INTERVISTA | Luca Guidi: l’Equatore e la pentalogia “Sudoku/I giorni senza”

Equatore è il terzo singolo di Luca Guidi estratto dal suo primo album solista Sudoku. Si tratta anche del terzo videocapitolo della pentalogia musicale “Sudoku/I giorni senza” del regista Guido Celli. Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Luca…

Blog della Musica oggi ospita Luca Guidi. Ciao Luca, come nasce il brano Equatore?
In un periodo in cui vivevo in campagna nella provincia di Pisa, una mattina d’estate mi sono alzato presto e sono uscito in giardino. C’era una pace che non avevo mai visto prima marea una pace soffocante, calda e insopportabile. Ho avuto voglia di raccontare quelle sensazioni, quei rumori e quegli odori.

Qual è il filo conduttore di Sudoku?
Sudoku
racconta un periodo a cavallo tra il prima e il dopo una separazione e il piccolo ‘inferno’ della vita quotidiana che ne consegue, il tentativo maldestro di risolvere le difficoltà di un rapporto come fosse un’enigma, l’intrusione in quella zona proibita dell’altro che andrebbe in realtà rispettata, restando e fuori.
Ho voluto, con la massima leggerezza e autoironia possibile, raccontare questo viaggio come quello di chi attraversa i gironidi un suo piccolo e insignificante inferno momentaneo e così ho preso a prestito lo schema Dantesco per scherzarci su.

Com’è avvenuto l’incontro con Guido Celli?
In un locale a San Lorenzo, ho ascoltato Guido recitare un suo poema, poi lui ha ascoltato me cantare una canzone. È stato amore reciproco a primo ascolto, siamo passati velocemente alle collaborazioni e poi ad una grande amicizia. Credo il punto sia che guardiamo i rapporti in modo simile per poi dare risposte diverse alle stesse domande.
Ho chiesto a Guido di fare un videoclip di una mia canzone, ma da vulcano qual è, Guido ha deciso di farne 5.

Come vedi il futuro della musica dal vivo in Italia?
Al momento non lo vedo. Ci sono le condizioni forse per la sopravvivenza delle grandi produzioni, i piccoli rischiano l’estinzione. Però credo molto nella capacità di adattamento e di reazione dell’essere umano, credo che vincerà chi avrà meno paura del futuro.

Dove ti vedremo/ascolteremo nei prossimi mesi?
Chi lo sa? Per ora è tutto fermo. Il prima possibile troverò in un modo o nell’altro una soluzione per incontrare le persone. La musica non può esistere senza incontro, lo sento chiaramente sia da cantautore che da ascoltatore.

Social e Contatti

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