Kublai ha pubblicato il suo primo album omonimo | Recensione

E’ uscito il primo album di Kublai dall’omonimo titolo Kublaiun nuovo capitolo del progetto solista di Teo Manzo che segue il precedente singolo pubblicato a settembre Orfano e Creatore. Eccovi la nostra recensione

Copertina del disco omonimo di Kublai

Kublai, la copertina del suo primo omonimo album

Quello di Kublai è un mondo complesso, esattamente a metà tra la Milano del 2020 colpita dalla pandemia e le storie dei secoli passati dell’Europa Centrale, dove c’era Kublai Khan, nipote di Gengis Khan, rinchiuso nel suo suo sfarzoso palazzo, completamente solo. Teo Manzo, che decide di condividere il nome di Kublai per il suo progetto solista, si muove nell’ambito del cantautorato alternative, senza dare prioritaria importanza al testo, come se quelle del disco fossero le parole di un mondo lontano, che bisogna sforzarsi davvero per interpretarle. Tra i temi, anche quello della singolare amicizia tra Kublai Khan e Marco Polo, uno sempre fermo, l’altro pieno di racconti provenienti dal mondo esterno.

Chitarre che si intrecciano, ad avvolgere questo mondo splendente, piccole felicità in quest’universo triste. Difficile capire quali siano le influenze di Teo Manzo, che offre un disco d’esordio che non ha eguali, che non si riesce ad incastrare in nessuna scena, a paragonare a nessun altro. Un progetto strano, che però non suona strano, anzi, ci accoglie come fossimo a casa, come se tornassimo da un lungo viaggio, piuttosto stanchi e piuttosto tristi.

Un disco che quasi bisogna ringraziare che sia uscito nel 2020, che ci porta lontanissimo, pur facendoci restare a casa.

«La piena realizzazione di un intento comporta, al fondo, la sua perdita. Questo è il non detto che riecheggia in tutte le stanze di Kublai, un album diviso in tre respiri o movimenti, e composto di arie, più che di brani in senso stretto. Le canzoni, infatti, non coincidono con le tracce del disco, ma vi sono annegate a forza, e solo a tratti riaffiorano dal magma sonoro, con intenzione certamente melodica, ma forma incompiuta. Incompiuta, forse, per non completare troppo in fretta quella perdita.»

Ascolta il disco di Kublai su Spotify

Social e Contatti

  • Facebook: https://www.facebook.com/kublaismusic/
  • Instagram: https://www.instagram.com/kublaismusic/

Tagged with:

Leave a Reply

sedici − sedici =

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.