Luigi Puxeddu interpreta le sonate milanesi di Boccherini

Luigi Boccherini interpretato dal violoncellista rodigino Luigi Puxeddu che ha pubblicato per Brilliant Classics, il disco Complete Cello Sonatas…

Luigi Boccherini, Complete Cello Sonatas - Luigi Puxeddu

“Boccherini”, Luigi Puxeddu

Studioso ed interprete di Luigi Boccherini tra i più accreditati a livello internazionale, il violoncellista rodigino Luigi Puxeddu regala, assieme a Brilliant Classics, un cofanetto elegante e prezioso che offre un nuovo tassello importante per la conoscenza di un autore eccelso quale Boccherini, compositore che, a dispetto della sua importante produzione, non ha ancora vissuto quella rennaissance che meriterebbe.

“Eseguite dunque la frase nella maniera seguente, aumentate e diminuite i suoni secondo le indicazioni scritte. Soprattutto pensate di voler commuovermi…elettrizzate il vostro braccio col fuoco di questo pensiero…che il vostro archetto sia la vostra lingua e il vostro specchio…declamate la frase come io ve la noto“.

Della produzione per violoncello di Luigi Boccherini si conoscono ad oggi 12 concerti e circa 40 sonate: Luigi Puxeddu esegue l’integrale delle 26 sonate custodite nella biblioteca del Conservatorio di Milano. Lo accompagnano i Virtuosi della Rotonda: Francesco Lattuada alla viola (la sonata G 18 è per viola), Claudia Lapolla al violino, Federico Bracalente e Francesco Ferrarini al violoncello.

Luigi Puxeddu fa parte della Magnifica Comunità, che per Brilliant Classics ha già pubblicato i quintetti con chitarra e i primi sette volumi
dell’integrale dei quintetti per archi di Boccherini.

Luigi Puxeddu su Luigi Boccherini

Luigi Puxeddu, forte di un lavoro che lo ha visto analizzare, eseguire e registrare moltissima della musica da camera del compositore lucchese, apre le porte ad una nuova esperienza conoscitiva con un cd unico a livello internazionale che lo vede esecutore di questo lavoro integrale con la proposta di tutte e 26 le sue sonate per violoncello e basso.

“Il progetto Boccherini per Brilliant dura ormai da cinque anni – spiega Luigi Puxeddu – e studiando le sue composizioni ritenute tra le migliori (i quintetti per due violoncelli) mi sono reso conto che questo compositore e la sua “epoca” avevano bisogno di approfondimenti e allora, da violoncellista, è nata la curiosità e la necessità di eseguirne le sonate anche meno conosciute. Non esisteva una raccolta discografica completa ed ecco allora l’idea di questo cofanetto che mi ha tenuto impegnato negli ultimi tre anni”.

Un lavoro corposo e un compositore “difficile” da eseguire.
Boccherini è sicuramente ostico e il fatto che sia praticamente impossibile leggerlo a prima vista negli anni di studio accademico in Conservatorio (ma anche successivamente) non dà la possibilità ai musicisti di addentrarsi nella sua scrittura facilmente.
E’ un autore che appartiene ad un’epoca di transizione: lo stile Galante è frutto di elaborazioni di Barocco e Classico, concentrato di una commistione che dal punto di vista espressivo guarda ancora al primo (le messe di voce, il non utilizzo del vibrato, l’utilizzo della pratica tartiniana) ma non gli appartiene più. L’interpretazione delle sue opere diventa chiara dopo anni di approccio alla sua musica che un po’ alla volta lo rende familiare nella lettura (anche l’uso di tutte le chiavi antiche lo rendono ostico) e nel gesto”.

L’approccio allora deve assolutamente essere filologico?
«Alcuni interpreti “filologici” cominciano finalmente ad avvicinarsi a Boccherini e agli autori di questo periodo. “Filologia” significa studiare consapevolmente un autore e la sua epoca. Ho studiato queste sonate con strumento originale, con il La a 430 come si usava in quel periodo. Lo stile di Boccherini è unico e non deve essere “sporcato” da una lettura ad esempio romantica. La difficoltà sta nelle novità tecniche ed espressive che Boccherini inventa trasformando uno strumento ancora poco più che relegato a qualche abbozzo di privilegio solistico ad uno strumento in competizione con violino, flauto e senza dubbio anche con la voce umana ed il canto. Vuol mostrare a cosa può arrivare il violoncello con le sue capacità espressive. E quando si suona questo autore bisogna tener conto della sua volontà di far primeggiare il suo strumento.
Prima di incidere le 26 sonate ho sperimentato diversi tipi di accompagnamento al basso: le ho eseguite in concerto con il clavicembalo, il fortepiano, con violino, viola, violoncello e contrabbasso e sono arrivato alla conclusione che è uno strumento ad arco quello che deve proporre il basso, per uno sostegno del suono che è necessario in più momenti, ed ancor meglio se un violoncello, per una vicinanza delle parti».

Lo studio delle partiture, dei manoscritti e degli inediti di Boccherini sono stati affiancati da approfondimenti musicologici?
“Non poteva essere diversamente. E’ talmente complessa la comprensione di un nuovo “corpus” di un compositore che giocoforza bisogna andare a leggere e studiare i trattati del periodo, fare considerazioni, cercare analogie e corrispondenze e ovviamente l’aiuto arriva anche dagli studiosi contemporanei. Nel 2005, per l’anniversario dalla nascita di Boccherini, ho partecipato ad un convegno in cui ho conosciuto i più stimati musicologi del compositore tra cui Remigio Coli, Christian Speck, Jaime Tortella e l’approfondimento e le indicazioni sono state utilissime per la comprensione e l’esecuzione di queste sonate”.

Il prossimo progetto?
“Ora mi sto interessando ai tanti autori contemporanei a Boccherini. Ci sono moltissime composizioni, spesso inedite, di violoncellisti-compositori che meritano di essere riscoperte”.

Scopri di più su Luigi Puxeddu

Jaime Tortella, autore di tre libri su Boccherini, membro dell’Asociaciòn L.Boccherini di Madrid e del Centro Studi “Luigi Boccherini”di Lucca HA SCRITTO:

L’insieme delle Sonate a Violoncello e basso di Boccherini meritava una registrazione congiunta, se non di tutte, almeno di una collezione come quella che Luigi Puxeddu ha inciso in quattro CD per la casa discografica Brilliant. Se, come è il caso di questa raccolta, la qualità raggiunge un alto livello d”eccellenza, non c”è altro che congratularci sinceramente e gradire il magnifico risultato.

Christian Speck, Presidente dell”Edizione Nazionale Italiana delle opere complete di Luigi Boccherini, direttore scientifico del “Centro Studi Opera omnia Luigi Boccherini-Onlus” e Professore di musicologia all”Università di Koblenz-Landau HA SCRITTO:

I only know a few cellists playing Boccherini as I think it is adequate to that great master of Eighteeth Century cello music. Luigi Puxeddu is an excellent virtuoso and surly proves himself worthy to Boccherini with his absolute superior technique and his empathetic tone, as his wonderful recording of Boccherini”s complete cello sonatas testify once more. Luigi Puxeddu was a blessing for that outstanding project.

Fabris Domenico detto Dinko, eminente musicologo e docente di storia della musica al Conservatorio di Bari – Casa Piccini e all’Università della Basilicata, Potenza HA SCRITTO:

L’interesse per l’impresa di Luigi Puxeddu non è soltanto nell’aver avviato una incisione integrale di tutte le sonate per violoncello di Luigi Boccherini, progetto che contribuisce validamente all’attuale fase di riscoperta e valorizzazione di uno dei più importanti compositori del Settecento. Colpisce il calore e l’accuratezza dell’interpretazione di queste pagine estremamente complesse eppure ricche di “affetti” capaci di coinvolgere pienamente l’ascoltatore d’oggi. L’approccio a questa sezione del catalogo boccheriniano pone la giusta attenzione ai problemi filologici delle fonti (sono esaminate tutte le varianti a partire dalla raccolta organica nel Fondo Noseda di Milano) e soprattutto della corretta prassi esecutiva.

Si pensi all’uso del secondo violoncello o a volte del violino come accompagnamento all’ottava bassa (nella sonata in do minore G2): prassi autorizzata da numerose fonti coeve e di piacevole risultato fonico. In generale il suono del violoncello solista risulta in prefetto equilibrio tra la giusta energia dei passaggi più virtuosistici e la delicatezza del cantabile, mai abbandonato alle facilità del moderno vibrato ma neppure reso in una asettica ed innaturale pretesa di autenticità ormai sconfessata dalle più aggiornate lezioni di performance practice. (dinko fabris)

Luigi Boccherini: approfondimento di Luigi Puxeddu

Luigi Boccherini (Lucca 1743 – Madrid 1805) fu un grande violoncellista e nell’intestazione delle sue composizioni, dedicate all’Infante di Spagna Don Louis, è chiamato virtuoso di camera e compositore di musica di S.A.R.
Sebbene nel suo catalogo personale non facesse menzione dei concerti e delle sonate, nelle sue composizioni egli trattò il violoncello molto spesso da protagonista, soprattutto nei quintetti, sviluppando una tecnica per questo strumento veramente innovativa.

Della produzione per violoncello si conoscono ad oggi 12 concerti e circa 40 sonate; nel Conservatorio di Milano sono custoditi due quaderni di sue sonate manoscritte: uno è nel Fondo Noseda e contiene 20 sonate, catalogate da Yves Gerard da G 1 a G 18, con l’aggiunta della G 2 bis e G 4 bis; l’altro è il Quaderno ‘Laterza’, che ne contiene 18 (le sonate G 565, G 565 bis, G 566, le tre sonate fuori catalogo in sol magg., la magg. e mi b magg. e alcune doppie). Di queste sonate ben 7 sono unica, mentre delle altre sono state trovate copie a Genova, Firenze, Praga, Dresda, Berlino, Liverpool, Lennoxlove e Graz.

Sei sonate furono stampate a Londra da Bremner nel 1775 circa (G 1, 4, 5, 6, 10, 13). Tra gli unica due sonate potrebbero non essere di Boccherini: la G 3, attribuita al violoncellista francese L. A. J. Janson (1° e 3° movimento) in una raccolta di 6 sonate (1770 circa) e la G 7, attribuita al violoncellista piemontese, trasferito poi in Inghilterra, Gaetano Chiabrano (1725-1800). La sonata G 18 porta il titolo di Sonata à Viola, ò Violoncello solo.

Notevoli sono le differenze, sia nella parte del violoncello che del basso, tra le sonate G 2 e la più elaborata G 2 bis; la G 4, invece, è quasi identica alla sonata G 4 bis in 2 movimenti su 3, solo l’Allegro moderato, che è chiamato Allegro nella G 4 bis, varia nelle frasi e nella tessitura; infine la G 565, più famosa come concerto in si bemolle G 482 (solo il secondo tempo è differente) è una sonata completamente diversa dalla G 565 bis. Il compositore di Lucca utilizzerà nei suoi concerti altre due sonate: la G 13 nel primo tempo del concerto G 475 in la magg. e la G 17 nel secondo tempo del concerto in do magg. G 477.

Alcune di queste sonate sono le prime esperienze da compositore di Boccherini, egli viaggiava con il padre, contrabbassista ma anche violoncellista, ed è improbabile che questi, nei viaggi per far conoscere il giovane virtuoso, portasse con sé uno strumento troppo ingombrante.

Il basso di queste sonate non è numerato; nel Minore del Rondò della sonata G 17è scritto: Punta d’arco al ponticello, p[ianissi]mo e strisciato. É quindi chiaro il riferimento ad uno strumento ad arco e la scrittura nelle diverse sonate è sicuramente adatta ad un violoncello, con corde doppie e passaggi di difficile, se non impossibile, esecuzione con il contrabbasso. È anche probabile che Boccherini, nella sua tournée con l’amico violinista Manfredi, si sia esibito accompagnato dallo stesso violino al basso.

La musica di Boccherini è strettamente legata ai mezzi d’espressione e all’articolazione del suo tempo, è per questo motivo che è stata molto penalizzata dal mutamento dei mezzi espressivi dal Classicismo ai giorni nostri.

Luigi Boccherini, insieme a Pietro Nardini e Filippo Manfredi al violino e Giuseppe Cambini alla viola, formò per sei mesi un quartetto d’archi, probabilmente nel 1766, e proprio da Cambini, nel suo metodo stampato a Parigi, ci arrivano delle informazioni estremamente interessanti che riguardano la prassi dell’epoca:

“L’archetto è l’anima, il pensiero, lo spirito del violino… Mi accontenterei di poter far sentire solamente all’allievo, con un piccolo numero di esempi, la differenza di espressione – da cattiva a mediocre, da mediocre a buona, da buona a eccellente – con cui si può suonare uno stesso passaggio. Sceglierò intanto due sole frasi, l’una presa dall’elegante e tenero Boccherini, l’altra da un andante del celebre Haydn.”

Cambini riporta la frase di Boccherini prima senza alcun segno, poi con le legature, ed infine, prima di riportarla con le indicazioni dinamiche, scrive:
“Eseguite dunque la frase nella maniera seguente, aumentate e diminuite i suoni secondo le indicazioni scritte. Soprattutto pensate di voler commuovermi… elettrizzate il vostro braccio col fuoco di questo pensiero… che il vostro archetto sia la vostra lingua e il vostro specchio…declamate la frase come io ve la noto“ e segue l’esempio con le messe di voce segnate sotto il pentagramma.

Nel metodo, inoltre, non c’è traccia di vibrato, probabilmente perché il suo uso indiscriminato poteva rovinare l’espressività armonica, come si evince anche da Le regole per ben suonare il violino di Giuseppe Tartini, il più famoso insegnante di violino dell’epoca e maestro di Nardini.

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