Il magnetico stile dei Lohren

Esordisce il duo romano che si “maschera” sotto il nome di LOHREN con una cover: si tratta di Sfiorivano le Viole celebre successo di Rino Gaetano. Eccoli nella nostra intervista…

Già anticipato da grandi testate eccolo libero di raggiungere ogni angolo della rete. Il video che lancia al mondo discografico italiano l’esordio del duo romano che si “mascherano” sotto il nome di LOHREN. Scelgono una cover come primo antipasto da servire in tavola: si tratta di “Sfiorivano le Viole” celebre successo di Rino Gaetano. Una cover certamente, ma di sicuro una grande quanto personale rivisitazione nei suoni come nelle atmosfere. Scuola di stile in gran spolvero dietro la digitale soluzione musicale di Luca Zadra che accompagna la sensualità vocale di Giulia Lorenzoni. Un progetto semina buoni riscontri già dalle prime battute. Noi non perdiamo il treno e come di consueto ecco l’intervista ai LOHREN:

LOHREN… da dove nasce questo nome? Citazioni cinematografiche o solo una nuova faccia ai vostri nomi reali?
Lohren è il nome del nostro idolo. Una stella del golf: Carl Lohren. Ci ha ispirato per la sua pazienza, per il suo swing e perché centra sempre il suo obiettivo. Volevamo usare Tiger Woods ma ci sembrava banale.

Come mai una cover di Rino Gaetano per uscire allo scoperto?
La scelta del brano è stata mirata. Rino Gaetano è stato un grande personaggio precursore della sua epoca per la scelta dei suoni, ma comunque appartenente al suo contesto di vita per l’attualità dei testi. Noi abbiamo voluto portare i suoni nella nostra contemporaneità, reinterpretando la canzone a modo nostro nel rispetto di una memoria storica che è comunque questo brano. La scelta di “sfiorivano le viole” è dovuta all’immaginario della canzone.

E quindi il disco? Cosa avete in programma?
Abbiamo molte idee e le stiamo elaborando. Attualmente stiamo lavorando a delle preproduzioni e scriviamo ovunque ci capiti. Una volta ci trovavamo in una cabina del treno ed eravamo alle prese con un arrangiamento, quando un signore davanti a noi ci fa segno con la mano. Noi pensando di dare fastidio ci siamo scusati promettendo di abbassare il volume, ma prontamente: “togliete queste cazzo di cuffie e fate ascoltare pure a me, belin”.
Un’altra volta invece dopo 10 min di viaggio ci siamo accorti che il nostro vagone si era svuotato.

Cosa dobbiamo aspettarci da questa vostra prima produzione? Riferimenti e ispirazioni?
I generi che ascoltiamo sono prevalentemente il jazz e il rock, che convivono nella nostra musica riprendendo le ritmicità dell’antica second line di new orleans, da cui proviene l’hip hop. Ci ispiriamo più ad un movimento culturale che ad un artista in particolare.

Nell’era in cui tutti parlano di crisi… voi?
Noi affrontiamo la crisi e la disoccupazione con un lavoro artistico di per sé a rischio, non potremmo fare altrimenti. Citando Saviano, prima un trombettista di jazz rinunciava al suo sogno per diventare dentista, un lavoro sicuro che può sostenere una famiglia. Adesso nemmeno il dentista è un lavoro sicuro, tanto vale seguire i propri sogni e fare il trombettista di jazz.

Info: https://www.facebook.com/Lohren2/?fref=ts

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