INTERVISTA | Maestro Pellegrini: essere fragile mi aiuta a trovare la forza di sorridere…

Francesco Pellegrini, in arte Maestro Pellegrini, è uno dei musicisti più influenti della musica pop/rock italiana. Ha collaborato con moltissimi artisti e attualmente suona in pianta stabile con gli Zen Circus. L’abbiamo intervistato in occasione dell’uscita del suo disco FRAGILE

Benvenuto Maestro Pellegrini su Blog della Musica. Chi è Maestro Pellegrini e chi, invece, Francesco?
Maestro Pellegrini è il mio nome d’arte, ha un significato ambivalente perchè da una parte racconta il mio percorso artistico che contempla anche una formazione accademica, dall’altro lato ha una connotazione fortemente ironica.

Cosa ti ha spinto, dopo aver lavorato con molti gruppi affermati, a proporti come solista nella scena italiana?
A 33 anni ho sentito forte l’esigenza di raccontare anche la mia vita attraverso le canzoni, ho sempre scritto parole che poi sono rimaste chiuse nei cassetti, come racconto in “A volte ti capisco” e finalmente ho avuto l’opportunità di potermi mettere a nudo attraverso i testi.

Nel mio disco ci sono io, le mie emozioni, la mia vita e le persone che mi stanno a fianco “su questa strada in salita”

Sei tu ad essere “Fragile” o qualcos’altro che ti circonda?
Tutto è fragile e purtroppo gli ultimi mesi ce lo hanno rivelato abbastanza impietosamente. Io sono fragile e credo che la consapevolezza di tale condizione possa aiutare ognuno di noi a trovare la forza per sorridere alle proprie paure.

Com’è stato lavorare al tuo album e da chi/dove hai preso ispirazione?
E’ stato bellissimo ma anche molto difficile, essendo un primo album ho dovuto immaginare un mio sound che fosse davvero personale. Abbiamo lavorato circa due anni alla produzione artistica delle canzoni assieme ad Andrea Pachetti del 360 music factory di Livorno ma devo dire che il risultato finale mi rappresenta molto e sono soddisfatto.

L’album che ho preso come riferimento in quel periodo è “Every day robots” di Damon Albarn

Come è strutturato il tuo processo creativo, essendo un cantautore?
Per questo disco ho prediletto una scrittura molto immediata, una sorta di flusso di coscienza.

Diciamo che, partendo da una base armonica e melodica comincio ad inserire immagini e parole che ho appuntato in precedenza e a queste allineo persone, emozioni, impressioni finchè il senso del discorso non emerge quasi in modo spontaneo e allora lo comincio a seguire.

Se ti dovessi chiedere quale traccia ti abbia provocato più gioia e quale più dolore nel tuo LP, tu cosa risponderesti?
Bella domanda, più gioia sicuramente “Semplice” più dolore “A volte ti capisco”

Qual è il ricordo più intenso che hai della tua carriera e hai sogni nel cassetto?
Ho molti ricordi intensi nella mia carriera, soprattutto negli ultimi due anni sono successe cose bellissime e ho anche molti sogni nel cassetto ma il cassetto resta aperto, sempre, perchè i sogni mi tengono vivo.

Sei già al lavoro su altro materiale o sei in un periodo di riflessione?
Sì, sono già a lavoro su altro materiale

Ti mancano i palchi?
Moltissimo, mi manca la dimensione del concerto in cui il contatto con il pubblico crea qualcosa di magico che ormai fa parte della mia vita, ho bisogno di momenti di condivisione

Che disco vorresti avere con te per sempre?
Ho un rapporto strano con gli ascolti ma direi “Trance Frendz” di Nils Frahm e Olafur Arnalds.

Ascolta Fragile Vol. 1 di Maestro Pellegrini su Spotify

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