INTERVISTA | La Bottega del Compensato e il rock autoctono

La rock band La Bottega del Compensato formata da Enrico Baccan alla voce, chitarra e tastiera, Giacomo Ferrari, voce e chitarra, Edoardo Bega, voce e basso, nata tra Rovigo e Padova ha pubblicato per Dimora Records l’album Autoctoni. Blog della Musica li ha intervistati…

Blog della Musica ospita la band La Bottega del Compensato. Ciao e benvenuti: in poche righe vi presentate ai nostri lettori?
Siamo 3 ragazzi con la voglia di stare insieme, suonare e divertirci. Facciamo questa cosa da circa 3 anni e non ci è ancora passata la voglia.

Com’è fare musica nella bassa padana?
Come farla da qualsiasi altra parte penso. Non abbiamo il mare da cui ispirarci, però le poco volte che lo vediamo ne cogliamo più sfumature. Il luogo ha un certa importanza, è vero, ma con marginalità. Contano di più le esperienze che si fanno e i pensieri che si hanno nella testa per fare musica.

Quali sono gli artisti che ascoltate e dai cui vi lasciate ispirare nella scrittura musicale?
Ascoltiamo tante cose. Dal rap al reggae, dal pop all’hardcore. Non ascoltiamo nessuno dicendo “Vogliamo fare una canzone tipo questa”. Ascoltiamo chi ha veramente qualcosa da dire. Poi l’ispirazione arriva indirettamente.

Avete partecipato a moti contest importanti tra cui Arezzo Wave. Che tipo di esperienza avete portato a casa?
Bellissime esperienze, non tanto per i concorsi in sè, ma per la possibilità di entrare in contatto e poter collaborare con altre band e addetti del settore. Però siamo sempre tornati da quei concorsi un po’ arrabbiati, principalmente per il fatto che non ci venivano garantite le birre, o al massimo una, e queste cose non si fanno.

Parliamo ora di Autoctoni, il vostro album. Che disco è questo nuovo lavoro della Bottega del Compensato?
Autoctoni
è una raccolta, di immagini, sensazioni, critiche, di vite quotidiane. E’ sincero e senza pretese. Vuole essere un disco semplice, legato alle nostre radici.

Leggi l’articolo su Autoctoni

E’ un disco che entra in testa, facile da ascoltare e assimilare. Pezzi corti e diretti.
Che è un po’ la nostra concezione di fare musica. Le canzoni lunghe stancano tutti.

Siete soddisfatti del risultato raggiunto da Autoctoni?
La gente ci ha detto che è piaciuto, e stanno continuando ad ascoltarlo. Quindi sì, ci sta. Ci piace.

Se potessi ascoltare un unico brano del vostro nuovo disco, quale dovrei ascoltare? Perché?
Forse Nausea. E’ il pezzo che più suona di Bottega. In autoctoni abbiamo usato strumenti e sonorità che fino a li non avevamo mai toccato. In Nausea si ritrovano le cose che ci son state fin dall’inizio e meglio riescono a descriverci.

Che cosa ci raccontano i testi di Autoctoni? Quali sono gli argomenti trattati in questo album?
Raccontano di noi, delle nostre esperienze e pensieri maturati negli ultimi anni.

Raccontano quello che ci frulla in testa in un determinato periodo. I testi raccontano di noi. Chi ci conosce bene come persone, probabilmente saprebbe distinguere quale pezzo è scritto da uno piuttosto che un’altro. Bello.

Dal punto di vista musicale, invece, come lo descrivereste il vostro disco?
Rispondere a queste domande è sempre parecchio complicato, per il semplice fatto che tu la fai questa musica, la suoni. Hai una percezione tutta tua sulla cosa.

A differenza del primo Ep Gite fuori Porto, questo disco di certo si inoltra in sonorità e ritmi più incalzanti in alcuni pezzi, leggermente più spinti. In altri troviamo invece un sacco di tastiere, e poche chitarre.

Diciamo che semplicemente ci siamo fatti guidare da quello che ogni pezzo richiedeva. Lo abbiamo assecondato.

E’ uscito da pochi giorni il video del singolo estratto Nausea. Come è nato e chi vi ha coadiuvato nella realizzazione?
Aveva nevicato. Marce (Marcello Mischiatti) mi chiama e mi dice “ Edo! Voglio farvi un video sulla neve”. Io gli rispondo “Ci sta”. Abbiamo fatto il video. Un paio d’ore di riprese dato il tempo, il freddo e il sole del pomeriggio ormai calante. Le improvvisate ci piacciono sempre.

Per chiudere: voi che vivete tra Rovigo e Padova, com’è la scena musicale in queste zone?
Il pubblico spesso è dormiente. Band ce ne sono. Oddio, nemmeno troppe in realtà. Però in effetti, diverse cose carine se ne tirano fuori. Non è il massimo, ma ci stiamo impegnando per renderla più cool.

Potete ascoltare l’intervista a La Bottega del Compensato di Underground Playlist

Info: https://www.facebook.com/labottegadelcompensato/

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