Lara Groove: tanti concerti e tutte le cose belle della musica…

I Lara Groove intervistati dal Blog della Musica: il gruppo, formatosi nel 2014 e composto da Antonella Miccoli, Stefano Garavaglia, Ivan Giussani, Stefano Molteni e Fabio Ferlisi, sta promuovendo il suo primo EP…

Ciao Lara Groove per conoscerci meglio iniziamo dal nome: ce lo spiegate?
È una storia che parte da lontano, da prima che la band avesse la formazione attuale. In origine il gruppo si chiamava Io Lara e la sua amica, frase pronunciata dalla cantante in una serata di racconti e birrette. Poi il progetto è cresciuto, è entrato un altro elemento nella band e abbiamo preferito “accorciare”: Lara ci piace molto e l’elemento che unisce tutti e 5 i componenti del gruppo è il groove. Eccoci… Lara Groove.

Chi sono i componenti dei Lara Groove e come si sono conosciuti?
Antonella Miccoli alla voce, Stefano Garavaglia voce e sintetizzatori, Stefano Molteni alla chitarra, Ivan Giussani al basso e Fabio Ferlisi alla batteria. Bassista, batterista e chitarrista suonavano già insieme nei Juicy Shoes, band indie rock in attività fino al 2012. Al termine di quel progetto hanno deciso di riprovarci, questa volta con un’idea sonora diversa, più vicina al funk e al soul: il primo passo è stato coinvolgere Antonella che ha caratteristiche vocali con molte affinità soul; il successivo, nel 2014, integrare nel progetto Stefano, più vicino all’ambiente reggae e dub.

Sulla vostra bio c’è scritto: cantano in 2 e suonano in 3. Chi invece scrive le canzoni?
Principalmente Stefano, il cantante. Ma ognuno porta in studio le proprie idee, musica e parole sono aperte a qualsiasi variazione e intervento fino a quando non siamo tutti soddisfatti del risultato. È bello avere questo tipo di libertà, tutti facciamo tutto.

Quali sono le vostre influenze musicali? E quali i generi musicali che traspaiono dalle vostre musiche?
Il sound nasce dall’unione delle nostre passioni riconducibili alla black music e alla bass music. Tutte le canzoni sono originali, in lingua italiana e nascono unendo influenze Soul, Reggae/Dub, Rap e Funk. Un nostro brano non è chiuso se non c’è dentro almeno un pezzetto di ogni genere che amiamo. Siamo legati agli anni ’90, alle sonorità dei primi Casino Royale, 99 Posse e Subsonica: siamo molto felici quando questo lato traspare nelle nostre canzoni. Non abbiamo un particolare gruppo a cui ci ispiriamo, ultimamente siamo presi con D’Angelo, J Dilla, Hiatus Kaiyote, Kendrick Lamar e Anderson Paak, senza dimenticare le origini… e quindi Marvin Gaye, James Brown e Erykah Badu.

Avete da poco pubblicato il vostro primo EP. Soddisfatti o col senno di poi vorreste modificare qualcosa?
Soddisfatti. È il nostro primo lavoro in studio, un punto di partenza. Raccoglieremo tutte le esperienze e le occasioni nate con l’EP di esordio per migliorarci e fare nuove produzioni sempre più mature.

5 brani compongono il vostro disco d’esordio. Ce li descrivete?
Le canzoni raccontano in modo intimo la nostra quotidianità: vita, lavoro, sentimenti, confronto, ambizioni e paure, politica e cronaca.
Hello World, brano di apertura, nasce dalla cronaca che ha riguardato la redazione di Charlie Hebdo, in occasione degli attentati terroristici del 2015. Il testo punta il dito contro l’utilizzo dei Social Network e del “marketing delle opinioni”.
Nuvole è un respiro a pieni polmoni. Traduce l’esigenza di guardare dall’alto con serenità la città e i suoi ritmi, come da sdraiati su una nuvola, lontano da chi senza pudore si impone di arrivare primo ad ogni costo.
C.A.O.S. (Cerco Appigli o Soluzioni), parte da una citazione di “Invisible Monsters”, libro di Chuck Palahniuk e racconta di una ragazza in difficoltà nella società in cui vive, la nostra.
Nonostante tutto è una sorta di carta d’identità di Lara: determinazione e fragilità, velocità e caos, riflessione e intimità.
Liberi Di è un brano che da un punto di vista privato delinea un profilo umano all’interno di un sistema di regole e rappresentanza, ad esempio lo Stato Italia, che lo porta a illudersi, ad annoiarsi, a perdersi. Il messaggio vuole essere di alternativa alla quotidianità, o di “quotidianità alternativa”.
Cercare un “riparo dalle interferenze” è la necessità che emerge nei brani dell’EP, che esorta a vivere senza maschere, ad essere se stessi, a superare le barriere mentali, sociali e sentimentali.

A quale di questi cinque brani siete più legati o quale vi rappresenta di più?
Il legame più forte è con Nuvole. È stato il primo ritornello che il pubblico ha urlato insieme a noi, un’emozione veramente forte. Oggi ci sentiamo più rappresentati dal sound di Hello World: il mix tra rap e soul è la direzione che stiamo prendendo.

Questo EP rimarrà un lavoro a sé oppure anticipa qualcosa di più nutrito tipo un full lenght?
Per ora possiamo solo dirti che stiamo lavorando su nuovo materiale e che presto torneremo in studio.

Prima di lasciarci, raccontateci quali progetti avete in serbo per questo 2016.
Ci stiamo dedicando principalmente alla promozione del nostro primo lavoro. Quindi tanti concerti (non bastano mai, dovranno diventare tantissimi), interviste e tutte le cose belle che capitano quando presenti un disco. Però, come dicevamo, stiamo già lavorando su nuovo materiale: non abbiamo ancora un’idea precisa sulle date, ma stiamo già delineando il percorso che ci porterà alla produzione di un nuovo EP.

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