INTERVISTA a Lisa Giorè: in esclusiva il suo nuovo video

Ve lo abbiamo presentato in anteprima questa mattina: il primo video ufficiale di Lisa Giorè si intitola Scarse prospettive ed è Blog della Musica a lanciarlo al pubblico prima di tutti. Di seguito l’intervista a Lisa…

Le vie dell’insonnia di Lisa Giorè è un altro prezioso esordio in rosa sulla scena della nuova canzone d’autore italiana. Lisa Giorè canta una sua intimità spirituale non sempre con una chiave leggera e serena quanto piuttosto con tonalità scure e introspezioni che oseremmo definire “primitive”, ballando con gustose metafore e una poesia tutt’altro che privata. Il primo video, un singolo che a dispetto a tutto ciò che ci ha abituato fino ad ora la Giorè, ha un mood primaverile, scanzonato e ricco di riferimenti pregiati. Forse il brano più importante di un disco che si gioca belle carte in questa prima partita di critica:

Spiritualità. Questo disco quanto è spirituale e quanto è figlio di una quotidianità di vita?
Dipende che cosa si intende per spiritualità: se si parla di fede in forze soprannaturali o dimensioni ignote, assolutamente no. Sono estremamente razionale e i brani di questo album nascono da situazioni ed eventi ben precisi e reali, nei quali spesso viene descritto anche uno stato d’animo, una variazione umorale: questo disco affronta spesso il tema di una sofferenza, di un dolore che non ha sede nel corpo fisico, ma in quella parte intangibile che costituisce il nostro essere, anima, spirito, o comunque la si voglia chiamare. Solo in questo senso lo definirei un disco “spirituale”.

Spesso ci sono riferimenti notturni, a tratti burrascosi e nefasti. Cosa e quali significati ci sono dietro?
La notte è quella parte della giornata che diventa croce e delizia dei pensatori ossessivi. Le ore notturne diventano un rifugio solitario in cui finalmente ci si può allontanare dal resto del mondo, dove nessuno ci vede e dove ci sentiamo finalmente liberi di dare libero sfogo a noi stessi, dove possiamo piangere lacrime di rabbia, tristezza e frustrazione senza che nessuno ci veda, senza dover dare spiegazioni. La burrasca ce l’abbiamo in testa e con la morte ci andiamo a braccetto ogni giorno.

Una scrittura sicuramente poco lineare e decisamente priva di schemi comuni. Da cosa nascono certi stili e certi design melodici?
Le parole sono il perno di ogni brano, intorno alle quali la musica viene costruita, non è mai il contrario. Quando scrivo un testo, scelgo le parole maniacalmente, possono volerci anche mesi o perfino anni prima che ai miei occhi sia perfetto e al momento di arrangiare il brano, non voglio cambiarne una sola parola. La conseguenza è che con questo presupposto diventa necessario trovare soluzioni per far girare la parte musicale su un testo con delle irregolarità, delle anomalie, come ad esempio una strofa contenente un verso in più o in meno rispetto alle altre, oppure un verso con una metrica diversa dai precedenti: da qui nascono spostamenti di accenti, variazioni ritmiche e asimmetrie strutturali.

Mi hanno molto incuriosito i suoni. Cosa ci dici in merito?
Molti dei brani sono nati quando io e la mia band suonavamo in formazione acustica: chitarra, pianoforte e percussioni. Al momento di creare questo album siamo partiti da quel contesto per aggiungere strumenti elettrici, sintetizzatore e suoni campionati come il temporale di “aria di tempesta” o l’impiccato alla fine di “danza macabra”. Il marranzano che si sente all’inizio del singolo “scarse prospettive” è reale, l’ho suonato io, poi ci abbiamo lavorato aggiungendo il delay per personalizzarlo. La tastiera è stata utilizzata come se fosse un pianoforte acustico, non ha mai effetti in partenza, poi abbiamo giocato spesso con il riverbero sul suono della Telecaster, abbiamo mischiato batteria acustica e percussioni elettroniche. In “Dracula” ci siamo divertiti ad utilizzare strumenti e voce in modi che di solito non vengono utilizzati nel pop cantautorale: il feedback dato dalla chitarra messa di fronte all’amplificatore, il plettro che gratta sulle corde, il flauto che viene utilizzato per ottenere dei rumori, la voce che stride. Ogni suono è stato scelto per dare un tocco particolare e riconoscibile ai brani, più o meno come si fa con le spezie quando si cucina.

Info Lisa Giorè: https://www.facebook.com/lisagiore/?ref=ts&fref=ts

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