INTERVISTA | Kiave: l’hip hop mi ha preso dalla strada e scaraventato in un flusso creativo ed artistico

KIAVE è un giovane rapper innamorato della cultura hip hop a cui dedica la sua vita. Reduce dal progetto Parole oltre i Muri ha da poco pubblicato il suo disco SteroTelling. Lo conosciamo meglio in questa intervista al Blog della Musica…

Oggi abbiamo ospite al Blog della Musica il rapper KIAVE al secolo Mirko Filice. Ti presenti ai nostri lettori?
Quando stringo la mano a qualcuno mi presento come Mirko, ma in molti mi conoscono come Kiave, il nome con cui mi sono ribatezzato quando avevo 16 e mi innamorai della Cultura Hip Hop, a cui ancora sto dedicando la mia vita, perchè rimane la cosa più importante. Ho letto tanti libri e ascoltato tanti dischi, ma non mi sembrano mai abbastanza, ho un po’ di probemi psicologici (ride) ma sono gli stessi che mi permettono di fare musica, quindi bene cosi.

E’ la prima volta che intervistiamo un rapper. Leggo nella tua biografia che sei campione di freestyle, un abile liricista e un fine compositore della forma canzone più classica… Spiegaci esattamente cosa significano queste qualifiche musicali…
Ho un ottimo ufficio stampa, a cui voglio molto bene (ride). Sono nato come freestyler e ho vinto la maggiorparte delle sfide a cui ho partecipato, mi piace scrivere qualcosa di concreto quindi da lì il liricista, ma sulla “forma canzone classica”, beh ne sono onorato, ma mi viene naturale e forse dipende dalla miriade di musica che ascolto ogni giorno..

L’hip hop… cosa ti ha dato questo genere musicale? Cosa KIAVE dà all’hip hop?
L’Hip Hop mi ha preso da una strada di Cosenza dove le prospettive non erano delle migliori, e mi ha scaraventato in un flusso creativo ed artistico che mi ha portato a girare l’Italia per suonare, mi ha fatto iscrivere all’università, mi ha fatto abitare 8 anni a Roma ed ora da 4 sto a Milano.. mi ha dato tutto quello che ho. Infatti faccio fatica a considerarlo solo un genere musicale, per me è una cultura a 360 gradi, che comprende innumerevoli forme d’arte. Mi dà speranza ed energia ogni giorno, e mi piacerebbe fosse così per tutti quelli che si riempino la bocca del suo nome.
L’Hip Hop è la mia vita, io do la mia vita al’Hip Hop, una sorta di Tao della strada.

Il tuo ultimo disco si intitola SteroTelling. Ce ne parli?
E’ uscito alla fine di Gennaio, è un album incentrato tutto sulla tecnica dello StoryTelling, tecnica di scrittura che mi ha sempre affascinato. E’ un disco diverso dal solito Kiave a cui avevo abituato chi mi segue, ho voluto rischiare cambiando sonorità e anche attitudine di scrittura. Ho cercato di mettere da parte l’ego che ormai contraddistingue la maggior parte dei miei colleghi per dare spazio alla parte comunicativa, so di avere stupito, nel bene e nel male, chi mi ascolta di solito, ma era proprio ciò che volevo, non riesco a fare un disco simile a quello precedente devo cercare sepre nuove formule e nuove sonorità, altrimenti mi annoio… sono fatto male lo so, ma sono fatto così.

Contaminazioni e ispirazioni. KIAVE che musica ascolta?
Ti stupiresti, ascolto molta muscia, ma sempre di matrice black. Amo il funk e in particolare il rap underground americano, ma non disdegno il cantautorato italiano di chi sa scrvere e sa emozionare, insomma la lista sarebbe davero lunga.

Un progetto bellissimo con alcuni detenuti del carcere di Monza hai sviluppato negli ultimi anni che è sfociato nella pubblicazione del disco Parole oltre i Muri. Vorrei che tu ce lo raccontassi.
E’ un’esperienza nata grazie alla collaborazione con l’associazione “Razzismo brutta storia”, strettasi con la nascita del progetto “Potere alle parole” che cerca di sensibilizzare le persone alla lotta contro le discriminazioni tramite l’ausilio del musica Rap e della cultura Hip Hop in generale. Ormai l’esperienza è abbastanza avviata, essendo alla terza edizione, ma per me è sempre fonte di arricchimento culturale, artistico, ma sopratutto umano, dato che imparo sempre qualcosa sia dalla situzione che dai ragazzi detenuti. Il mio obiettivo è quello di portare la cultura Hip Hop all’interno di posti dove può attecchire e può fornire i mezzi per permettere alla gente di esprimersi. Spesso abbiamo una visione distorta di questa cultura, e spesso molti artisti che vediamo in TV si dimenticano da dove tutto ciò è partito, cioè dale strade: da un foglio, una penna, delle rime, un beat e una storia da raccontare. Tutto molto semplice.

Sarebbe bello che questo progetto fosse da esempio per altri cantanti o musicisti, non credi? Consiglieresti di provare un’esperienza musicale di questo genere?
Assolutamente si! Però ci vuole una gran forza d’animo e solidità emotiva per entrare ed uscire dal carcere ogni settimana, superari i controlli… ma un rapper dovrebbe avere di default queste cose nel suo bagaglio personale.

Per concludere la nostra chiacchierata raccontaci dove potremo seguirti nei prossimi mesi.
Avrò altre date legate allo StereoTellingTour sempre con Gheesa, basta seguirci sui social per scoprire dove, e altri progetti in cantiere, ma sempre sul web sarà facile tenersi informati.

A presto KIAVE e grazie per essere stato con noi.
Grazie a voi del Blog della Musica, a presto.

Info: https://www.facebook.com/kiaveofficial/?fref=ts

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