INTERVISTA | Maddalena: The Forest è il secondo capitolo della mia vita artistica

Maddalena ha pubblicato il suo nuovo album dal titolo The Forest per Irma Records. Cantautrice e musicista nel suo disco canta di libertà, di amore e di speranza senza tralasciare di esprimere anche il suo amore per gli animali. Maddalena ha risposto alle domande di Blog della Musica in questa intervista…

Ciao Maddalena e benvenuta su Blog della Musica. In poche righe ti puoi presentare ai nostri lettori?
Ciao! Mi chiamo Maddalena e sono una cantautrice di Rimini. Lavoro da qualche anno insieme a Irma Records, che ha pubblicato due miei dischi e sta per pubblicare il terzo che si chiama The Forest uscito il 16 Febbraio. In questo disco collaboro con un amico di vecchia data Silvio Pasqualini, attivo in altri progetti molto interessanti e con cui ho scritto alcuni brani del disco. Siamo entrambi musicisti, lavoratori e amanti degli animali.

Raccontaci come ti sei avvicinata alla musica…
Sono cresciuta in una famiglia numerosa e i dischi in casa non mancavano. I miei fratelli e i miei genitori mi hanno cresciuta a “pane e vinili”, facendomi amare la musica rock degli anni 60-70 e anche quella contemporanea. Le mie sorelle mi hanno insegnato a suonare la chitarra quando avevo 8 anni e da allora non ho mai smesso di suonare e cantare.

Maddalena, quali sono gli artisti che segui e a cui ti ispiri?
Lisa Germano, Mazzy Star, Tangerine Dream, Brian Eno, Klaus Schultze, London Grammar, Youth Lagoon, m83, King krule, thee oh sees, the Cure, Tori Amos, Telefon Tel Aviv, Autechre, Father John Misty, mobilegirl…

Essere emergenti ora. Che Italia discografica ti trovi davanti?
Mai come in questo momento le uscite discografiche sono state così numerose e diversificate. Da un lato questa ricchezza nell’offerta è una manna per gli ascoltatori più affamati anche se può essere disorientante per coloro che non siano in qualche modo attrezzati e corazzati a ricevere tutta questa quantità di musica. Metabolizzare, immagazzinare o semplicemente categorizzare o ordinare in qualche modo nella propria mente tutto ciò non è impresa facile. Le modalità di ascolto (streaming, youtube ecc) non solo accrescono la sensazione di essere “sommersi” ma anzi la rendono reale e fisica.

Per quanto riguarda gli artisti è di certo confortante vedere tutta questa passione diffusa ma è decisamente alto il rischio di non riuscire a raggiungere quella parte di pubblico che potrebbe apprezzare la propria proposta musicale, inondato com’è dall’estrema abbondanza di materiale. La faccenda alle volte può essere frustrante per chi produce dischi ma è chiaro che le cose vanno prese con la giusta filosofia ed è importante farsi guidare solo dalla passione sincera e da nient’altro.

The Forest è il tuo nuovo album. Ce ne parli?
The Forest
è il secondo disco del progetto Maddalena. In The Forest ho avuto il piacere e l’onore di collaborare con il mio collega di lunga data e amico Silvio Pasqualini (AustraliA, El Xicano) il quale è intervenuto anche sulla scrittura della musica di alcuni brani (Every Breath, Moonlight, Vain, I guess). Inoltre il brano I don’t mind l’ho scritto insieme a Marc Schaffer, il “capoccia” dell’etichetta Anna Logue Records di Berlino che ristampa bellissimi dischi degli anni ’80.  Queste commistioni di idee, scritture ed emozioni hanno contribuito notevolmente ad ossigenare e dare vita al mio lavoro, del quale vado molto orgogliosa perché dice molto di me e di come vivo la musica.

Se potessi ascoltare un unico brano del tuo nuovo disco, quale dovrei ascoltare? Perché?
Se potessi ascoltare un unico brano credo dovresti ascoltare Every breath. In Every Breath, il primo singolo estratto dal disco, c’è tutto The Forest: c’è il sogno, la speranza, il suono, la sostanza del desiderio di libertà e di amore che pervade tutte le nove tracce del disco.

Rispetto al tuo primo lavoro discografico Electrodream, in cosa è diverso The Forest?
E’ un disco più maturo e forse anche più felice in qualche modo. Rispetto a Electrodream uscito nel 2015, l’atmosfera generale è sempre piuttosto onirica e dark, ma i ritmi sono più sostenuti e i suoni più “sostanziosi”. Il mio amico e produttore Andrea Muccioli (Stop Records/Stop Studio) anche in questo caso ha lavorato con me per dare alla luce al mio nuovo lavoro, interpretando come sempre in maniera impeccabile le mie scelte stilistiche e artistiche.

Come ho detto prima sono intervenuti anche altri artisti e questo mi ha arricchito molto e in qualche modo, paradossalmente, ha reso il disco ancora più “mio”. Sono assolutamente legata ad Electrodream e credo che The Forest sia una sorta di secondo capitolo della mia storia artistica.

Parlaci ora dei testi dei brani di The Forest a chi si rivolgono? Che cosa raccontano?
Moonlight apre il disco e determina l’atmosfera che si percepirà durante tutta la sua durata. Il brano affronta un tema ricorrente nel disco: la ricerca e la pretesa di libertà. La libertà prima di tutto dalla più forte prigione in cui possiamo rimanere incastrati: noi stessi. Every Breath è il primo singolo estratto dal disco. Affronta il tema della libertà in senso “esterno” rispetto a Moonlight. In questo brano si crea un parallelismo tra l’innocenza/la libertà e la tematica animalista, a me molto cara.

I don’t mind è stato scritto in collaborazione virtuale con MARC SCHAFFER di Anna Logue Records (Berlino). Questo brano probabilmente è il più complesso e maturo del disco. Parla di speranza, di positività e della sensazione di leggerezza di quando si è pervasi dalla consapevolezza di essere sulla strada giusta. Il tempo e la distanza non contano, i detrattori e le presenze negative che si nascondono dietro l’angolo non significano nulla quando si è consapevoli della propria identità e dei propri desideri.

Joanne affronta il tema della libertà in senso completamente opposto ai brani precedenti. Joanne è fidanzata con un politico ma incontra un musicista affascinante, un cantante per la precisione. Joanne sta bevendo un drink, è carina, sa ballare e cantare, è una ragazza come tante che si chiede “perché stai facendo questo? Perché ti stai arrendendo?” Joanne non è in grado, a differenza delle altre voci degli altri brani, a liberarsi dalla paralisi della paura del cambiamento, quindi si limita a dare un’occhiata, a bere il suo caffè e a guardare altrove.

Nutshell è un tributo al famoso brano della band grunge anni 90 Alice in Chains. Sono molto affezionata a questo brano e ho voluto rivisitarne le sonorità a modo mio e inserirlo nel disco. I guess  parla di amore, della scoperta dell’amore e dell’inizio di un nuovo amore.

Vain è il pezzo che assieme a I don’t mind presenta sonorità più briose e in qualche modo dance. E’ un invito a non farsi accecare da chi finge di amarci mentre in realtà cerca soltanto di rubarci energie e potere. I’ll call you back  apre la possibilità di un nuovo amore, ma come già cantato in Joanne, non è ancora il momento giusto per aprirsi e liberarsi dalle vecchie, comode prigioni. “There’s no room for a new beauty, no time to hear” . Non c’è spazio per un nuovo amore, ma non c’è nemmeno tempo per un vecchio amore.

You were there conclude il disco con un lieto fine: dopo una vita di errori e di prigioni e dopo il giusto percorso di liberazione interiore, dopo aver trovato se stessi e i propri sogni, solo allora sarà possibile trovare l’amore e la sensazione sarà che questo amore ci sia sempre stato.

Mi sembra ricorrano molto temi come la libertà, l’amore, la speranza e anche una vicinanza agli animali. Quanto e perché sono così cari per te questi argomenti?
Sì, sono proprio questi i temi principali che ho cantato in The Forest. Per me la musica è sempre stata sinonimo di libertà e di amore, amore per me stessa e per la vita. Con la musica riesco a dare voce ai miei desideri e cantandoli, musicandoli, in qualche modo è come se in parte li avessi realizzati. La musica e le canzoni rendono i miei desideri e i miei sogni reali e vicini.

La tematica animalista è molto importante per me (e anche per Silvio). Amo gli animali e cerco di rispettarne il diritto alla vita e alla libertà quanto più mi è possibile. Sono vegana da diversi anni e riuscire a parlare di questo nelle mie canzoni (soprattutto in Every Breath in questo disco) per me è vitale, perché purtroppo tra “noi vegani” dilaga la tendenza a pontificare e a imporre uno stile di vita che, nonostante io ritenga essere il più giusto da un punto di vista etico, salutistico e ambientale, non può essere in alcun modo imposto.

Quali sono i prossimi progetti di Maddalena?
Insieme a Carla di Rouge Promozione Musicale stiamo organizzando i prossimi concerti sia in Italia che all’estero, durante i quali presenterò The Forest e riproporrò Electrodream assieme a Silvio. Per il momento ci stiamo concentrando sulla preparazione del live.

Grazie per aver trascorso un po’ del tuo tempo con Blog della Musica.
Grazie a voi!

Info: https://www.facebook.com/Maddalenaelectrodream/

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