INTERVISTA | 2002-2009: 7 anni di musica per i Love Shower Love

2002-2009: 7 anni in cui i Love Shower Love hanno attraversato generi e formazioni con nomi diversi. Dal post-grunge anglofono degli Ashen Wave, insieme al cantante Fabio Cantù, all’indie rock italiano dei LaCorte, con la formazione a 4 che sarebbe poi diventata quella definitiva, seppur con un ritorno all’inglese e a suoni più alternative. Li abbiamo incontrati per scoprire la loro storia

I Love Shower Love hanno pubblicato in questi giorni sulle piattaforme di streaming, per Gelo Dischi, in una nuova versione rimasterizzata, tutti i loro brani rimasti ancora inediti per il digitale, come conchiglie che risalgono dalla risacca. Per rispondere alla domanda: “Com’eravamo”, anzi, “L’onda, che eravamo”.

Questa raccolta celebrativa viene accompagnata da un nuovissimo singolo, “Lido Caina”, che segna il ritorno alla lingua italiana.

Noi abbiamo scambiato quattro chiacchiere con questa piccola band cult della scena indipendente degli anni Duemila, per chi è nostalgico e per chi, come noi, all’epoca se li era persi. Ecco cosa ci hanno raccontato!

La band Love Shower Love
La band Love Shower Love

Chi sono i Love Shower Love dopo tutti questi anni? E in che modo vi ha cambiato la pubblicazione di questo Best Of?

Siamo 4 quarantenni sopraffatti dal lavoro, ma che non hanno perso un grammo del loro amore per la musica. Questo Best of ci ha fatto guardare indietro, con un fenomeno di rifrazione che ha reso quei vecchi brani delle vere e proprie fotografie di chi eravamo, cosa ascoltavamo, di tutte le cazzate che facevamo e delle pessime decisioni che prendevamo – ma alcune anche buone, in fin dei conti.

Si tratta di un nuovo inizio o un punto di arrivo?

Stiamo ancora cercando di capirlo. Forse è per questo che abbiamo sentito il bisogno di pubblicarlo, per ricevere un segnale.

Vi ricordate ancora il vostro primo incontro? Com’è nata poi l’idea di avviare un progetto musicale? E che cosa vi ha fatto smettere? 

Marco (basso) e Claudio (chitarra) si sono incontrati nell’utero, essendo gemelli. Davide (voce e chitarra) li ha conosciuti alle elementari, di fatto cominciando a studiare musica insieme e a imbastire le prime idee di gruppo. Stefano (batteria) è stata una conoscenza del Liceo, ed è a partire dal suo incontro con Davide che nasce effettivamente la storia della band. Abbiamo smesso sotto il peso psicologico del lockdown, locali che chiudevano e la fatica di tenere insieme troppi aspetti delle nostre vite a fronte delle minori energie fisiche e mentali a nostra disposizione. Ma mai dire mai.  

Come mai avete scelto proprio Luca Urbani perché mettesse nuovamente le mani sui vostri pezzi? E come stanno i brani in questa nuova veste?

Proviamo a Monza dall’alba dei tempi, al suo Frequenze Studio. Qui Luca è un grande padrone di casa, gentile, attento, che non ti fa mai sentire come un cliente, ma come un amico che passa a scambiare due chiacchiere. Una felice sorpresa per noi all’epoca, che in realtà amavamo già da tempo la sua band degli anni ‘90, i Soerba, e che quindi nutrivamo enorme rispetto per il suo percorso come musicista e la sua incredibile personalità come autore. Quando è nata l’opportunità Gelo Dischi, la decisione è stata pressoché automatica e naturale.

Ascolta il disco The wave we were dei Love Shower Love

Ricomincereste tutto anche oggi, che le cose nel mercato sono radicalmente diverse? Vi siete fatti un’idea di come funzioni tutto oggi? 

Probabilmente no, non avremmo né energie, né contatti, né competenza sufficiente. Tantomeno capacità di interpretare lo spirito (musicale) del tempo, che è profondamente mutato rispetto a quando abbiamo cominciato a fare la musica che ci piaceva.

E si può essere rock anche nel 2024? Qualche esempio?

Rock è una parola ombrello sotto la quale chiunque può collocare qualsiasi cosa, letteralmente qualsiasi. Se lo intendiamo come un genere, il testimone è stato felicemente raccolto dalla scena Post-Punk anglosassone, Idles, Shame e Fontaines DC in primis. Se lo intendiamo come un’attitudine tesa all’urgenza espressiva e al mettere l’ascoltatore in una posizione scomoda, forse l’ingresso più prepotente e numeroso negli ultimi anni di autrici donne come boygenius, Bully e Big Thief ha rappresentato la vera ventata di freschezza e attualizzazione del movimento.

Come mai questi brani presenti nel Best Of non erano ancora su Spotify?

Come molte cose della vita, li abbiamo dati per scontati. Almeno finché qualcuno non ci ha fatto notare che fosse un peccato non averli sempre a disposizione per un ascolto nostalgico. Effettivamente, risentendo ora la raccolta come un progetto unitario, suona più coesa e convincente di quanto i nostri ricordi ci facessero supporre.

Social, Streaming e Contatti

  • Streaming: https://bfan.link/the-wave-we-were
  • Instagram: https://www.instagram.com/loveshowerlove

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