia chiaro. Ma anzi, forse parliamo di un senso estetico di più alto profilo, parliamo di quella spiritualità che compone e che crea, che ricerca e da forma e suono e immagine e sensazione ad un solo pensiero. Pianista, polistrumentista a dir la verità. Ma anche ricercatrice in qualche misura. Toscana di vita, apolide di anima. Katia Pesti con la RadiciMusic pubblica questo meraviglioso lavoro dal titolo Abyss: un lungometraggio di composizioni per pianoforte, arricchiti di preparazioni e suoni, di percussioni e di voci melodiose curate da Gabin Debirè e Elaine Trigiani. Un ascolto prezioso, una delle rare volte che un magazine come il nostro si permette il lusso di oltrepassare i confini del pop industriale. L’ascolto che diviene esperienza e cultura. L’intervista a Katia Pesti

ABYSS: la congiunzione tra il terreno e lo spirituale. Cosa ti ha spinto ad avventurarti in questa impresa?
Guardando il telaio del pianoforte ho riflettuto su un concetto quanto mai evidente e cioè che proprio lì; tra corde, feltri, pelli, metalli, legno, si sviluppa una grande tensione e di conseguenza una grande energia. Dentro questo spazio è possibile immaginare un paesaggio fantastico da percorre e così, in questo senso, posso dire di “essermi avventurata” nei “meandri del pianoforte” e di essere andare in profondità…. ma questo è un concetto metaforico. Se Abyss è la congiunzione tra il terreno e lo spirituale, come dici tu , allora sarà sicuramente in un bel punto di osservazione.

Da dove sei partita: dalla contemplazione del tutto attorno a cui dare musica o dalla musica che è venuta fuori a cui dovevi dare una lettura e una raffigurazione? Insomma, è nato prima l’uovo o prima la gallina?
Certamente l’ambiente, il tutto intorno, mi influenza, ma poi credo vinca sempre la fantasia che trascende da tutto.
In poche parole direi che la musica è uno dei molti riflessi della realtà.

L’immagine che hai restituito al suono, il significato, la lettura che ne deriva. Non pensi siano associazioni personali? E chi ad un brano ci leggerà altro, cosa rispondi?
Più che associazioni direi metafore….
La mia musica non è concettuale, spero che la gente la ascolti con il cuore.

Oggi abbiamo mandato in onda tra le nostre pagine il video del primo singolo estratto: Humanity is divergent. Come mai questa scelta? Forse perchè è uno dei brani più “lineari” del disco?
Grazie per avermi mandato in onda…
Humanity è fluido!

E poi le voci, nello specifico di Gabin Dabirè ed Elaine Trigiani. Vocalizzi, colori più che melodie vocali. Ci incuriosisce la genesi di questi incontri e di questi risultati…
Quando ho pensato di inserire la voce ho pensato alla voce umana come presenza, emissione, soffio. Così parlandone con Aldo Coppola, RadiciMusic, un giorno a casa sua, mi disse: ti piacerebbe Gabin Dabirè?
Gabin Dabirè è un musicista di grande sensibilità; la sua voce è entrata nella tessitura timbrica del pianoforte in maniera perfetta, creando una fusione e un raffinato impasto timbrico.
Elaine Trigiani invece è un’americana che vive in Toscana, che ho avuto modo di conoscere qualche anno fa; il suo modo di parlare, il suo timbro di voce, con quella lieve inflessione mi è sempre piaciuto.  A lei ho chiesto di enunciare le parole di un testo che ho scritto per Abyss, senza caricarlo di significati emotivi.

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