INTERVISTA | I Leda liberi dal “Pulviscolo”

I Leda sono una band alternative rock nata dall’incontro fra Serena Abrami, Enrico Vitali, Fabrizio Baioni e Mirko Fermani. Memorie dal futuro è il loro disco d’esordio, uscito qualche mese fa e segnalatosi per alcune canzoni molto intense, come per esempio Pulviscolo, l’ultimo singolo da cui è stato tratto un video poetico e suggestivo. Abbiamo intervistato la band.

Diamo il benvenuto ai LEDA. Ciao, partiamo proprio da Pulviscolo: mi raccontate qualcosa del nuovo video?
Il video nasce dall’incontro con i ragazzi della Caos Crew, un collettivo di artisti con varie competenze che abbiamo conosciuto quasi per caso. Con loro c’è stata subito intesa, sia professionale che umana e così li abbiamo lasciati liberi di scegliere una canzone dell’album che più li poteva ispirare. La scelta è ricaduta su Pulviscolo ed è così che una volta che ci hanno presentato le loro idee, ci siamo messi al lavoro.

Il tema ruota attorno all’importanza di saper cogliere gli attimi di silenzio, apparentemente vuoti, come preziose occasioni di concentrazione su noi stessi, sul nostro io. Il “non fare nulla” non è sempre tempo perso e dovremmo tutti integrare momenti come questi nelle nostre esistenze, spesso troppo veloci e rumorose. Il video è stato girato lo scorso settembre nell’arco di una giornata. Le competenze dei ragazzi della Caos unite alla loro umanità hanno creato un ambiente nel quale ci siamo trovati subito a nostro agio, soprattutto durante la parte in cui suoniamo.

Il vostro disco, uscito ad aprile, è Memorie dal futuro: raccontate qualcosa di ispirazioni e realizzazione di questo album?
L’album è il frutto di tante prove passate insieme ad improvvisare e, ad essere sinceri, non l’abbiamo pensato molto. Abbiamo suonato in maniera del tutto “libera” esaltando il sound di ognuno di noi. Per altri brani il processo creativo è stato diverso, Serena portava un’idea e poi si costruiva insieme tutto il mondo sonoro intorno. Per alcuni brani, una volta pronta la parte musicale, abbiamo preso alcune poesie dello scrittore Francesco Ferracuti e le abbiamo riadattate a testo dove ne avevamo bisogno. Pochi mesi dopo l’inizio di tutto questo, eravamo già all’Indipendente Recording Studio di Nicola Giorgetti a registrare. Lo studio è posizionato nel cuore delle Marche, a Matelica, immerso nel verde e circondato dalle montagne e questo ci ha ispirati ulteriormente.

Una cantautrice, con una propria carriera ben avviata, e una band: come sono gli equilibri interni?
Siamo tutti cantautori in realtà, se per cantautori si intende cantare e suonare le proprie idee, piuttosto che uno stile musicale. Serena viene da un percorso solista che l’ha portata ad incidere due album sotto il suo nome, tuttavia ha sempre ragionato come band ed ha iniziato a scrivere brani proprio all’interno di un gruppo quando aveva diciassette anni. Enrico, alla chitarra, è stato per tanti anni frontman della band alternative rock Disorder, in cui, oltre a suonare, scriveva testi e metteva voce. Fabrizio, oltre ad essere batterista, produce i suoi pezzi sotto il nome Cirro, così come Mirko, oltre a suonare il basso, è autore del progetto Juno Verne. Inoltre, Serena ed Enrico scrivono, cantano e suonano insieme in una band che si chiama Bankey Moon.

Le nostre esperienze diverse hanno portato a fondere stili ed idee. C’e rispetto reciproco. Siamo allineati tra noi e fedeli ad una comune attitudine!

Mi sembra che nel disco ci siano suoni che traggono ispirazione dal rock alternativo italiano anni ’90: quali sono i vostri mostri sacri?
Assolutamente. Pur venendo da formazioni ed esperienze musicali diverse, la cosa che ci accomuna è l’aver vissuto ed ascoltato gli anni dei C.S I., Marlene Kuntz, Disciplinatha, Scisma, Verdena, Üstmamò e tantissime altre band anche sconosciute che facevano parte di quella straordinaria ondata nei 90’s. C’è da dire però che anche la musica straniera ci ha influenzati parecchio, forse anche più di quella italiana.

Come sono i Leda dal vivo?
Sinceri, onesti, carichi di emozione e di voglia di lasciare qualcosa al nostro pubblico. Per noi il live è essere vivi e soprattutto essere i veri noi stessi. Il palco è il nostro rifugio, il nostro stare bene, la dimensione ideale.

Speriamo sempre che questo passi anche a chi ci ascolta per la prima volta.

Social e Contatti

Facebook: https://www.facebook.com/ledaltrock/

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