INTERVISTA | Lorenzo Carulli, Present Past: non solo minimalismo

Lorenzo Carulli è un giovane pianista e compositore d’origine salentina e d’adozione romana. A Roma, al Conservatorio di Santa Cecilia, si diploma in Maestro Collaboratore e in Pianoforte. Lorenzo ha da poco pubblicato il suo primo album dal titolo Present Past, un piccolo contenitore di composizioni per Pianoforte solista ispirate ai canoni estetici e compositivi della musica classica, ma proposte in accezione moderna. Gli abbiamo rivolto alcune domande

Lorenzo Carulli, pianista e compositore. Ci può raccontare un po’ il suo percorso accademico per conoscerla meglio?
Il mio percorso accademico è iniziato in Conservatorio a Roma dove ho ottenuto due diplomi, uno in maestro collaboratore e l’altro in Pianoforte. Durante quegli anni ho inoltre coltivato la mia passione per la scrittura musicale; mi sono quindi dedicato allo studio della composizione e sempre nella Capitale ho frequentato il Master of Music presso la Luiss Business School, un corso incentrato sull’aspetto organizzativo e produttivo della Musica. Solo un anno dopo ho avuto la fortuna d’esser ammesso al corso di perfezionamento per maestri collaboratori dell’Accademia Teatro alla Scala; in quest’ambito scaligero ho accumulato delle esperienze professionali del livello che ci si aspetta da un contesto così prestigioso, ed è sempre a Milano che ho ricevuto i primi premi per i miei lavori originali come compositore.

Come si è avvicinato alla musica? Quando ha capito che questa sarebbe stata la sua vita?
Non credo di rispondere con assoluta certezza; lo studio avanzato della musica implica l’accettazione di un percorso che prevede una dedizione totale alla materia. Ci si ritrova ad accettare implicitamente una scelta di vita che dovrebbe essere tutt’altro che scontata. Per quanto concerne la mia persona, mi sono avvicinato alla musica da giovanissimo frequentando diversi cori giovanili romani, che per un ragazzo o bambino è la fortuna più grande che si possa avere. A queste attività affiancai sin da subito lo studio del Pianoforte che poi negli anni è diventata la mia occupazione principale.

Lorenzo Carulli al pianoforte

Lorenzo Carulli, pianista

Dall’essere un pianista concertista a Maestro Collaboratore, quale lei è, quali sono le differenze? I valori aggiunti?
Il pianista solista e la figura del maestro collaboratore condividono principalmente il mezzo (ovvero il Pianoforte) attraverso il quale esercitano la professione. Entrambe prevedono delle difficoltà assai differenti tra loro e ambedue richiedono il possesso di certe abilità e qualità essenziali per il loro corretto espletamento artistico. È chiaro che il pianista solista vede nel compimento della propria personalità musicale un obiettivo importante, mentre al maestro collaboratore è quasi sempre richiesta l’abilità di poter assecondare delle idee musicali esterne; non nascondo che questo requisito prevede, anzi necessita, una non scontata forza e coscienza artistica. In altre parole, non tutti sono in grado di mettere da parte se stessi al fine di supportare le scelte di altri.

Tra le tante composizioni di Lorenzo Carulli, da poco è stato pubblicato il disco Present Past con otto brani per pianoforte in uno stile che è un crossover tra il classico e il pop. Come è nata l’idea di fare un disco di questo genere e come si è poi concretizzata?
L’idea di questo album si è concretizzata in un arco temporale abbastanza indefinito. Covavo da tempo delle idee musicali che credo possano distanziarsi da certe tendenze che da anni sembrano aver preso il sopravvento in questa nicchia musicale. Come spesso accade, da ascoltatore non trovavo ciò che cercavo e solo in un secondo momento sono riuscito a capire che per quanto mi riguarda l’approccio minimalista alla scrittura per Pianoforte non è sufficiente ad esprimere il potenziale di questo strumento. Rimango legato al concetto della Musica intesa come linguaggio e proprio per questo ho voluto soffermarmi sulla narrazione invece che sulla descrizione.

C’è un filo conduttore o una struttura compositiva che lega insieme questi brani?
Ogni brano rappresenta una piccola storia e per questo ho cercato di utilizzare delle strutture musicali abbastanza semplici, le stesse che potremmo ritrovare in un brano di musica popolare; una delle varianti più evidenti credo si individui nel più ricercato tessuto armonico. Le melodie, invece, dovrebbero apparire abbastanza immediate; è il trattamento che ho riservato ad esse che spero possa risultare interessante all’ascoltatore.

Insieme al disco è stato realizzato anche un video che contiene l’esecuzione integrale, una sorta di concerto… Ce ne parla?
Sono assai felice di poter presentare questo live studio (già presente sul mio canale ufficiale YouTube) in concomitanza dell’uscita di Present Past. È a tutti gli effetti una sorta di concerto che si è voluto realizzare in studio per problematiche già citate riguardo l’attuale situazione sanitaria. Sono sempre più convinto che prima di tutto questa musica debba essere vissuta dal vivo; il Pianoforte solista è uno strumento visivamente magico e d’effetto. Spero che il tentativo di rendere al meglio questa sua peculiarità riesca a passare anche attraverso degli schermi.

Cosa pensa dell’attuale situazione musicale/artistica in Italia? Agli occhi anche delle difficoltà sorte con il Covid-19?
Purtroppo la drammaticità della situazione artistica in Italia, soprattutto a causa delle ultime difficoltà sorte con il Covid-19, è sotto gli occhi di tutti. Si sono cercate e talvolta trovate delle soluzioni alternative (penso agli eventi in streaming) che tuttavia, sin dai primissimi tempi di questa crisi, hanno mostrato chiaramente la loro provvisorietà e inadeguatezza rispetto alle finalità sociali che la Musica ricopre. Io, come suppongo altri, sto vivendo questa situazione come una sfida alla resistenza e in taluni casi alla sopravvivenza. Vivo con la speranza che dopo la risoluzione di questo infelice periodo storico si scoprirà una nuova volontà a realizzare quei progetti ed idee che erano rimaste incompiute per problemi minori; una spinta a fare di più e con più passione.

Cosa si sentirebbe di consigliare ai giovani musicisti, classici e non?
Di reinventarsi, giorno dopo giorno. Il percorso del musicista è tutt’altro che un cammino regolare con tappe prestabilite e risultati garantiti. Lo si dice sempre più e lo si dovrebbe chiarire con ancora più forza: siamo da soli, soprattutto all’esordio della nostra carriera; per questo è vitale saper gestire in toto la nostra figura artistica e non soffermarsi alla sola preparazione musicale. I concerti non arrivano da soli e anche se li cerchiamo, spesso non si trovano; dunque creiamo noi un evento. Le difficoltà, incertezze personali e dubbi sollevati da terze parti fanno parte del gioco. È imperativo sfruttare tutto l’estro creativo di cui disponiamo nell’attività imprenditoriale e promozionale di noi stessi, poiché spesso è solo necessario convincersi che è possibile fare tanto anche se non si hanno grandi appoggi.

Per chiudere questa nostra conversazione le chiedo quali sono i suoi prossimi progetti artistici.
Nel corso di quest’anno è prevista l’uscita di un mio altro album; si tratta di una suite orchestrale che tuttavia non differisce dalla forma e struttura di Present Past Ogni brano tratta di un sentimento e indaga con spirito narrativo la natura delle emozioni proposte. È in fondo un tentativo di riportare l’ascoltare a eventi già vissuti per magari saperli apprezzare nuovamente sotto un’ottica migliore.

Guarda il video dell’album Present Past di Lorenzo Carulli

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