Marco Pessimo: Radical Shit | Recensione

una bottiglia di profumo in copertina del disco di Marco Pessimo: Radical Shit

L’artista milanese Marco Pessimo guarda oltre le mode con Radical Shit. Ecco la recensione su Blog della Musica

In un momento storico in cui il rap sembra sempre più influenzato da numeri, algoritmi e tendenze passeggere, Marco Pessimo continua a muoversi seguendo una direzione diversa. Radical Shit, il nuovo album prodotto da Cabecao Prod., nasce infatti da una visione che mette al centro contenuti, identità e autenticità.

L’artista milanese è convinto che il progetto possa arrivare anche a chi normalmente non ascolta hip hop. Il motivo, spiega, è semplice: “si capisce tutto e la delivery è forte e chiara”. Una caratteristica che considera sempre più rara e che gli permette di immaginare un disco capace di parlare a pubblici molto diversi tra loro. Non soltanto agli appassionati di rap, ma anche a persone lontane da questa cultura, perché ciò che conta davvero è la capacità di trasmettere emozioni e messaggi.

Lontano dalle classifiche, vicino all’identità

Nel corso della nostra conversazione emerge una posizione molto netta nei confronti dell’attuale industria musicale. Marco non nasconde di sentirsi distante da certe logiche e rivendica un approccio completamente diverso alla costruzione del proprio percorso.

“Non puntiamo ad andare in classifica seguendo un trend e tantomeno a fare numeri da virali”, racconta. L’obiettivo è un altro: “fidelizzare i seguaci e brandizzare la nostra musica per il suo valore aggiunto, l’originalità”.

Ascolta il disco Radical Shit

Una visione che si riflette anche nella costruzione stessa di Radical Shit, un album che non nasce inseguendo modelli preesistenti ma sviluppando un linguaggio personale. Non a caso, parlando del futuro dei concept album, Marco si mostra molto netto: “c’è sempre spazio per le cose ben fatte, altrimenti sta finendo il mondo”.

Una passione che non si è mai fermata

Nonostante gli anni di attività alle spalle, il rapporto con la musica continua a essere alimentato dalla stessa spinta degli inizi. Quando gli chiediamo quali siano gli obiettivi che si pone oggi come artista, la risposta arriva immediata: “questa roba non mi sazia mai”.

Dietro Radical Shit c’è infatti la volontà di continuare a contribuire alla crescita di un certo modo di intendere il rap, fondato su scrittura, contenuti e personalità. Una filosofia che emerge chiaramente anche quando prova a definire il momento attuale del proprio percorso. Marco sorride e ridimensiona subito il concetto di carriera: “sono un ragazzone appassionato che si diverte ancora. Tutto qui.”

Ed è probabilmente proprio questa frase a riassumere meglio l’anima di Radical Shit: un disco costruito senza inseguire scorciatoie, con l’ambizione di lasciare qualcosa a chi ascolta e con la consapevolezza che, una volta pubblicato, il suo significato non apparterrà più soltanto all’artista. Come ammette lui stesso, “noi come sempre abbiamo dato il massimo, ora il disco è vostro”.