INTERVISTA | Luca Usai: il centro delle origini

Origini è il titolo del nuovo album di Luca Usai, cantautore e polistrumentista di Sassari. Si tratta di un disco composto da 12 brani, tutti registrati in presa diretta. Gli abbiamo rivolto alcune domande…

Diamo il benvenuto a Luca Usai, racconta agli affezionati lettori del Blog della Musica cosa significa registrare in presa diretta e come mai ha fatto questa scelta stilistica.
Ciao Anna, intanto grazie per l’opportunità concessa e per tutto il lavoro che fate su Blog della Musica dedicando spazio alla musica nota e non, e per questa intervista che mi arriva piacevolmente inaspettata.

La mia esperienza “diretta della presa diretta” è quella di imbracciare o se preferisci abbracciare il proprio strumento del caso, in questo, la chitarra e cantare “a squarciagola” il testo sulla struttura del brano scritto, senza nessun click del metronomo a scandirne il tempo, cercando di dare il massimo per l’enfasi e la dinamica della canzone, che nel frattempo viene registrata dal fonico.

Buona la prima, o quasi, dipende dall’esperienza, il bello della presa diretta è che a riascoltarsi quasi non si avverte quella sorta di distanza e sensazione di artificio che si può percepire ascoltando o realizzando un lavoro in uno studio dove spesso voce e strumenti sono ripresi separatamente, ecco perchè tutto è più genuino e compatto ma soprattutto naturalmente imperfetto, poiché dopo non ci puoi più lavorare per eventuali modifiche e aggiustaggi vari, quello è e rimane. Vorrei che le canzoni mantenessero la loro origine appunto, come quando le suono dal vivo. In questo caso e per questo disco la registrazione è a opera del fonico Guido Righi.

Come sono nate le canzoni di questo disco?
Queste canzoni erano in parte già abbozzate nei testi e nelle melodie di accompagnamento, sono emerse nel tempo fino a creare insieme un gruppo per me di natura simile per sound e stile e quindi potevano far parte di uno stesso disco che nel tempo fra gestazione e riposo è poi il pandemonio che ben sappiamo è diventato ORIGINI

Origini è decisamente un Lp cantautorale per come è scritto.
Si, anche se da un po’ sai che preferisco la parola cantastorie? La percepisco più libera da definizioni e stereotipi culturali a volte limitanti, ma cantautore ha il suo significato chiaro storico e sociale soprattutto, quindi va sempre bene. Comunque è quello il modo in cui son riuscito a scrivere e a suonare così senza voler strafare in produzione sia per tempo che per mezzi, pensa che il disco intero è stato registrato in quattro giornate per tre ore in media di registrazione consecutive, intervallate fra loro quando fra un decreto e un altro si cambiava colore, è stata una missione!

Come nascono le canzoni di Luca Usai?
Quando mi fanno questa domanda mi vien da dire che in verità non lo so esattamente, diciamo che mi presto, le lascio fare, quando arrivano per esigenza e necessità dell’anima inizio a scrivere o a suonare alcuni accordi e ci canticchio su, per poi scoprire cosa stavo facendo spesso solo alla fine.

Un po’ come se fossi lo strumento che le canzoni scelgono per nascere, ed è proprio così nel senso che le ascolto interiormente, le sento arrivare all’improvviso, a volte riposano per anni, finché il testo è completo o la musica e la struttura sono finiti cosa che spesso accade poco prima di entrare in studio forse perché ci si è auto-messi completamente alle strette, si son rotte le acque insomma!

Qual è il filo conduttore che unisce i 12 brani che compongono Origini?
Il filo conduttore è il “Centro” da cui ogni cosa origina11, gli antichi definivano la divinità, fonte assoluta e creatrice di ogni cosa come: “un punto ovunque senza nessuna circonferenza”,  da quel punto nascono tutte le forme e le espressioni, un po’ come si vede nel disegno di copertina, tutti i giochi di ombre e luci e personaggi possibili ma la cui origine è sempre la stessa, quel punto, a cui tutti dobbiamo ri-tornare e soprattutto non dimenticare durante il viaggio.

Per fare un esempio pratico, è come mangiare una mela, goderne, etc, dire “mmm che buona!” Ma senza mai riconoscere e ricordare che la sua origine va ritroso, è data dall’albero, ancora prima dalla terra e i vari elementi, al lavoro del contadino fino al sole che tutto feconda e regola in concerto con le altre forze naturali ogni vita sul pianeta.

Ti ha mai detto nessuno che la tua voce assomiglia a Giovanni Lindo Ferretti?
Caspita si è capitato, non ho di certo il suo timbro vocale, ma alcune canzoni possono citarlo e ricordarlo, mi piace la sua eloquenza e la presenza monastica spirituale nei testi e nel suo salmodiare, in vita mi è capitato di aver avuto anche a che fare con persone care che lo conoscono personalmente e che me l’hanno fatto apprezzare ancor di più come artista e autore che non nascondo affatto e decisamente ammiro e stimo come modello, purtroppo non ho ancora avuto modo di conoscerlo di persona.

È successo di aprire un concerto a Giorgio Canali in solo e ho scambiato qualche messaggio con Marockolo per me altro faro della produzione italiana.

Sicuramente ancor prima sono rimasto colpito quando ho sentito in una domenica di Natale tutta “Litania” di Ferretti con Ambrogio Sparagna mandata in diretta da radio3 se ricordo bene, mi sono commosso e ho pensato che quello che sentivo era davvero musicale autentico potente e soprattutto spirituale come poche altre opere mai sentite prima.

PS: qualche giorno fa ho scritto a A. Sparagna linkando il disco è dicendogli apertamente che se potessi scegliere un musicista per eseguire il disco dal vivo avrei chiesto a lui, e mi ha risposto facendomi i complimenti per il nuovo nato e che sarebbe stato felice nel capitasse l’eventualità, speriamo di non avergli rotto troppo le balle!

Quali sono i riferimenti musicali di Luca Usai?
Tornando alla tua domanda di prima adoro molto la discografia del csi, pgr, cccp, parte dell’alt rock italiano fine 90, apprezzo molto Edda come creatura umana e nella sua dolce e divina follia artistica , i vari cantautori storici fra cui Battiato, Gaetano, De Andrè, il primo Bennato di cui faccio una cover in scaletta “Cantautore”, stranieri Neal Young, Jannacci, nelle mie pagine facebook ogni tanto dedico un omaggio qualcuno di loro, devo dire che però sono l’approccio al rock e alla ricerca sulla musica popolare regionale inevitabilmente quella Sarda che ho nelle cellule e in seguito del Sud Italia soprattutto Basilicata e Gargano che hanno segnato le mie svolte musicali e il modo di ri-scrivere le canzoni. Da adolescente sicuramente il punk rock Nirvaniano, attualmente nel panorama internazionale mi piacciono molto i veterani e potenti Tool e i loro derivati, il progressive 70, Hendrix ma anche le belle canzoni pop confezionate alla Beatles che arrivano dritte al Cuore.

Qual è il tuo sogno nel cassetto?
Sarebbe quello di non avere più bisogno di un cassetto? Ho scoperto che in questa attuale e breve esistenza, l’unica cosa che vale davvero la pena di desiderare e realizzare è proprio quella di “conoscere se stessi”, tutto il resto può esserne solo una conseguenza, un aggiunta o in certi casi un effetto collaterale

Poiché come canto in “I Sette Vizi” a volte non siamo consapevoli di cosa desideriamo e perchè, e questo è pericoloso, spesso tendiamo a volere cose o che accadano fatti che magari neanche ci appartengono totalmente o ci servono per migliorarci come esseri umani ma li inseguiamo perché non sappiamo chi siamo e cosa vogliamo favore intimamente ma in realtà ci imprigionano in forme di dipendenza che certo se ce ne accorgiamo in tempo possiamo sempre trasformare in virtù.

Gli antichi dicevano che per fortuna la natura ha deciso che non tutti i desideri che esprimiamo si realizzino proprio perché se cosi fosse potremmo complicarci l’esistenza d moto se non distruggerci proprio, perciò: “stai attento a desiderare, un desiderio si può realizzare, stai attento a desiderare un desiderio si può trasformare”.

Dove possono seguirti i nostri lettori? Hai in programma delle date live per riassaporare il tuo disco?
Per ora sono attivo sul web con la promozione del disco sulle varie pagine social, facebook Instagram, telegram, altre più specifiche dove leggere le recensioni, come rockit e il canale youtube etc .

Finalmente sta spuntando qualcosa proprio in questi giorni di riorganizzazione delle vite, che comunicherò a breve, di solito ciò che faccio piace a chi vuole fondere situazioni artistiche multisensoriali, ad esempio una mostra, una proiezione, o per un evento particolare su un determinato tema, spesso riguarda la ricerca, la consapevolezza il benessere l’ambiente i diritti o una determinata manifestazione a carattere culturale.

Proprio oggi che rispondo alle tue domande mi hanno invitato a partecipare come contributo artistico ad una manifestazione di protesta ambientale pacifica, per Punta Giglio un luogo protetto e selvaggio di interesse naturalistico nella zona di Alghero in cui invece gai da un po’ vogliono costruire un albergo e altre strutture turistiche di accoglienza, snaturando però coni vari lavori in corso il paesaggio originario e destabilizzando la vita e l’habitat delle creature che lo popolano  da sempre, in questa occasione cantero una o due canzoni a tema, molto probabilmente “Uomo e Arca dedicate entrambe alla Madre Terra nello specifico alla Sardegna”

Ascolta il disco Origini di Luca Usai su Spotify

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