INTERVISTA | Limbo Neutrale: “non siamo predicatori d’amore”

Limbo Neutrale è una band alternative metal, ma è anche il titolo di un romanzo scritto dal chitarrista Marco Germani. E il libro è il punto di partenza di un progetto multimediale molto vasto che comprende letteratura, musica e arti visive. Abbiamo intervistato i Limbo Neutrale e ci siamo fatti raccontare un po’ di cose…

Diamo il benvenuto ai Limbo Neutrale su Blog della Musica: ciao, in poche righe vi presentate ai nostri lettori?
Marco: Sono un chitarrista, compositore ed insegnante di musica da oltre 20 anni, ho diversi progetti cover ma scrivo anche inediti e sono il direttore di un’associazione culturale che lavora anche come piccola etichetta discografica, la mia vita è musica e credo sia giunto il momento di presentare anni di lavoro con una veste nuova e dei giovani interpreti.

Sofia: Non siamo mainstream. Non siamo allegri, carini e coccolosi. Non siamo predicatori d’amore. Siamo Limbo Neutrale. Non mi viene in mente definizione più semplice.

Una band ispirata dal titolo di un libro. Come mai?
Marco: Nel 2012 ho scritto un romanzo ucronico dal titolo Limbo Neutrale che parla di un chitarrista manipolato da gruppi di potere che scompare e finisce in un’altra dimensione. È pronto il seguito che parla di un gruppo di ragazzini che vogliono salvare il mondo andando in giro a suonare le cover del chitarrista scomparso, da qui l’idea di reclutare giovani leve per “mettere in scena” il secondo capitolo, ovviamente suonando dal vivo!

Sofia: Perché è l’origine di questo progetto. Una sorta di fonte di autoispirazione.

Riccardo: Il progetto Limbo Neutrale ha come scopo quello di riprodurre a livello audio-visivo quella che è l’essenza del romanzo.

Diego: La band di Limbo Neutrale si è formata per portare alla luce l’omonimo progetto creato da Marco.

I vostri inizi con la musica come sono stati?
Marco: Ho studiato musica classica dai 9 ai 18 anni, ma già dall’inizio delle scuole superiori mi sono dedicato maggiormente alle band e allo strumento elettrico, una volta terminate le superiori mi sono iscritto al C.P.M. Di Milano, ho preso il diploma, ho cominciato a insegnare e ho continuato a suonare, sono passati rapidamente più di 20 anni ed eccomi qua con la stessa voglia di un tempo e un mondo molto differente da scoprire.

Sofia: Il mio è stato un po’ banale. Ero il classico caso di poppante che si nasconde dietro al padre quando ci sono estranei adulti nel suo territorio e che non è carina quando altri bambini le danno fastidio. Con la musica mi sento bene e riesco ad essere me stessa, ovvero una psicopatica. Fine.

Riccardo: Mi sono avvicinato alla musica all’età di 9 anni, sono riuscito successivamente a coltivare questa mia passione ad oggi indispensabile.

Diego: Fin dalla prima esperienza musicale in prima media sono rimasto affascinato da questo mondo difficile, ma costantemente affascinate. E il fatto di essere arrivato al punto di far parte di un progetto musicale mi appaga sempre di più.

Quali sono gli artisti che influenzano le vostre scelte musicali?
Marco: Io ascolto quasi tutti i generi musicale, ma se parliamo di Limbo Neutrale potrei dire: Nine Inch Nail, Skunk Anansie, Marylin Manson, Metallica, Nirvana, Guns N’ Roses, 30 Seconds to Mars, Radiohead, A Perfect Circle, Muse, Pink Floyd, Foo Fighters.

Sofia: Tanti. Troppi. Tendo a cercare ispirazione ovunque, non solo nel metal. Magari non nella trap. Quella no.

Riccardo: Le band più influenti sono sicuramente artisti come: Nine Inch Nails, Steve Vai, Marilyn Manson, Guns N’ Roses, Nirvana, Skunk Anansie, Thirty Seconds To Mars, Radiohead, Megadeth e Metallica.

Diego: Sicuramente artisti come Marilyn Manson, 30 Seconds To Mars, Nirvana, Guns N’ Roses e Megadeth ispirano il progetto di Limbo Neutrale, però anche artisti come Opeth, Muse, Red Hot Chili Peppers, Pink Floyd e molti artisti italiani influenzano il mio pensiero musicale.

Essere emergenti ora. Essere una band ora. Che Italia discografica vi trovate davanti?
Marco: Essendo il più vecchio devo dire che purtroppo l’ambiente si è molto degradato e, in confronto ai fantastici anni ’90, dove la musica live era considerata il massimo assoluto, pensare agli influencer, ai talent, alla trap e agli youtuber come dei “miti” mi intristisce molto, perché significa che il successo è fatto solo di like e follower, gente che sta dietro a un display e non è nemmeno disposta ad uscire di casa per venire a sentirti. Penso che il web sia interessante perché permette a tutti di esprimersi e di farsi conoscere, ma è gestito male, soprattutto a livello social perché non esiste “meritocrazia”, ma solo tendenza, ad esempio i Nirvana il loro successo se lo sono meritati sul serio perché hanno girato il mondo suonando ovunque prima di essere notati e fare il salto, gente come Young Signorino o i vincitori dei vari talent sono costruiti a tavolino e non possiedono un vero background. Si fa promozione prima della produzione e credo che l’originalità e il talento in questo modo vengano meno, sono i media che comandano e manipolano i gusti delle persone. Limbo Neutrale tratta proprio questo argomento, vi consiglio di leggerlo.

Sofia: Un’Italia che ci darà del filo da torcere. Dopotutto facciamo un genere che non è affine ai gusti moderni della massa. Diciamo che sono più speranzosa per il mercato musicale estero. Ma chi lo sa. Magari otterremo dei risultati inaspettati. Lo scopriremo solo vivendo.

Riccardo: L’Italia discografica di oggi si basa sulla promozione di generi musicali ben determinati e di moda. Limbo Neutrale si discosta dalla massa e porta avanti un progetto fuori dagli schemi.

Diego: Nell’Italia discografica di oggi è molto difficile emergere se non fai un tipo di musica molto commerciale, ma non è detto che artisti validi di altri generi più di nicchia, che comunque si sono impegnati a seguire un progetto più elaborato, non possano essere riconosciuti allo stesso modo di artisti che seguono l’onda della musica commerciale.

Ci parlate del vostro progetto artistico?
Marco: Stiamo lavorando su diversi fronti: il live per mettere in scena cover e inediti con un filo conduttore, una serie di singoli con videoclip per attirare il pubblico online, dei featuring con amici per non rimanere solo una band, sviluppare il potenziale creativo e la personalità di ogni membro della band come se fossimo degli attori che interpretano dei personaggi, raccogliere feedback e fan.

Diego: Il nostro progetto artistico si basa sulla rappresentazione e il riadattamento live delle canzoni facenti parte dei diversi album riguardanti il progetto di Marco Germani e anche di cover ispirate al mondo di Limbo Neutrale.

Sofia: Principalmente siamo orientati sul metal e trattiamo tematiche oscure, ma non è così semplice a mio parere. Preferisco lasciare che sia chi ci ascolta a dire cosa facciamo.

Abreaction è il primo brano che andrà a far parte di un disco. Potete raccontarci qualcosa a proposito?
Marco: Da quest’anno mi muoverò a singoli e videoclip, poi pubblicherò un album, credo come Marco Germani, quello che conta è che ogni brano avrà una tematica legata alla mente e alla psiche, questo brano parla di disturbi post traumatici, Sofia è stata molto brava nello sviluppo di melodia e testo e ha trovato nel songwriting un modo per espandere la sua personalità.

Sofia: L’album sarà incentrato sui ricordi di un uomo che riaffiorano in modo non naturale. In questi ricordi fuoriescono dubbi su ciò che lo circonda e ci saranno delle voci che lo intimoriranno o lo guideranno in questa ricerca di se stesso. Abreaction è un avvertimento, un segnale d’allarme per prepararmi a ciò che segue.

Diego e Riccardo: In questo brano si è voluto creare un sound forte, ma anche molto ritmato, accompagnato da un testo introspettivo nato dall’idea di una seduta psicoanalitica e legato al concetto di abreazione ovvero un processo di scarica di emozioni legate a un evento traumatico rievocato dal soggetto.

E il video di Abreaction? Come è nata l’idea e chi vi ha aiutato a realizzarlo?
Marco: Ho immaginato la sezione ritmica incatenata perché musicalmente è proprio così: la melodia può muoversi liberamente, ma l’accompagnamento deve restare incastrato, e poi avevo bisogno di qualcosa di interessante per non renderlo solo un video live, ci sono anche dei richiami ad oggetti usati nel romanzo: spada, sfera, saio, ecc.

Sofia: Come primo video pensavamo a un video live, ma abbiamo voluto aggiungere uno stile grottesco e rozzo che potesse ricordare quello dei video musicali hard rock degli anni ’80, magari anche lo stile di Alice Cooper o dei Manowar. Di certo non ce l’avremmo fatta senza l’aiuto di Elisa Collimedaglia e Davide Pagliano per le riprese e le luci. La spada è un piccolo omaggio al libro.

Riccardo: Il video di Abreaction ci vede incatenati a un muro dalla nostra cantante. La realizzazione è stata possibile grazie a Elisa Collimedaglia e Davide Pagliano per quanto riguarda riprese, editing e luci. È stato girato nella cantina della sede di After Life Music Dimension.

Diego: L’idea del video nasce dal fatto di creare una situazione nella quale i vari componenti della band sono stati incatenati dalla cantante come per indicare l’abreazione di un ricordo anomalo insito nella mente di probabile paziente. La realizzazione del video è stata possibile grazie alla disponibilità di Elisa Collimedaglia e di Davide Pagliano per le riprese e le luci ma anche alla possibilità di girarlo all’interno della cantina sotterranea dell’associazione musicale  After Life Music Dimension.

Di quale messaggio volete essere portatori con la vostra musica?
Marco: Un po’ di sana trasgressione in un mondo ormai bidimensionale, l’energia che si sprigiona quando ti incazzi e ovviamente una storia inquietante e fantasiosa.

Sofia: Io sono dell’idea che non ci sia un solo messaggio da trasmettere. Di certo non ci metteremo a fare canzoni d’amore o comunque temi molto allegri.

Riccardo: La musica non deve essere solo business, ma anche e soprattutto passione.

Potete anticiparci qualcosa sui vostri prossimi progetti musicali?
Marco: Ognuno di noi è impegnato in più progetti, sia cover che inediti, per quanto mi riguarda sarò più costante con la produzione di singoli e vorrei suonare un po’ live con questa band perché è fatta con giovani talenti ed i loro coetanei li devono prendere come esempi, come è stata per me una grandissima terapia la musica ai tempi spero lo sia anche per loro, i periodi bui bisogna accedere le luci per farsi notare.

Sofia: Di certo c’è l’album in fase di sviluppo ma anche progetti live e qualunque altra cosa ci riservi il futuro.

Diego: Sicuramente ci sarà l’uscita del nuovo album musicale collegato al singolo uscito e anche vari concerti in diversi locali per promuovere il progetto.

Grazie della vostra presenza su Blog della Musica

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