INTERVISTA | Marco Augusto: speranza e ottimismo nelle mie canzoni

Marco Augusto Kunz cantautore

Marco Augusto, cantautore italo-tedesco classe 1969. Dopo aver lavorato come architetto e aver fondato una web agency, ha deciso di mollare tutto per seguire la sua passione: la musica. Ha un disco alle spalle e diversi singoli, l’ultimo è Raggio di sole. Blog della Musica l’ha intervistato…

Ciao Marco Augusto e benvenuto su Blog della Musica. In poche righe ti puoi presentare ai nostri lettori?
Volentieri. Nato a Milano nel ´69 e poi cresciuto in Germania, amo di tutto cuore la vita, le bellezze di questo pianeta e, naturalmente, profondamente la musica. Ho la fortuna di parlare sia l’Italiano che il tedesco, di poter soggiornare regolarmente in questi due paesi, di scoprire e gustare queste due grandi culture. Al momento la mia vita e attività si svolgono soprattutto attorno Karlsruhe nel Sud della Germania, con diverse visite al Lago Maggiore, dove vive la parte Italiana della mia famiglia.

Raccontaci come ti sei avvicinato alla musica.
Già da bambino ero circondato giorno per giorno da suoni classici attraverso i miei genitori (Mamma Milanese, Papà tedesco) –  loro due – bravissimi al pianoforte – si dedicavano con grande passione alla musica. Così a sette anni ho iniziato a studiare il piano, poi la chitarra e infine il canto. Presto mi sentivo attratto anche dal campo Rock/Pop e mi sono messo a scrivere e cantare canzoni mie, una cosa che mi fa talmente piacere e felice che mi sembra di seguire un fiume che scorre dentro di me per sempre.

Dopo lo studio di Architettura, con un meraviglioso anno a Firenze e la fondazione di una agenzia Internet, dirigendola diversi anni, nel 2012 ho preso la decisione di lasciare tutto e di dedicarmi da quel momento in poi completamente alla musica, come cantautore, alla band, ai miei concerti. Questo è stato una liberazione totale, che giorno per giorno mi fa alzare con grandissima gioia ed energia, che apre porte senza dover sforzarsi, perché ora sto percorrendo la via giusta, la mia.

Quali sono gli artisti che segui e quelli che influenzano le tue scelte musicali?
Mah, alla fine sono molti. Sicuramente mi ha influenzato fortemente il campo della musica classica, le opere di Wagner, Puccini, le sonate di Beethoven, Chopin, Debussy. Poi negli anni ’80, come contrasto, mi sono immerso nella musica Hardrock / heavy metal. Ma seguivo anche diversi cantautori sia italiani che tedeschi, tra i quali Eros Ramazzotti, Massimo di Cataldo, Nek, Nina Hagen, Udo Lindenberg, Silbermond.
Impressionante anche l’Hip-Hop, l’R&B con i suoi ritmi raffinati e diversi gruppi giovani, che tornano ad un sound molto puro.

Tu sei italiano ma vivi da sempre in Germania. Come vedi la situazione musicale dall’una e dall’altra parte? Quali le differenze?
Sono mezzo italiano, e mezzo tedesco (un grande problema durante le partite di calcio!). La situazione musicale la vedo abbastanza simile: questi due paesi sono pieni di grandiosi musicisti, di bravissimi giovani talenti – incredibile quante band, quanti cantautori creino musica di alto livello – è bellissimo vedere questo. Per poter vivere in questo mestiere ci vorrebbe sia qui che là una retribuzione più onesta degli onlineshop, dei videochannel e delle piattaforme streaming. In Germania l´associazione GEMA si dà molto da fare per migliorare questa situazione e spero che anche in Italia ci siano queste iniziative, anche se nel prossimo futuro saranno solo i concerti il mezzo con cui un musicista potrà guadagnarsi qualcosa.

Per quanto riguarda le composizioni musicali, qui mi sembra che ci siano delle somiglianze con l’Architettura: un italiano, quando qualcosa è bello, lo fa, lo realizza per la bellezza. Un tedesco invece vuole vederci insieme sempre anche una certa utilità, un vantaggio funzionale. Riguardo questo io mi sento più meridionale. Cantare e scrivere un testo è sicuramente molto piacevole farlo in lingua Italiana – è morbida, un po’ come la musica stessa, ed elastica nella sua struttura. Bellissimo però davvero anche la lingua tedesca – anche se per voi forse non sembra – ci sono certi toni particolari e la possibilità di giocare con molti sinonimi.

Un album all’attivo e un singolo uscito nel 2016: La vita mi aspetta. Una storia di vita vera. Puoi raccontarci qualcosa?
La vita mi aspetta l’avevo scritta già nel 2003, in un periodo mio difficile, con paure e crisi, in un momento però nel quale già stavo sentendo che il peggio fosse passato, che la vita già mi sta aspettando, con le sue braccia aperte, sorridente. Quindici anni dopo ho conosciuto la carissima Annemarie Rösner, che dopo una lunga e dolorosa terapia era sopravvissuta al cancro e stava per riprendere la sua vita in pienezza. Ci siamo resi conto che le nostre storie si assomigliavano, che il messaggio della mia canzone fosse proprio quello: Mai perdere la speranza, qualcosa di molto più profondo di noi ci porta sempre a superare ogni buio, finché rivedremo il sole, e la nostra vita ci aspetterà, pronta per risplendere insieme a noi appena saremo pronti per farlo.

Guarda il video de La vita mi aspetta

Da poco hai pubblicato un nuovo singolo dal titolo Raggio di sole. Questa volta invece un brano allegro e spensierato. Come è nato?
Raggio di sole è nato proprio in un momento così: Ero innamoratissimo, mi sembrava di poter fare tutto, ogni volo, ogni salto, non volevo più smettere di cantare per lei. Bellissimo! Dobbiamo sempre assaporarli, questi momenti, sono dei regali preziosi. Tutto ti sembra chiaro, leggero e brillante.
Un po’ surreali però lo sono, questi sentimenti, questa vista tutta rosa. Quante idee, quanti desideri e sogni. E poi infine: cos´è la realtà? Quello che vediamo o crediamo di vedere nel momento? Durante la giornata? Nei nostri sogni? Da qui è nata l´idea per il video.

Per quanto riguarda, appunto, il video di Raggio di Sole, chi l’ha girato e chi ha avuto l’idea dell’ambientazione anni ‘50?
Concetto, regia, le riprese e la post production sono state fatte da kunzanipictures / Claudio Kunzani (che è il mio carissimo fratello) insieme ai CRAZY PICTURES STUDIOS / Mladen Pavlovic – un team con il quale abbiamo già creato diversi altri nostri music videos. Una collaborazione meravigliosa!

L’idea dell´ambientazione anni ’50 con il viaggio verso l’Italia l’ha avuta Mac Barisch della Mac Barisch Music Production, nel cui studio abbiamo registrato e prodotto l’audio della canzone. Bella idea, perché in quel decennio in Germania si era svegliata una grande voglia di scoprire il Belpaese oltre le Alpi – spesso piena di sogni e fantasie personali, sempre in cerca dell’amore e della passione che un tedesco si aspettava.

Guarda il video di Raggio di Sole

Ti stai preparando ad un uscire con un nuovo album? Sarà in italiano o in tedesco?
Nei prossimi mesi usciranno due bellissime nuove canzoni: Operazione amore, in italiano, un raid militare, ma non – come siamo abituati da migliaia di anni – con le armi solite, ma con i tiri d’amore, sparando col fuoco del cuore, con la pietà.
L’altra canzone sarà in tedesco: Sternenzelt (Volta Stellata): la voglia di costruire per il mondo, per tutti, una volta stellata, una rete, che protegge tutti quanti. E poi stare seduto lì, con te, soltanto così, senza aspettarsi qualcosa di speciale, soltanto volendosi bene e sentendo la bellezza, che portiamo in noi. Ci sono canzoni che nascono automaticamente nella mia madrelingua italiana, altre senza pensarci in tedesco. Non sono io a scegliere, la lingua se la scelgono loro.

Di quale messaggio vuoi essere portatore con la tua musica?
Vorrei essere portatore della speranza, dell’ottimismo. Non perché dico che tutto quello che vediamo attorno a noi sia bello. Ma perché è vero che in tutto, in ogni essere e anima c’è qualcosa di buono. E perché siamo circondati da un mare di bellezze, ogni secondo, piccole e grandi. Basta guardarle.

Auguro a tutti di seguire quello che uno sente dentro di sé, senza troppe paure, ma con coraggio, gioia e a gonfie vele – suona banale, ma è vero: se ascoltiamo il nostro cuore e ci affidiamo alla nostra intuizione, cammineremo sulla via giusta – e questo è il senso della nostra vita.

Prima di lasciarci, Marco, quali sono i tuoi prossimi progetti musicali?
Anche nel 2018 terrò diversi concerti, con il gruppo al completo, oppure in formazione ridotta o come solista. Sempre anche con l´idea di celebrare e di rinforzare l’amicizia cresciuta tra l’Italia e la Germania e ricordandosi dell’importanza che queste relazioni hanno di buono per tutta l´Europa.

Un piccolo sogno naturalmente ce l’ho sempre in me: fare qualche concerto anche da voi in Italia. Quindi a tutti voi, con un carissimo saluto dalla Germania: se vi viene un’idea magari di un tour assieme, contattatemi molto volentieri.

Grazie Marco Augusto per aver trascorso un po’ di tempo con Blog della Musica.

Info: https://www.facebook.com/marcoaugusto.official/

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