INTERVISTA | I Lex Audrey e le loro vibrazioni positive

Nikklas Pilcher è la “mente” dei Lex Audrey un gruppo proveniente da Kirchdorf, Linz, Vienna. La band ha pubblicato il nuovo album No Intention of Changing the World e Nikklas ha risposto alle nostre domande per raccontare questo disco ai lettori di Blog della Musica

L’8 Febbraio è uscito il vostro nuovo disco No Intention of Changing the World. Come mai questo titolo?
L’aspetto positivo di questo titolo è che va dritto al punto, a ciò di cui questo album vuole parlare. Ricordo perfettamente come, dopo aver scritto la title track e averla chiamata appunto No Intention of Changing the World, mi stupii del fatto che questo titolo sarebbe andato bene anche per tutte le altre canzoni del disco.

Sul comunicato stampa leggiamo che questo album “a tratti può disturbare i pensieri di chi lo ascolta, pur lasciando alla fine vibrazioni senza dubbio positive”. Cosa significa?
Credo che sia perché i testi tendano ad essere molto provocanti, ecco perché credo di potervi disturbare, ma quando penso all’album in generale, una raccolta di canzoni che sono state messe insieme per creare un nuovo significato rispetto ai singoli significati di ogni brano, allora credo che vi lasci con un certo ottimismo per il futuro. L’ultima frase del disco è I’m tired of being powerless […], get old and live the dream, my dear […] …credo parli da sola.

Il tema comune di tutte le tracce del disco è quello dell’impatto della tecnologia digitale sulla società. Ci puoi spiegare meglio questa cosa e quali sono i tuoi pensieri a riguardo?
Ci sono tante cose di cui parlare quando si tratta di tecnologia digitale. Che sia il fatto che guardiamo i nostri cellulari quasi tutto il giorno, come siamo influenzati dai media, come influenziamo gli altri attraverso i media, come cambia la modalità in cui noi interagiamo con gli altri e così via. Credo che avere a che fare con la tecnologia digitale richieda prudenza e nel disco canto di situazioni in cui questa manca.

Le grafiche del disco sono molto belle e interessanti: cosa sta dietro alla decisione di utilizzare solo foto senza copyright prese dal web?
Nell’album parlo molto spesso di come noi usiamo Internet e di come sul web spesso le cose sono presentate in un modo che non rispecchia la verità. Quindi l’idea di creare in qualche modo un “fake” per l’artwork del nostro disco mi è sembrata perfetta. Inoltre trovo che sia piuttosto divertente che non ci sia una storia personale dietro alla cover del disco e che io non sappia neppure chi siano quelle persone!

Come si è evoluto il suono dei Lex Audrey dai precedenti album a quest’ultimo?
Dopo aver fatto uscire l’EP GodGiven volevamo provare qualcosa di più diretto. Usiamo meno riverbero e più compressione e questo credo che si sposi alla perfezione con le tematiche che affrontiamo e con lo stile di scrittura dei nostri nuovi pezzi.

Quali sono le vostre influenze principali?
Domanda difficile, ma credo le nostre influenze musicali principali siano Bon Iver, Radiohead e James Blake (per nominare solo i più famosi). Ma credo non ci siano limiti quando si tratta di attingere da qualcosa che ti piace per creare qualcosa di personale, quindi direi che siamo stati influenzati anche dalla musica classica  ma anche dal jazz o addirittura dalla techno.

Cosa viene prima nel vostro processo creativo? La musica o l’idea?
Ogni canzone è un mondo a sé. Non posso forzare la creatività ma il più delle volte ho una tematica o un soggetto specifico che mi gira nella testa da qualche giorno o a volte anche mesi e quindi provo a trovare un modo per esprimerlo. La scrittura della musica arriva solo quando sono certo di come voglio che questa idea suoni.

Sarete in tour in Italia a Marzo per 3 settimane. Cosa dobbiamo aspettarci dai vostri live? Come definireste il rapporto che avete col pubblico dei vostri concerti?
Si, non vediamo l’ora! Amiamo suonare dal vivo, non si sa mai cosa può succedere sul palco e ogni concerto è speciale a modo suo. Non vediamo l’ora di incontrare tante fantastiche persone e farci nuovi amici in Italia 🙂

Avete un “motto”?
Non lo definirei un motto ma quando abbiamo deciso di chiamarci Lex Audrey abbiamo unito la parola latina Lex (legge) con Audrey Hepburn. Quindi in pratica il nostro nome significa “la legge di Audrey” (Mrs. Hepburn si divideva tra il suo ruolo da attrice e quello di ambasciatrice per l’UNICEF. Tutti la conoscono come la donna più bella del secolo, ma solo in pochi sanno di quanto fosse impegnata nel sociale) che suona molto drammatico ma noi volevamo dire che a volte bisogna andare oltre alla facciata per conoscere il vero valore di qualcosa.

Quali sono i vostri progetti futuri?
Sta per uscire il nostro primo full album e questo è un grosso passo per noi. Ora vogliamo che la nostra musica sia ascoltata quindi ora ci concentreremo sull’attività live e sul rapporto con i nostri fan 🙂

Info: https://www.facebook.com/lexaudreymusic/

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