INTERVISTA | Matteo Maione debutta… “Ad un metro di distanza”

Ad un metro di distanza è il primo brano di MATTEO MAIONE. Distanti, ma uniti dalla voglia di normalità e di vicinanza fisica ed emotiva: questo il senso di Ad un metro di distanza, brano di debutto di Matteo Maione che veicola un messaggio di fiducia e aspettativa per il domani. Musicalmente l’andamento iniziale è apparentemente cupo nella sua progressione funky, aprendosi poi in un ritornello pop/rock che è una riflessione coraggiosa e, soprattutto, una ricerca di speranza per un ritorno alla libertà. Ecco cosa ci ha raccontato!

Matteo Maione, ciao e benvenuto. Esiste effettivamente una scena di cantautori romani? La segui?     
Esiste già da tempo una scena romana formata da ottimi artisti come Silvestri, Gazze’, Fabi; sicuramente sento di farne parte proprio perché questi cantautori sono quelli più vicini alla mia generazione e quelli che hanno saputo finora esprimere bene le aspettative e i cambiamenti sociali degli ultimi anni, dimostrando coraggio e fiducia nel presente.

Quando hai deciso che avresti pubblicato Ad un metro di distanza? E perchè?
Ho deciso di pubblicare il brano un anno dopo averlo scritto perché ho sentito che era il momento giusto per farlo; ci sono poi stati poi degli incontri importanti, non solo dal punto di vista musicale, che mi hanno fatto capire di aver raggiunto la giusta maturità artistica ma soprattutto mi hanno spinto a credere in questa nuova avventura, mettendomi in gioco; allo stesso tempo credo che bisogna sempre rischiare per le cose che ci interessano veramente, altrimenti il vero rischio è quello di perderle.

In che modo il tuo primo singolo è la colonna sonora perfetta per questo periodo?
È un brano che vuole riflettere su quello che abbiamo vissuto e che ancora stiamo vivendo, la pandemia, la distanza fra le persone; una distanza intesa, metaforicamente, anche come barriera tra le persone, incapacità, impossibilità, a volte, di relazionarsi con gli altri; allo stesso tempo, però, è una canzone che cerca una speranza per un ritorno alla normalità e una possibilità di allontanarsi da quella distanza, fisica e temporale, trasformandola in un messaggio di fiducia e aspettativa per il futuro.

Qui dentro noi sentiamo pop, funky ma anche delle influenze classiche…
Ho studiato solo 5 anni al conservatorio ma mi sono serviti a capire che la mia strada non sarebbe stata quella “classica” ma una più personale: attraverso il pianoforte insomma si è aperto un mondo di suoni ed emozioni che mi hanno da subito travolto e accompagnato fino ad oggi. Ho cercato sempre di comporre melodie, attraverso le quali comunicare i miei stati d’animo e le mie più profonde e nascoste sensazioni.

Chi altri c’è ad accompagnarti nel progetto musicale “Matteo Maione”?
Il mio team di produzione, nonché la mia etichetta, Joinformusic, che ha prodotto il mio primo brano e produrra’ anche i prossimi due; sono molto felice di farmi accompagnare da loro in questo bellissimo viaggio, non solo musicale.

Ci racconti qualcosa in più sul tuo amore per il cinema?
Il cinema è una passione che mi ha accompagnato da quando ero bambino, grazie soprattutto all’amore di mio padre per la settima arte; poi quando ho cominciato a suonare il pianoforte c’è stato fin da subito il desiderio e la necessità di creare melodie che potessero essere un connubio armonico con le immagini. Negli ultimi anni ho realizzato alcune colonne sonore di cortometraggi e sicuramente la musica per immagini rimane una delle più grandi passioni; poi qualche anno fa ho sentito l’esigenza di raccontare le esperienze di una vita, trasformando l’esistenza stessa in una grande colonna sonora, in cui la musica fosse il cuore e le parole il racconto lucido di un presente senza tempo.

Come stai in questo momento?
Sono molto impegnato ma allo stesso tempo felice di seguire l’uscita del brano, perché è la realizzazione di un piccolo sogno che mi sta dando delle belle soddisfazioni personali.

Guarda il video di Ad un metro di distanza di Matteo Maione

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