INTERVISTA | LOVAIN: vivo per amore della musica

LOVAIN, cantautrice che “vive per amore della musica” conosciuta da quando era bambina. Ora, adulta, ha pubblicato il disco Ego scribo tibi per La Stanza Nascosta Records. In questa intervista ci parla della sua storia…

Diamo al benvenuto a LOVAIN. Ciao, ti presenti in poche righe ai nostri lettori?
Sono un’innamorata della musica che è vita; vivo per amore della musica per non soccombere alla morte. L’avvicinamento al mondo della musica è avvenuto quando ero appena una bambina… l’amore per il pentagramma mi ha spinto a studiare pianoforte al conservatorio “Nino Rota” di Monopoli. La svolta è avvenuta nel 2016, grazie all’incontro fortunato con l’etichetta sarda “La Stanza Nascosta Records”, che ha creduto in me promuovendo Ego scribo tibi, il mio album di esordio, con il quale ho partecipato alla Targa Tenco..

Dall’album d’esordio direttamente alla finale del Premio Tenco… Hai fatto prestissimo direi… Ci racconti cosa è successo?
Ho scoperto di avere una propensione alla scrittura, una propensione ad estrarre dal profondo e gettare fuori quello che provo, una propensione a far sì che l’ascoltatore si riconosca intimamente nei mie brani. Evidentemente la giuria della Targa Tenco ha colto tutto questo…E’ sempre così: l’emozione nasce dal riconoscimento in qualcosa, da una forte empatia… E’ innegabile che avere alle spalle un’etichetta che ti apprezza e sostiene ti consente maggiori opportunità rispetto ad una “navigazione solitaria” nel mare magnum del mercato musicale.

Parlaci del tuo disco Ego scribo tibi… un titolo affascinante.
Ego scribo tibi è un diario. “Caro diario ti scrivo…” perché magari parlare non cambia niente. Quindi è una confessione intima e intimista che vuole far viaggiare in primis me stessa e poi l’ascoltatore, rendendolo diverso dal tempo precedente all’ascolto. Il titolo è in latino, perché… adoro il latino, esercita su di me una fascinazione particolare. Molte lingue traggono le loro origini da questa lingua. Il diario è tornare alle origini del proprio io dimenticandosi di se stessi. Da notare infatti che il titolo originale ha una sbarra su “Ego”, a sottolineare il rigetto di ogni rigurgito di stampo individualista.

 

Se potessi ascoltare un unico brano del tuo disco, quale dovrei ascoltare? Perché?
Sono del parere che il disco va ascoltato tutto, non riuscirei ad individuare un brano rappresentativo. Ogni brano è un lato di un unico solido, c’è una continuità che pervade il disco e che è possibile cogliere solo attraverso un ascolto totale.

I testi che cosa ci raccontano?
I testi di Ego scribo tibi raccontano tutto ciò che mi scuote. Dalla pazzia alla storia di due omosessuali uccisi per la sola colpa di amare. Tutto ciò che mi sconvolge e mi fa pensare lo riverso nella mia musica.

Per quanto riguarda le sonorità musicali: c’è un suono particolare che ricerchi e che vuoi trasmettere?
Mi piace ricercare sonorità sinestetiche, capaci cioè di far viaggiare l’ascoltatore su più livelli emotivi, cercando di evocare quante più realtà e dettagli. Un po’ come un quadro espressionista.

Contaminazioni e ispirazioni. Lovain ascolta molto la musica di….?
Amo ascoltare la musica cantata e suonata direttamente da chi l’ha composta, con le eccezioni di quelle interpreti che hanno scritto la storia della “Canzone”. Ascolto tutto ciò che mi emoziona: dalla classica al grunge, dal cantautorato alla musica elettronica. Tutto ciò che mi fa vibrare lo ascolto; ascoltando cresco. E’ come conoscere gente nuova e interessante. Dove c’è ricerca intelligente porgo l’orecchio, senza precludermi l’ascolto di quel che mi piace sulla base di discutibili sbarramenti di genere.

Come mai appassionata della musica francese?
Non so perché, è una sorta di affinità elettiva, difficile da spiegare. Mi ritrovo ad avere come nome di nascita il nome di una regione francese. Forse parte tutto da lì. Chissà…

Prima di lasciarci, raccontaci quali progetti Lovain ha in serbo per i prossimi mesi.
L’obbiettivo è suonare live. Far arrivare la musica dal vivo. Quello che accade quando suono non riesco a spiegarlo, è un po’ come una droga. Perciò voglio evitare l’astinenza con tutte le mie forze. E’ da poco uscito il video di Estemporanea, un brano che ho presentato a “Sanremo Giovani”, escluso perché troppo lungo. Mi piacerebbe che raggiungesse un pubblico quanto più vasto possibile, perché rappresenta bene il mio particolare modo di intendere la musica e la mia sensibilità. Inoltre ho in serbo un omaggio a Dalidà, una rivisitazione di un suo brano molto celebre… è un progetto a cui
tengo molto, a livello artistico ed affettivo.

Info: https://www.facebook.com/lovainOfficial/?fref=ts

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