Meglio restare SCAPOLI: parola di Matteo Schifanoia

Matteo Schifanoia esordisce con il disco Lo Scapolo: canzone d’autore nuova, senza fronzoli e senza trasgressioni. Eccovi l’intervista del Blog della Musica…

Come da titolo. Così è anche doveroso ascoltare questo esordio che piace… piace… davvero piace… oppure come da perfette vittime dell’essere sposati e fidanzati. Si intitola “Lo Scapolo” e raffigura a suon di swing una delle tantissime conseguenze di questa maledettissima crisi. “È una crisi rock…” dice Matteo Schifanoia che con una bellissima ironia fa una canzone d’autore nuova, senza fronzoli e senza trasgressioni… nuova, perchè in fondo mancavano da tempo colori simili da dare ai nostri ascolti, ai nuovi dischi e ai nuovi artisti della scena indie italiana. Questa mattina vi abbiamo presentato il video di lancio che da il titolo al disco. Ma ora è tempo di fare due chiacchiere con Matteo Schifanoia:

Ironia e cinismo. Ingredienti fondamentali per la tua canzone d’autore. Come mai questa scelta? Sei così anche nella vita?
Non è stata una scelta, tutto è venuto fuori in maniera molto spontanea. Nelle canzoni e nelle arti c’è sempre qualcosa del come è veramente l’artista, quindi sì, lo sono, però sono anche tante altre cose, almeno credo, è sempre difficile osservarsi con distacco.

“Lo Scapolo”…che tipo di ispirazione hai avuto? Insomma da dove nasce questo leitmotiv per il disco?
Era un lungo periodo in cui ero scapolo, durante il quale ho scritto tutte le canzoni dell’album, una sera mi soffermai su un mio amico che era scapolo pure lui ma meno convinto di me, cercava l’anima gemella ma senza fortuna, allo stesso tempo però si divertiva perché non voleva dare a vedere che stava male perchè non trovava l’anima gemella. Poi il concetto ho cercato di renderlo meno autobiografico e più legato a quella categoria sociale e lo scapolo mi sembrava un personaggio adatto attraverso il quale dare uno sguardo al nostro mondo di oggi.

Possiamo dunque dire che il motto di questo disco è “Meglio soli che male accompagnati”?
Direi “meglio scapoli che male accompagnati”…in realtà è difficile per me racchiudere questo album in un motto, anzi, le cose che voglio dire sono sempre così tante che mi resta davvero complicato pensare ad un motto. Naturalmente anche se il disco si intitola “lo scapolo” non si parla solo di solitudini, diciamo che sfrutto la condizione solitaria dello scapolo per meglio osservare ed esplorare.

Tanti i generi presenti. Dal rock anni ’60 al pop passando per Jazz e anime latine. Ma la tua vera natura qual è?
La mia vera natura è questa, non avere un’unica etichettata, se mi immagino di fare un solo genere musicale ho l’impressione di percepire un senso di noia, mi piace pensare all’arte come ad una spugna che assorbe e restituisce quello che ha assorbito in forma di canzone in questo caso, o in altre forme artistiche in altri casi, dipende dal momento, però tutto ciò in me avviene molto spontaneamente, non è che ho scritto un manifesto sulla natura di Schifanoia, ad esempio spesso sono i testi che decidono, poi magari un giorno mi metto a fare solo reggae, chi lo sa.

E in un disco così in bilico tra ironia e “polemica” sociale… una splendida canzone come “Santa la Bella Stella Stanca”…come nasce?
Ho un animo anche romantico, d’altronde in tempi passati ero un poeta, nel senso che ho pubblicato dei libri di poesie. Una ballata, una canzone d’amore, un qualcosa di fortemente “poetico” voglio che ci sia sempre in un mio album.

Beh alla fine di tutto dicci: quanto c’è di autobiografico in questo disco? Per dirla tutta: il tuo guardaroba è impazzito sul serio?
È abbastanza autobiografico, però è un autobiografico che tenta di aspirare all’universalità, nel quale molti si possono ritrovare. Comunque sì, il guardaroba è impazzito, del tutto, non si riprenderà mai più.

Info: https://www.facebook.com/matteoschifanoia/

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