L’universo sonoro degli Obliquido

Obliquido nasce nel 2014 da un’idea del compositore e produttore Domenico Toscanini, che ha voluto raccogliere in un progetto discografico alcuni dei musicisti e cantanti con i quali ha collaborato nel corso degli anni: Laura Boccacciari, Donat Munzila, Alessio Luise alle voci; Cristiano Calcagnile alla batteria; Riccardo Fioravanti al Contrabbasso; Mauro Cassinari Sax soprano e tenore e Marco Fior alla tromba. Eccoli sul Blog della Musica

Ciao! Iniziamo dalla fine… parlando del Premio Tenco che vi ha visto fra le nominations. Soddisfatti?
Ciao! bhè, la nomination è una gran bella soddisfazione! Per chi come noi ha deciso di osare, sperimentare, non lasciarsi catalogare… direi che l’attenzione da parte del mondo della canzone d’autore ci riempie di orgoglio ed è già un premio l’essere riconosciuti da importanti critici ed addetti ai lavori tra gli album più meritevoli dell’anno. Questa nomination ha già significato tanto e dato un incoraggiamento a continuare così!

Obliquido, un nome strano. Su internet non ho visto la vostra biografia, quindi vi chiedo da dove derivi…
Già nel nome volevamo esprimere quello che siamo! e tentare di esprimere con un’unica parola le caratteristiche fondamentali del nostro progetto musicale meritava proprio un neologigmo! così dalla fusione tra i termini obliquo e liquido nasce Obliquido ovvero il nostro essere come un liquido che scorre su un piano obliquo, cresce e si nutre delle energie che incontra durante il suo percorso.

Siete un gruppo jazz di otto persone. Ci fate una panoramica di chi sono i componenti degli Obliquido?
Nel 2014 l’idea del compositore e produttore Domenico Toscanini di trasformare in progetto discografico l’ispirazione ottenuta dalle numerose collaborazioni avute nel corso degli anni con artisti da lui stimati, prende forma in quest’atmosfera stratificata e variegata. Colonne portanti di questo universo sono senz’altro Domenico Toscanini, compositore, arrangiatore e pianista della formazione, l’estro vocale di Laura Boccacciari e l’affascinante ricchezza artistica di Donat Munzila polistrumentista ed autore dei testi in lingue bantu e francese.

In particolare modo dalla vostra formazione salta all’occhio il fatto che ci sono tre cantanti. Una casualità o un’esigenza ben precisa?
Nulla è lasciato al caso… piuttosto ognuno degli artisti coinvolti ha partecipato donando il proprio mondo musicale. Laura, Alessio e Donat, ognuno a proprio modo, hanno espresso in parte l’universo di Obliquido, con la propria passione ed il proprio backgroud artistico, musicale e anche personale.

Ho ascoltato il vostro disco Se mi dai del lei morirò prima, titolo molto simpatico… il disco è bello e suonato molto bene, i testi dei brani invece sono un po’ estrosi e surreali… come mai la scelta di cantare dei brani così particolari?
I brani che tu definisci estrosi e surreali si devono alla penna di Alessio Luise, filosofo e scrittore indipendente il cui modo di “trascrivere” la realtà che ci circonda e le percezione umane attraverso forme testuali che si aprono a varie chiavi di lettura, ha affascinato sin da subito Domenico. L’incontro con Alessio infatti è stato uno dei più decisivi nella genesi del progetto.

E sul vostro jazz che ci dite? A volte è un jazz raffinato, a volte contaminato dall’elettronica…
Obliquido è un universo di sonorità a cavallo tra soluzioni armoniche e ritmiche provenienti da derive musicali apparentemente lontane tra loro, dove un raffinato paesaggio acustico jazz, incontra e abbraccia la semplicità tematica del pop, dove il surrealismo grammaticale dei testi si intreccia con le ritmiche di apparente facile lettura… e poi le sonorità di chiaro sapore elettronico ed altre che prendono dalla musica africana… chiamarlo jazz sarebbe riduttivo! è il mondo di Obliquido, è “senza forma come l’acqua”.

Dopo il Premio Tenco 2015 cosa faranno gli Obliquido? Progetti in cantiere?
Tanti! tante idee, tante energie, tanta nuova linfa vitale che scorre tra i meandri di un progetto visionario e concreto insieme. Non per ultimo, arrivare alla messa in scena di uno spettacolo teatrale in cui confluiranno arti visuali, danza e multimedialità, dove il fil rouge rimane la compartecipazione e compenetrazione delle esperienze musicali, culturali e di vita, dove “sipari, i più disparati si aprono e disfano”.

Grazie Obliquido per la vostra presenza sul nostro Blog della Musica. A presto!
Grazie a Blog della Musica per averci dato modo di raccontarvi un po’ di noi.

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